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Attack at The Dick of Dog Award

Inviato: 30/09/2012, 17:34
da Gigilasegaperenne
Attack at The Dick of Dog Award

L'immagine del corridore che dopo aver vinto dichiara di essere contento di essere arrivato uno è sicuramente iperbolica, ma un fondo di verità c'è sempre. Chi non ricorda gli scatti senza senso di Pirazzi all'ultimo Giro d'Italia, o quelli di Johnny Hoogerland in più o meno tutte le corse che ha disputato in vita sua? Il fatto di affidare la corsa interamente ai DS evidentemente non è servito ad evitare fenomeni di questo genere: l'award va a premiare gli attacchi più alla cazzo di cane visti durante le 21 giornate di gara.

NOMINATION

Frank Schleck
Attaccare da lontano è un'iniziativa che infiamma i tifosi, spesso portati a ritenere opportune o necessarie azioni che un'analisi più lucida sconsiglierebbe di azzardare. Neppure il più accanito fan del corridore lussemburghese avrebbe però potuto etichettare in maniera diversa da "una cazzata atomica" l'offensiva portata da Schleck sul Grand Ballon, ad oltre 70 km dal traguardo della prima tappa veramente impegnativa del Tour. E mentre vi interrogate su chi minchia possano essere questi fan accaniti del fratello meno scemo di Andy (...), vi basti pensare che perfino Jarod Parker ha dovuto ammettere che "non è stata una delle [sue] migliori idee". Parker che, quando gli hanno spiegato che la tattica non era sua ma del suo vice, ha gridato: "Minchia, ma mi imita benissimo!".

Ag2r - La Mondiale
Era troppo difficile scegliere un solo corridore da candidare, e ci è parso più giusto rendere onore all'opera omnia delle pirlate della formazione francese. Impossibile elencarle tutte, anche se nelle altre categorie ne verrà offerta una buona carrellata. Basti pensare però che, al momento di annunciare la composizione dei gruppi di attaccanti, i nomi "Roche - Péraud - Dupont" erano solitamente accolti da risate di scherno. Di Pirazzi.

Sébastien Turgot
Jonathan D'Arkness è un direttore sportivo stimato, ed è raro vedere i suoi corridori prodursi in azioni che non siano condivisibili o quanto meno comprensibili. Proprio per questo, i più sono rimasti allibiti quando Sébastien Turgot si è lanciato all'attacco nel finale della tappa di Rethel, su un tracciato favorevole agli attaccanti quanto gli ultimi 50 km di una tappa di montagna di Prudhomme. Sorpresa ulteriormente cresciuta quando è stata smentita l'ipotesi secondo cui, dopo una notte di bagordi, Jarod Parker era salito sull'ammiraglia sbagliata.

Matteo Tosatto
Avere fantasia è encomiabile, ma assai meno lo è sfruttarla per partorire attacchi che nemmeno Jacky Durand all'ottavo Martini. Se l'attacco sull'Osterberg nella tappa di Berlino o quello nel tratto pianeggiante prima dell'attacco dello strappo verso Aubenas vi hanno entusiasmato, nel senso che non ridevate così tanto dall'ultima volta che Ratzinger ha deprecato lo spreco e l'ostentazione della ricchezza, Tosatto è il vostro uomo per questo premio.

Alejandro Valverde
Una domanda rimbalzava nella mente degli appassionati di ciclismo prima della 16a tappa, da Narbonne ad Ax-3-Domaines: la battaglia si infiammerà già sul Pailhères o i big aspetteranno l'ultima salita? Domanda legittima, che non ha però avuto il tempo di trovare risposta. A bruciare tutti sul tempo - che detto così sembra una bella cosa - è stato infatti Alejandro Valverde, lanciatosi all'attacco addirittura sul Col de Garavel. Un'azione che ha indotto la federazione ciclistica spagnola ad una dura reprimenda: non si sborsano milioni di euro per bombare i propri atleti per fare stronzate del genere.