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Il Tour 2013 secondo Du Pin

Inviato: 08/12/2012, 19:26
da Andrepg
Solo poche ore fa è stato presentato il percorso del Tour 2013 e come consuetudine in tutto l'ambiente ciclistico si discute vivamente sulla sui pregi ed i difetti del nuovo percorso firmato Hemme Meas e La Seguè. Proprio così, come già da tempo annunciato da Hemme Meas, il percorso non presenta la mano del neo direttore di corsa Andrè du Pin che, conscio di questo, poco dopo la presentazione ha rilasciato un'intervista all''Equipe dando il suo personale parere sul percorso dei colleghi.

Meno montagne, ma molte più difficoltà, le piace questa trovata?
Detto così sembra che siamo tornati gli anni bui di Prud'homme in cui la rampa dei Campi Elisi poteva anche essere classificata come HC. Certamente ci sono meno grandi salite, ma ritengo che così la corsa sarà più equilibrata e combattuta, non come lo scorso anno in cui Nibali ed Evans prendevano il tè mentre Froome vinceva con una gamba il Tour. Inoltre sarà molto più imprevedibile data la presenza di tappe come quella di Lesneven con lo sterrato e Saint-Jean-de-Monts con l'accoppiata Pont de Saint-Nazare e Passage du Gois. Il pubblico si divertirà veramente tantissimo, guarderanno l'altimetria della tappa odierna e penseranno "uff, il solito piattone della prima settimana" ed invece troveranno i corridori in mezzo alla polvere dello sterrato o in mezzo al mare, per non parlare delle numerose tappe soggette al vento: sarà eroico.

Quindi pensa che il percorso appena presentato sia adeguato a celebrare il centenario?
Più che adeguato direi, ogni tappa può rivelare colpi di scena dietro ogni curva e la maglia gialla potrebbe cambiare molte volte come in passato. La tappa di Lesneven e di Saint-Jean-de-Monts sono certamente monumenti a questo sport poiché in entrambe tornerà quel senso di sfida all'ignoto che da decenni manca sulle strade del Tour. E non dimentichiamoci della presenza di quasi tutte le salite che hanno fatto la storia della Gran Boucle.

Alcuni DS si sono però lamentati che quest'ultima cosa ha portato ad un percorso scontato.
E' ovvio che un percorso che deve celebrare la storia di una corsa apparrà poco fantasioso ed in gran parte "già visto", ma sarebbe stato estremamente peggio se Hemme Meas e La Seguè avessero disegnato un percorso completamente innovativo. Detto questo non capisco la ragione delle loro critiche: da quanti anni era che il Tour non percorreva lo sterrato? Quando mai c'è stato un arrivo in salita sul lato duro del Galibier o una salita così vicina prima dell'Alpe d'Huez? Certo molte rosse sono "classiche", ma non credo che questo sia un percorso ripetitivo né tanto meno noioso.

Qual è la tappa di alta montagna che le piace di più e quale quella che le piace di meno?
La tappa che aspetto con più ansia è sicuramente quella del Galibier, finalmente la salita più leggendaria del Tour, più di Alpe d'Huez e Tourmalet, ha il suo arrivo in salita... e poi non potevamo lasciare quest'esclusiva al Giro d'Italia. Al contrario non mi piace molto la fazione di La Mongie, semplicemente perché non amo particolarmente le mezze discese.

La cronoscalata ha stupito tutti per la sua difficoltà e bellezza, lei cosa ne pensa?
Sono stato io ad essere stupito per primo e non solo perché sono stato colui che l'ha vista per primo oltre ai disegnatori. Potrebbe benissimo essere la cronometro più dura della storia del ciclismo, ma non per questo, grazie alle pendenze non impossibili ed al falsopiano, incline solo agli scalatori. Sarà spettacolo puro.

Qualcuno ha ipotizzato che la discesa del Montée de Villard-Notre-Dame sia troppo pericolosa per il Tour.
Lo so ed allora?

Cosa pensa invece delle tappe intermedie?
Sicuramente più umane rispetto allo scorso anno, ora i vallonari come Gilbert e le fughe avranno lo spazio che meritano e che non hanno avuto nella passata edizione.

Ancora niente Jandri, questa volta ci credevamo.
Pazienza, il prossimo Tour avrà anche la mia mano ed allora:

Non sono poche 6 tappe per velocisti?
Sostituisca "poche" con "troppe" ed iniziamo a ragionare. Intanto si fa un bel giretto trasformato in Rujano e nel frattempo mi spiega come solo è riuscito a pensare che siano troppe poche quando l'anno scorso in ben due verdi da volata di gruppo è arrivata la fuga. Le squadre dei velocisti hanno dimostrato di non essere interessate alle vittorie di tappa e noi le abbiamo accontentate dando una tappa in più a chi veramente ci tiene. Quest'anno non ripetano più lo stessov errore e magari ne riavranno una in più nel 20014.

Andrè du Pin

Re: Il Tour 2013 secondo Du Pin

Inviato: 08/12/2012, 19:53
da Andrepg
Modificata l'ultima domanda sisi

Re: Il Tour 2013 secondo Du Pin

Inviato: 08/12/2012, 19:55
da Andrepg
Ah, lo zero in più nella data dell'ultima risposta non è un errore :sonno: