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Percorso 2015

Inviato: 14/01/2015, 17:42
da emmea90
Tour de France 2015

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Da New York a Parigi: 101 cime per la 102esima storia gialla
Di Mathieu La Segue
Per la prima volta nella sua storia ultracentenaria, il Tour de France varcherà i confini europei, riservando il Grand Départ dell'edizione 2015 al Nord-Est degli Stati Uniti. Tre frazioni, dal 3 al 5 luglio, che esporteranno la più grande corsa ciclistica del pianeta in un mercato vastissimo e in espansione, ampliando ulteriormente gli orizzonti di quello che è già il più importante evento sportivo a cadenza annuale.
Non si fermeranno tuttavia all'aspetto mediatico le novità e i motivi di interesse della 102a edizione della Grande Boucle, che, soprattutto a partire dal rientro in Francia, offrirà un tracciato sempre vario ed impegnativo, che offrirà pochissime giornate di pausa a corridori che dovranno superare qualcosa come 101 GPM, record assoluto nella storia della corsa. Un percorso con il chiaro intento di rendere la corsa difficilmente controllabile, agevolando strategie d'attacco ed impedendo l'egemonia di corazzate dominanti.
Le prime pedalate del Tour 2015 arriveranno all'ombra dell'Empire State Building, da cui scatterà la cronometro inaugurale. Una prova dal profilo altimetrico quasi piatto, ma dal chilometraggio troppo elevato (17 km) per poter rappresentare un esordio morbido. Il più veloce vestirà la prima maglia gialla nello spettacolare scenario di Times Square, al termine di una prova che si svilupperà in larga parte all'interno di Central Park, e avrà ottime chance di conservare le insegne della leadership anche nelle due successive frazioni in terra americana. Tanto la seconda tappa -con partenza e arrivo ancora a New York e percorso quasi interamente cittadino - quanto la terza - da Philadelphia a Lafayette Square in Washington, di fronte alla Casa Bianca - saranno sostanzialmente prive di difficoltà altimetriche, e saranno con ogni probabilità questione fra sprinter.
Per alleggerire il peso del trasferimento transoceanico, i giorni di riposo saranno tre in luogo degli abituali due, e il primo sarà speso proprio dopo i primi tre giorni, per consentire l'approdo in Francia della carovana. La clemenza degli organizzatori, tuttavia, si fermerà qui, giacché le prime tre frazioni in terra tricolore saranno tutto fuorché riposanti. Dapprima, martedì 7 luglio, toccherà ad una cronosquadre di 29 km tra Limoges e Saint-Léonard-de-Noblat, durante la quale le formazioni meno competitivo in questo esercizio potranno accumulare anche distacchi ben superiori al minuto; quindi, l'8 e il 9 luglio, sarà la volta di due tappe sul Massiccio Centrale, che combineranno per ben 24 Gran Premi della Montagna complessivi. La prima scatterà da Châteauneuf-la-Forêt, proponendo 11 GPM sulla via del parco divertimenti di Vulcania, dove si concluderà dopo 200 km. Fra le tante difficoltà, si segnalano il muro del Col du Chevalard, ad una ventina di chilometri dal termine, e la Côte de Ternant, meno aspra ma posta a poco più di 5 km dalla conclusione. L'indomani, il Tour muoverà da Brioude alla volta di Vic-sur-Cère, offrendo addirittura 13 GPM, fra cui - in chiusura - il Pas de Peyrol e il Col du Perthus, l'ultimo dei quali a meno di 20 km dal termine.
Una rara giornata di tregua arriverà l'indomani, con i 188.5 km di quasi esclusiva pianura tra Figeac e Auch, subito seguita però dalle prime due giornate di alta montagna, dedicate ai Pirenei. Si partirà con la meno selettiva delle due frazioni: 171.5 km tra Aire-sur-l'Adour e l'inedito traguardo della Vallée d'Arrens, preceduta dalla rapida sequenza di Marie-Blanque, Aubisque e Soulor. Frazione selettiva ma lontana dal modello del classico tappone pirenaico, proposto invece in toto l'indomani: da Pau si pedalerà per 201 km fino a Superbagnères, superando Tourmalet, Hourquette d'Ancizan, Val Louron-Azet e Peyresourde prima della scalata finale, per un dislivello complessivo di oltre 5500 metri.
La cavalcata pirenaica giustifica il secondo riposo previsto per l'indomani, lunedì 13 luglio, mentre il 14, giorno della festa nazionale francese, riserverà un menù insolito: 162 km totalmente pianeggianti fra Carcassonne e Sète (esposti però alle insidie del vento), prima di 1500 metri di rampe arcigne per giungere all'arrivo, collocato sul Mont Saint-Clair, l'ascesa che domina la cittadina.
I velocisti, già privati in extremis del traguardo della 10a tappa, dovranno stare a guardare anche in occasione dell'undicesima, che obbligherà il gruppo a superare altre 10 asperità degne di GPM, l'ultima delle quali - il Mont Aigoual - sede anche del traguardo. Nove delle dieci salite non provocheranno particolari patemi ai grandi della corsa, ma la penultima - l'inedito Col de la Lusette -, con i suoi oltre 18 km al 6.4% di media, potrebbe generare una selezione insolita per una frazione di media montagna della seconda settimana. Le ruote veloci potranno finalmente tornare di scena nella 12a tappa, che da Florac porterà il Tour in quel di Salon-de-Provence, ma già l'indomani, il 17 luglio, si tornerà a fare sul serio, con altre 10 salite tra Salon-de-Provence e Toulon. Il traguardo sarà posto in cima alla salita di Fort Coudon, preceduto di una ventina di chiometri dall'ancor più impegnativo Mont Faron e di una quarantina dal muro della Côte des Croix, con le sue rampe al 16%.
L'approdo sulla costa precederà l'atteso ritorno del Tour de France in Corsica, questa volta collocata non in apertura ma nel cuore della Grande Boucle, dando così modo all'organizzazione di sfruttarne appieno il territorio montuoso, ricchissimo di spunti. Sabato 18 luglio si affronteranno così nove Gran Premi della Montagna lungo i 192.5 km da Calvi ad Ajaccio, con l'ultimo dente - la breve ma ostica Côte du Salario - collocato a 2 km e mezzo dalla conclusione. L'appuntamento clou, tuttavia, sarà quello dell'indomani, quando dal capoluogo della regione si farà rotta verso il cuore dell'isola, per arrampicarsi ai 1369 metri dell'arrivo della Vallée de la Restonica: si tratterà della terza tappa di alta montagna, la prima situata in Corsica nella storia del Tour.
Il terzo ed ultimo giorno di riposo offrirà ai corridori l'opportunità di ricaricare le pile in vista di uno degli snodi decisivi della corsa: per martedì 21 luglio, infatti, sono infatti in programma 52 km e mezzo contro il tempo nella cornice della Costa Azzurra, con partenza da Nice e finale a Cannes, che potranno riscrivere da cima a fondo la classifica generale, dando modo agli specialisti di scavare solchi anche di molti minuti.
Gli scalatori, in ogni caso, avranno ben presto modo di rifarsi, subito dopo la probabile volata di Tallard, il 22 luglio. Dal 23 al 25, infatti, il Tour respirerà quasi esclusivamente aria di alta montagna, a cominciare da una 18a tappa che offrirà l'unico sconfinamento dell'edizione numero 102, Grand Départ a stelle e strisce escluso: dopo il via da Barcelonnette, si valicherà il Col de Larche (Colle della Maddalena) per entrare in Italia, dove ci si manterrà per circa 170 km, superando un'altra novità del Tour 2015, il Colle di Sampeyre, e il Colle dell'Agnello. Con ancora 60 km circa da percorrere, si rimetterà piede in territorio francese, dirigendosi verso il traguardo di Briançon; non prima, però, di essersi arrampicati anche sul Col d'Izoard, e di aver percorso la stretta e ripida rampa di La Chaussée, teatro dell'arrivo.
L'ombra del Col du Jandri comincerà ad allungarsi sulla corsa, ma, prima di avventurarvisi, i corridori dovranno concentrarsi sui tre colli della 19a frazione: il breve Col de la Forclaz, e soprattutto i durissimi (e anch'essi inediti) Col de Bisanne e Col du Pré, quest'ultimo a circa 16 km dal traguardo di Beaufort. Solo allora la testa potrà andare alla salita più attesa del 102° Tour de France, preceduto dalle scalate a Iseran, Télégraphe e Galibier. Gli oltre 23 km di scalata (al 9.5% di media), che su strada sterrata porteranno per la prima volta un Grande Giro a sforare quota 3000 metri, rappresenteranno il giudice inappellabile della corsa, scolpendo una classifica generale che ben difficilmente potrà essere scalfita dai 100 km e spiccioli della ventunesima ed ultima tappa, da Orsay agli Champs Elysées parigini.


1a tappa: (cronometro individuale) New York City > New York City 17 km
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Come annunciato già nel corso del Tour de France 2014, la 101a edizione della Grande Boucle scatterà da New York City, New York, con una cronometro individuale di 17 km. Una prova che obbligherà subito i pretendenti alla vittoria finale ad esprimersi al massimo delle proprie possibilità, su un tracciato che si snoderà fra i luoghi simbolo della Grande Mela.
La rampa di partenza sarà collocata sulla 5th Avenue, all'ombra dell'Empire State Building. Un paio di curve ad angolo retto nei primi 300 metri complicheranno la ricerca del ritmo, prima che gli specialisti inizino a sfogare i propri cavalli negli oltre 3 km di rettilineo lungo Madison Avenue.
Dopo 3 km e mezzo circa di gara, la corsa si infilerà per la prima volta in Central Park, percorrendovi circa 4000 metri, durante i quali, quando si transiterà all'altezza del Guggenheim Museum, sarà posto il primo rilevamento intermedio. Usciti dal parco, i corridori transiteranno da Cathedral Parkway per infilarsi in Morningside Drive e raggiungere gli edifici della Columbia University. A poco meno di 7 km dal termine, due svolte ravvicinate permetteranno alla tappa di imboccare Broadway, percorrendovi circa 800 metri, prima di ricominciare ad avvicinarsi a Central Park. Il nuovo ingresso nel parco avverrà dopo poco più di 12 km dal via, e sempre dentro il parco, all'altezza di Jaqueline Kennedy Onassis Reservoir, sarà collocato il secondo ed ultimo rilevamento intermedio, 4 km prima dell'arrivo.
I corridori usciranno definitivamente da Central Park soltanto in vista dello striscione dell'ultimo chilometro, quando imboccheranno 7th Avenue e sfileranno davanti a Carnegie Hall, per raggiungere su un velocissimo rettilineo il traguardo di Times Square.
RILEVAMENTI INTERMEDI: Guggenheim Museum (31 m, Km 5.5), Central Park West (29 m, Km 13)
GPM: /
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Cathedral Parkway (10 m, Km 7.5)


2a tappa: New York City > New York City 187 km
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Sarà dedicata ai velocisti la prima tappa in linea del Tour 2015. La bandierà si abbasserà questa volta sul ponte di Brooklyn, e la corsa si dirigerà verso Sud, passando subito per Brooklyn Heights e proseguendo fino alle rive di Lower Bay, punto più meridionale della frazione. Dopo aver toccato New York Aquarium e Manhattan Beach, il tracciato comincerà quindi la sua risalita, dirigendosi dapprima a Nord-Est, lungo Jamaica Bay. Dopo aver raggiunto il John F. Kennedy International Airport, la transizione verso Nord si farà più netta, in direzione di Forest Hills e Flushing Meadows.
Dopo aver attraversato il Queens, la corsa approderà su Wards Island attraverso Robert F. Kennedy Bridge, per poi visitare la casa dei New York Yankees, lo Yankee Stadium, dove, a 104 km dalla conclusione, sarà collocato il punto di rifornimento.
La successiva fase di corsa si snoderà attraverso il Bronx, costeggiando le aree verdi di Bronx Park, Van Cortlandt Park, Tibbetts Brook Park e Dunwoodie Golf Course, prima di invertire la rotta andando a toccare War Memorial Field. A Yonkers inizierà il tratto meno filante del percorso, che giungerà all'unico GPM di giornata dopo 118 km di gara, quello di Fort George Hill. Si tratta di 900 metri al 5.7% di pendenza media, buoni non certo per imbastire un attacco decisivo, ma soltanto per assegnare la prima maglia a pois della Grande Boucle.
Dopo lo scollinamento, la corsa si dirigerà verso Harlem, per poi cominciare a toccare le aree interessate dalla cronometro del giorno precedente, teatro delle battute finali anche della seconda tappa. Si costeggerà ancora il lato occidentale di Central Park, si passerà per Broadway e Columbus Circle, per poi sfilare dinanzi al Plaza Hotel e alla Trump Tower e raggiungere, a poco più di 50 km dall'arrivo, il traguardo volante, posto in United Nations Plaza, al cospetto del Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite.
Un lungo tratto lungo l'East River condurrà quindi il Tour a pochi passi dalla sede di partenza e ancora più a Sud, fino al Financial District. Qui, il tracciato toccherà l'area del World Trade Center e attraverserà il quartiere di TriBeCa, prima di risalire il fiume Hudson, fino all'altezza di Lincoln Tunnel. A quel punto, si entrerà nel circuito conclusivo, continuando a costeggiare l'Hudson fino a DeWitt Clinton Park, per poi dirigersi nuovamente verso l'imbocco della 7th Avenue e piombare sul traguardo di Times Square. Dopo il primo passaggio, i corridori dovranno effettuare tre tornate complete, su un circuito di circa 11 km. Dal traguardo, si scenderà fino a Nasdaq MarketSite, per poi transitare di fronte a Grand Central Station, ritornare in 5th Avenue per toccare Empire State Building e Madison Square Park, dirigersi in 8th Avenue, toccare il Madison Square Garden e ritornare sulle sponde dell'Hudson.
Difficile - se non impossibile - immaginare un epilogo diverso dalla volata.
TRAGUARDO VOLANTE: United Nations Plaza (14 m, Km 135.5)
GPM: Fort George Hill (4a Categoria, 57 m, 0.9 Km al 5.7%, Km 118)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Yankee Stadium (4 m, Km 83.5)


3a tappa: Philadelphia > Washington 221,5 km
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Saranno ancora i velocisti i protagonisti più attesi della terza tappa del Tour, 221 km e mezzo tra Philadelphia e Washington. La partenza sarà data dalla Città dell'Amore Fraterno, e i corridori percorreranno i primi 30 km circa nello stato della Pennsylvania, prima di passare nel Delaware. In quest'ultimo la corsa si manterrà per una quarantina di chilometri, prima di trasferirsi nel Maryland intorno al settantesimo chilometro. Poco dopo il confine, ad Elkton, verrà incontrato il primo punto di rifornimento, e sempre nel Maryland saranno collocati il secondo rifornimento (a Days Cove, a 90 km dal traguardo) e il traguardo volante di Baltimora (65 km dall'arrivo).
Da metà percorso in poi, il tracciato si farà lievemente più ondulato, e la tendenza risulterà più marcata soprattutto negli ultimi 35 km di corsa. Nessuna asperità sufficiente a giustificare un Gran Premio della Montagna, ma probabilmente abbastanza da creare qualche insidia ai treni, i cui vagoni potrebbero avere vita più breve del previsto.
In aiuto alle squadre dei velocisti, tuttavia, arriverà il rettilineo d'arrivo, lungo 10 km, su 16th Street NW. Da Silver Spring si arriverà, su un unico rettifilo, nel cuore della capitale statunitense, per un traguardo posto a pochi passi da Lafayette Square, di fronte alla Casa Bianca.
Per gli sprinter, si tratterà di una delle occasioni più ghiotte dell'intero Tour. Una chance da non perdere per alcuna ragione, alla luce di tutte le difficoltà che attenderanno i corridori dopo il ritorno sul suolo francese.
TRAGUARDO VOLANTE: Baltimore (34 m, Km 156.5)
GPM: /
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Elkton (7 m, Km 75.0), Days Cove (33 m, Km 132)


Giorno di riposo

4a tappa: (cronometro a squadre) Limoges > Saint-Léonard-de-Noblat 29 km
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Sarà una tappa cruciale quella che i corridori dovranno affrontare appena rientrati in Francia. I 29 km tra Limoges e Saint-Léonard-de-Noblat non avranno l'impatto delle cronosquadre-fiume caratteristiche di epoche neppure troppo remote, ma potranno comunque creare differenze sensibili tra i pretendenti alla vittoria finale.
La rampa di partenza sarà collocata in Boulevard du Vigenal a Limoges. Nei primi 8 km e mezzo, i corridori descriveranno una sorta di semi-anello intorno alla città di Limoges. Subito dopo aver lasciato la città di partenza, si transiterà dal primo rilevamento intermedio, a Les Longes (km 9.5), per poi filare, su un tracciato sempre pianeggiante, verso quello di Fontaguly (km 21).
L'unico tranello insito nel tracciato - al di là della difficoltà dell'esercizio in sé - sarà posto proprio alla fine: gli ultimi 1600 metri presenteranno infatti una pendenza del 5%. In una tappa individuale, potrebbe bastare per un Gran Premio della Montagna; in una prova a squadre, la difficoltà principale sarà quella di non disunirsi, evitando di perdere per strada elementi affaticati, ma fondamentali per non scendere al di sotto della fatidica soglia di cinque elementi.
Insieme alla cronometro individuale d'apertura, sarà questa cronosquadre a creare le differenze in classifica con cui ci si presenterà alle asperità del Massiccio Centrale, da cominciare l'indomani.
RILEVAMENTI INTERMEDI: Les Longes (252 m, Km 9.5), Fontaguly (351 m, Km 21)
GPM: /
PUNTO DI RIFORNIMENTO: La Croix de la Lieue (329 m, Km 15)


5a tappa: Châteauneuf-la-Forêt > Vulcania 200 km
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Arriverà al quinto giorno di gara l'approccio con le salite. Sarà il Massiccio Centrale ad offrire la prima variante rispetto alla pianura dei primi giorni, su un tracciato che non toccherà vette mitiche, ma offrirà 200 km fatti quasi esclusivamente di salite e discese.
La partenza sarà a Châteauneuf-la-Forêt, piccolo paese del Limousin. La prima parte di gara si snoderà all'interno del Parco Naturale Regionale di Millevaches en Limousin, entro il quale i corridori affronteranno i saliscendi iniziali e le prime due côtes di giornata: la Côte de Barsanges (2.4 km al 3.7%), dopo 44.5 km, e la Côte des Gardes, 2 km al 4.9% di media, dopo 61.5 km. Dopo una breve sortita, durante la quale verrà toccato il punto di rifornimento di Ussel (km 76.5), la corsa rientrerà quindi nel parco, scalando la pedalabilissima Côte de la Jaloustre (7.6 km al 2.4%).
Anche una volta lasciato per la seconda ed ultima volta il parco, i saliscendi non accenneranno a diminuire, con la Côte de Bosjean (8 km al 3%) e la Côte de Pierrefitte (1.8 km al 5%) a precedere l'ingresso degli atleti nella Riserva Naturale di Chastreix-Sancy. Qui i corridori troveranno un'altra salita di poco conto come la Côte de la Chabanne (2600 metri al 4.7% di media), prima di affrontare, ormai alle soglie dei tre quarti di gara, il Col de la Moreno, con i suoi 7 km e 400 metri al 4.2% di pendenza. Una lunga discesa di una quindicina di chilometri condurrà i corridori al traguardo volante di Royat (km 159), subito prima della prima ascesa di 2a categoria della giornata e del Tour, verso gli 809 metri di quota della Côte de Fontanas (5.3 km al 5.9%).
Una volta in cima, mancheranno 35 km circa al traguardo. La successiva discesa servirà a raggiungere la zona Nord di Clermont-Ferrand, da cui verrà approcciato il Col du Chevalard, l'ascesa più impegnativa di giornata: 2100 metri al 9.9% di pendenza media. L'ultima voce è addirittura alleggerita da un inizio e da una fine di salita molto soft: il chilometro tra termina a 100 metri dalla vetta presenta una pendenza del 15.6%, con la prima metà al 20% medio.
Se il gruppo dovesse spaccarsi su queste rampe, il terreno per recuperare non sarà molto. Dal GPM mancheranno infatti soltanto 21 km, ben pochi dei quali in pianura. Alla discesa seguirà quasi subito la meno impegnativa Côte de la Plaine, con i suoi 2600 metri al 5.9% di media, posta al km 184.5. Ancora, dopo la breve picchiata, non ci sarà tempo di rifiatare prima di cominciare l'ultima e decisiva ascesa di giornata, la Côte de Ternant. Si tratta di 8 km e 200 metri di scalata al 5.7% di pendenza media, che termineranno ad appena 2 km e mezzo dalla linea bianca. Il finale prevede una brevissima picchiata, un altro tratto di contropendenza e un'ultima lieve discesa per raggiungere il traguardo, posto dinanzi al parco divertimenti tematico di Vulcania.
TRAGUARDO VOLANTE: Royat (540 m, Km 159)
GPM: Côte de Barsanges (4a Categoria, 888 m, 2.4 Km al 3.7%, Km 44.5), Côte des Gardes (4a Categoria, 757 m, 2.0 Km al 4.9%, Km 61.5), Côte de la Jaloustre (4a Categoria, 799 m, 7.6 Km al 2.4%, Km 84.5), Côte de Bosjean (4a Categoria, 895 m, 8.0 Km al 3.0%, Km 109), Côte de Pierrefitte (4a Categoria, 944 m, 1.8 Km al 5.0%, Km 113), Côte de la Chabanne (4a Categoria, 1016 m, 2.6 Km al 4.7%, Km 121), Col de la Moreno (3a Categoria, 1061 m, 7.4 Km al 4.2%, Km 145), Côte de Fontanas (2a Categoria, 809 m, 5.3 Km al 5.9%, Km 165.5), Col du Chevalard (2a Categoria, 548 m, 2.1 Km al 9.9%, Km 179), Côte de la Plaine (4a Categoria, 556 m, 2.6 Km al 5.9%, Km 184.5), Côte de Ternant (2a Categoria, 918 m, 8.2 Km al 5.7%, Km 194.5)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Ussel (629 m, Km 76.5), Olby (759 m, Km 138.0)


6a tappa: Brioude > Vic-sur-Cère 217,5 km
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Sarà una tappa per uomini di fondo la seconda consecutiva sul Massiccio Centrale, la più ricca di GPM dell'intera Grande Boucle. Saranno infatti 13 le asperità che assegneranno punti per la maglia a pois, suddivise tra 1a, 2a, 3a e 4a categoria. Le difficoltà cominceranno sostanzialmente in partenza, con l'ascesa alla facile Côte de Saint-Beauzire, 8.3 km al 2.7% di pendenza media. Un'altrettanto agevole discesa e un raro tratto pianeggiante precederanno quindi la prima difficoltà degna di nota di giornata, il Col de Foulières. Si tratta del primo colle di 2a categoria in programma, con i suoi 8 km e mezzo al 5.8% di media. Dopo la cima, ci si manterrà in quota per una manciata di chilometri, prima di iniziare finalmente a scendere, per poi risalire immediatamente verso i 1224 metri del Col de la Croix de Baptiste, ascesa di 7 km al 5.1% di pendenza. Ancora discesa, e ancora nessun respiro prima di ritrovare la salita, con la comunque semplice Côte des Mamours (3.7 km al 4%).
Il tracciato si farà meno insidioso nel tratto successivo, comprendente anche il primo dei due punti di rifornimento a Collanges (km 71.5). In questo frangente, ci si manterrà sempre in quota, intorno ai 1000 metri, fino ad approcciare il morbido Col de Serres, quinta asperità di giornata, con i suoi 6.7 km al 3.9% di pendenza media. Una più ripida discesa digraderà in un secondo tempo in un falsopiano discendente che porterà, appena prima di giungere a metà percorso, ad affrontare in rapida successione altre tre brevi asperità: prima la Côte de Saint-Hyppolite (1300 metri al 5.7%), quindi la Côte d'Apchon (3.2 km al 4.5%), infine la Côte de Collandres (1200 metri al 5.7%). Puntando prima verso Nord e poi verso Ovest, la corsa andrà quindi a cercare il facilissimo Col de la Besseyre e i suoi 3 km e 700 metri al 3.9%, prima di mettere in palio, in quel di Moussages, il traguardo volante giornaliero. Anche questo sarà collocato in cima ad uno strappo di un paio di chilometri che, se non fosse stato adibito allo sprint intermedio, avrebbe potuto rappresentare il quattordicesimo GPM.
Dopo la successiva discesa, ormai vicini ai due terzi di tappa, la corsa comincerà a scaldarsi, proponendo un nuovo GPM di 2a categoria: la Côte d'Anglards-de-Salers, 4 km e 600 metri di ascesa ad una pendenza media del 6.1%. Anziché da una discesa, lo scollinamento sarà seguito da un lungo tratto in quota, leggermente tendente a salire, che porterà la carovana fino a Salers, dove sarà fissato il secondo punto di rifornimento (km 153.5). Solo allora si scenderà, ma solo per imboccare la prima delle tre salite che segneranno il destino della 6a tappa. La prima, il Col de Neronne, sarà la più facile delle tre, e i suoi quasi 10 km (9.8 km, per l'esattezza) appena al di sotto del 5% di media (4.9%) serviranno soprattutto a snellire il gruppo prima delle fasi cruciali. In vetta mancheranno circa 50 km, i primi quattro dei quali in discesa. I successivi undici e mezzo saranno invece in salita, e si tratterà dell'ascesa più dura di giornata, fino ai 1573 metri del Pas de Peyrol. La pendenza media, 5.8%, non fa tremare, ma le punte del 15% in vista dell'ultimo chilometro (con un intero chilometro oltre il 13% di media) potrebbero servire a spaccare un plotone già affaticato dal dislivello accumulato sin lì.
Il GPM dista 34 km dal traguardo, e qualche coraggioso, specie se non troppo marcato, potrebbe anche pensare di eleggere la penultima salita come trampolino di lancio per un attacco. Di pianura, infatti, non se ne vedrà ancora per molto: dopo lo scollinamento, ad una dozzina di chilometri di discesa seguirà immediatamente l'ultima scalata, verso il Col du Perthus, 4 km e 800 metri di ascesa ad una media del 7.8%. In cima mancheranno 19 km e mezzo per raggiungere Vic-sur-Cère, e i primi undici circa saranno in discesa, sebbene irregolare e generalmente pedalabile. Di pianura si parlerà però soltanto per un paio di chilometri, prima di una veloce picchiata finale su un arrivo che potrebbe vedere tanti possibili epiloghi: dalla fuga della prima ora ad una volata ristretta ad un gruppo selezionato dai continui saliscendi, fino al successo di un'azione nata su una delle ultime due asperità. Con 4500 metri di dislivello positivo e più di 200 km da coprire, nemmeno gli uomini di classifica potranno permettersi passi falsi.
TRAGUARDO VOLANTE: Moussages (853 m, Km 132.5)
GPM: Côte de Saint-Beauzire (4a Categoria, 696 m, 8.3 Km al 2.7%, Km 8.5), Col de Foulières (2a Categoria, 1077 m, 8.5 Km al 5.8%, Km 34.5), Col de la Croix de Baptiste (2a Categoria, 1224 m, 7.0 Km al 5.1%, Km 50), Côte des Mamours (4a Categoria, 1123 m, 3.7 Km al 4.0%, Km 59), Col de Serres (3a Categoria, 1321 m, 6.7 Km al 3.9%, Km 84), Côte de Saint-Hyppolite (4a Categoria, 1003 m, 1.3 Km al 5.7%, Km 98), Côte d'Apchon (4a Categoria, 1119 m, 3.2 Km al 4.5%, Km 102.5), Côte de Collandres (4a Categoria, 1045 m, 1.2 Km al 5.7%, Km 106.5), Col de la Besseyre (4a Categoria, 1036 m, 3.7 Km al 3.9%, Km 122.5), Côte d'Anglards-de-Salers (2a Categoria, 820 m, 4.6 Km al 6.1%, Km 144), Col de Neronne (2a Categoria, 1235 m, 9.8 Km al 4.9%, Km 167.5), Puy Mary/Pas de Peyrol (1a Categoria, 1573 m, 11.5 Km al 5.8%, Km 183), Col du Pertus (2a Categoria, 1301 m, 4.8 Km al 7.8%, Km 199.5)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Collanges (1103 m, Km 71.5), Salers (929 m, Km 153.5)


7a tappa: Figeac > Auch 188.5 km
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Dopo tre giorni da comprimari, i velocisti dovrebbero tornare a prendersi la scena nella 7a tappa. Si ripartirà ancora nella zona del Massiccio Centrale, da Figeac, per poi dirigersi in direzione Sud-Ovest, avvicinandosi ai piedi dei Pirenei.
L'avvio sarà in discesa, prima di incontrare subito la prima asperità di giornata, la Côte de Loupiac, 2 km e 300 metri al 6.1% di pendenza media. Sebbene l'inizio con salita possa rimandare al giorno precedente, le similitudini fra le due tappe si fermeranno qui. Non si incontreranno infatti altri Gran Premi della Montagna fino al chilometro 59, dove saranno assegnati punti per la maglia a pois per la seconda ed ultima volta, in cima alla Côte de Caylus (3100 metri al 3.8%). E se i 50 km abbondanti che separano le due salitelle si presentano quantomeno nervosi, il resto della tappa, specie dopo l'abitato di Caussade, digraderà verso la più pura pianura. Sempre su strade molto filanti i corridori incontreranno dapprima il punto di rifornimento di Montauban (al km 100), quindi il traguardo volante di Beaumont-de-Lomagne, al km 137.
Negli ultimi 20 km, il terreno tornerà a farsi leggermente più accidentato, ma sempre risparmiando ai corridori ascese che possano far deragliare i treni ormai lanciati. Da segnalare, tuttavia, come l'ultimo dente - 800 metri al 5% - termini a soli 600 metri dal traguardo. Le ruote veloci non dovrebbero risentirne più di tanto, ma non è follia ipotizzare che qualche corridore con gambe ancora fresche e un po' di coraggio possa provare a sfruttarlo per anticipare lo sprint. Impresa difficile, ma non impossibile.
TRAGUARDO VOLANTE: Beaumont-de-Lomagne (104 m, Km 137)
GPM: Côte de Loupiac (4a Categoria, 310 m, 2.3 Km al 6.1%, Km 6.5), Côte de Caylus (4a Categoria, 325 m, 3.1 Km al 3.8%, Km 59)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Montauban (101 m, Km 100)


8a tappa: Aire-sur-l'Adour > Vallée d'Arrens 171.5 km
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Dopo un solo giorno di quiete post-Massiccio Centrale, ecco subito di ritorno la salita; e questa volta non sarà la media montagna dell'Alvernia, ma l'alta montagna dei Pirenei, protagonisti del secondo week-end di gara con due frazioni. La prima sarà la più breve e più morbida, concentrando tutte le difficoltà negli ultimi 75 km, ma offrirà comunque agli scalatori terreno decisamente favorevole per cominciare a riparare ai danni della cronometro d'apertura.
La bandierà si abbasserà ad Aire-sur-l'Adour, da cui la corsa si dirigerà a Sud, sfiorando una prima volta Pau, che verrà toccata davvero il giorno successivo, e quindi attraversando Gan, prima di descrivere un ricciolo per andare a toccare Oloron-Sainte-Marie e Asasp-Arros, dove sarà collocato il punto di rifornimento giornaliero (km 91). Soprattutto, la deviazione dalla direttrice meridionale servirà a raggiungere il piccolo abitato di Escot, dove i corridori cominceranno a gustare un primo assaggio di Pirenei. Il battesimo avverrà sul Col de Marie-Blanque, ascesa di 10 km e 200 metri al 7% di pendenza media. Le rampe più basse daranno modo al gruppo di acclimatarsi, ma la seconda metà di salita non risparmierà pendenze abbondantemente in doppia cifra, con punte vicine al 15% e gli ultimi 3 km abbondanti di scalata al 12% di media.
In cima al Marie-Blanque, mancheranno 64 km. La discesa vera e propria, preceduta da due tratti pianeggianti inframezzati da un primo antipasto all'ingiù, non inizierà prima dei -58 all'arrivo, e si esaurirà intorno al chilometro 119 di gara. Un breve tratto di fondovalle (circa 8 km), che sfocerà nel traguardo volante di Laruns (km 126.5), condurrà quindi la carovana ai piedi del primo vero totem del Tour, nonché prima vetta Hors Catégorie in programma: il Col d'Aubisque, con i suoi 16.9 km al 7.2% di media. Anche in questo caso, un inizio piuttosto morbido rende ingannevolmente leggero il dato sulla pendenza, che sale al 7.9% tagliando dal conteggio i primi 3 km. Dalla vetta mancheranno soltanto 27 km e mezzo al traguardo: un colle che chiama dunque alla battaglia, anche perché di pianura non se ne vedrà più, e i due successivi GPM saranno molto meno indicati a fare selezione.
Dopo 7 km scarsi di discesa, i corridori dovranno tornare a salire per raggiungere il fratello minore dell'Aubisque, il Col du Soulor, che dal versante occidentale si riduce ad appena 3 km di scalata al 6.3% di pendenza media, anche se con la trappola dei 500 metri iniziali tra l'11 e il 12%. Lo striscione del Gran Premio della Montagna sarà collocato a 18 km dal termine. I primi 8 saranno in discesa, fino ad Arrens-Marsous. Da qui, anziché proseguire lungo l'arcinota picchiata che conduce ad Argelès-Gazost, la corsa svolterà a destra, per inoltrarsi lungo la strada - mai esplorata prima dal Tour de France - che risale la Vallée d'Arrens. Il traguardo sarà collocato a 1449 metri di quota, poco sotto il Lac de Suyen. Per arrivarci, i corridori dovranno coprire un dislivello di 567 metri in 9.8 km, per una pendenza media del 5.8%. Salvo per un breve tratto di mezzo chilometro nella parte centrale della salita, che arriva a lambire la doppia cifra di pendenza, si tratta di una scalata estremamente regolare; basti pensare che non c'è, in tutta la salita, un solo tratto di 1000 metri che superi il 7% di pendenza media. Un'ascesa, dunque, che i più forti dovranno approcciare avendo già operato la selezione, o quantomeno dopo aver appesantito sensibilmente le gambe degli avversari più deboli.
TRAGUARDO VOLANTE: Laruns (484 m, Km 126.5)
GPM: Col de Marie-Blanque (1a Categoria, 1036 m, 10.2 Km al 7.0%, Km 107.5), Col d'Aubisque (Hors Catégorie, 1699 m, 16.9 Km al 7.2%, Km 144), Col du Soulor (3a Categoria, 1458 m, 3.0 Km al 6.3%, Km 153.5), Vallée d'Arrens (1a Categoria, 1449 m, 9.8 Km al 5.8%, Arrivo)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Asasp-Arros (284 m, Km 91)


9a tappa: Pau > Superbagnères 201 km
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Eccolo, il tappone pirenaico dell'edizione 2015 del Tour de France. Rispetto al giorno precedente, il menù aggiunge 30 km alla distanza, ma soprattutto oltre 2000 metri di dislivello: dai 3500 scarsi dell'8a tappa ai 5500 abbondanti della 9a.
L'inizio sarà tranquillo da un punto di vista altimetrico, anche se non è difficile immaginare una battaglia feroce per entrare in fuga che potrebbe far lievitare la media nel terzo pianeggiante di tappa. La prima asperità della frazione, la Côte de Segus, arriverà dopo poco meno di 40 km, ma i suoi 3 km e 900 metri al 4.6% di pendenza media appaiono come un modesto esercizio di riscaldamento rispetto a ciò che attenderà i corridori a partire da una trentina di chilometri più avanti. Al chilometro 59 di corsa, gli atleti troveranno il primo punto di rifornimento, in quel di Pierrefitte-Nestalas; e faranno bene a non ignorarlo, perché poco dopo, a Luz-Saint-Sauveur, la tappa comincerà un'alternanza salita-discesa destinata a terminare di fatto solo sul traguardo.
L'approccio con la montagna non potrebbe essere più traumatico: si comincerà infatti con il Col du Tourmalet, affrontato dal più impegnativo versante occidentale, con i suoi 18.2 km al 7.7% di media, variamente punteggiati di tratti in doppia cifra (fino al 15%). Difficile, tuttavia, immaginare fuoco e fiamme sulla salita che assegnerà, come da tradizione, il Souvenir Jacques Goddet, giacché la cima sarà posta ad oltre 111 km dalla conclusione.
La lunga discesa porterà il gruppo fino a Sainte-Marie-de-Campan, dove sarà collocato il traguardo volante (km 107). Qui, senza soluzione di continuità, la strada riprenderà a salire, sia pur molto più dolcemente. I primi chilometri all'insù seguiranno la familiare strada verso il Col d'Aspin, ma, intorno a metà salita, il tracciato devierà verso Sud, affrontando la meno battuta Hourquette d'Ancizan. Una salita comunque non proibitiva (16.6 km al 4.2%, benché zavorrati da un tratto in contropendenza di un chilometro che si esaurisce a 3 km dalla vetta), ma che proporrà una discesa molto più ripida e tecnica di quella dell'Aspin, e avvicinerà il termine della picchiata all'imbocco della salita successiva. Appena tornati in pianura, i corridori troveranno il secondo punto di rifornimento, a due terzi esatti di tappa (km 134), a Guchen. Il tratto pianeggiante si esaurirà in circa 4 km, lasciando quindi spazio al Col de Val Louron-Azet. Si tratta di una salita di 10.8 km al 7.1% di pendenza media, che non scende sostanzialmente mai al di sotto dell'8% negli ultimi 8 km abbondanti.
Raggiunta la cima, ai -52 dall'arrivo, una discesa da non sottovalutare riporterà in un amen i corridori in fondovalle, pronti per dare l'assalto ad un'altra mitica vetta pirenaica quale il Col de Peyresourde. L'ascesa misura 8 km e 300 metri, ad una media del 7.5% frutto di un andamento piuttosto regolare. Lo scollinamento sarà a 34 km dal traguardo, e non è impossibile che a questo punto la corsa sia già esplosa.
I successivi 15 km saranno tutti in discesa, su una strada ampia complicata da qualche tornante, fino a raggiungere Bagnères-de-Luchon. Qui, i corridori potranno rifiatare soltanto per il tempo necessario ad attraversare l'abitato, sempre che la situazione di corsa non li obblighi al massimo sforzo anche nei pochi scampoli di pianura. Per raggiungere il traguardo, in ogni caso, dovranno sobbarcarsi un'ultima scalata di 17 km e 200 metri, ad una pendenza media del 6.6%. Le prime rampe saranno abbordabili, ma saranno solo il prologo ad un prosieguo d'ascesa via via più selettivo, che sfocerà in un ultimo troncone di salita di 6 km e mezzo all'8.6% di media. La degna conclusione di una frazione che potrebbe lasciare un'impronta pesantissima sulla classifica generale, dall'alto del suo dislivello e dei circa 75 km di salita in programma.
TRAGUARDO VOLANTE: Sainte-Marie-de-Campan (868 m, Km 107)
GPM: Côte de Segus (4a Categoria, 556 m, 3.9 Km al 4.6%, Km 39.5), Col du Tourmalet (Hors Catégorie, 2116 m, 18.2 Km al 7.7%, Km 89.5), La Hourquette d'Ancizan (2a Categoria, 1550 m, 16.6 Km al 4.2%, Km 124), Col de Val Louron-Azet (1a Categoria, 1549 m, 10.8 Km al 7.1%, Km 149), Col de Peyresourde (1a Categoria, 1568 m, 8.3 Km al 7.5%, Km 167), Superbagnères (Hors Catégorie, 1769 m, 17.2 Km al 6.6%, Arrivo)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Pierrefitte-Nestalas (468 m, Km 59), Guchen (786 m, Km 134)


Giorno di riposo

10a tappa: Carcassonne > Sète - Mont Saint-Clair 163.5 km
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Dopo i Pirenei e il secondo giorno di riposo, martedì 14 luglio, nel giorno della presa della Bastiglia, tornerà a farla da padrona la pianura. Sfortunatamente per i velocisti, però, gli unici 1500 metri di variazione sul tema saranno gli ultimi prima del traguardo; e non si tratterà di una lieve contropendenza in grado di sparigliare le carte, ma di un muro che parrebbe trapiantato dalle Ardenne alla costa mediterranea francese.
La 10a tappa prenderà le mosse da Carcassonne, nella Linguadoca-Rossiglione, facendo rotta verso Est, fino a raggiungere Narbonne, dopo una cinquantina di chilometri di gara. Una volta raggiunta la città di Charles Trenet, anziché proseguire nel suo avvicinamento verso le rive del Mediterraneo, la corsa si accontenterà di seguirla parallelamente, fino a toccare Béziers, sede del punto di rifornimento (km 83.5). Solo allora il tracciato si dirigerà verso il mare, giungendo in quel di Agde ad una sessantina di chilometri dall'arrivo. Proprio qui sarà collocato il traguardo volante, al km 102.5. Da quel punto in avanti, occorrerà prestare grande attenzione ai possibili capricci del vento, mentre il percorso andrà ad attraversare Marseillan, Mèze, Bozigues e Balaruc-le-Vieux, costeggiando da Nord l'Étang de Thau.
Una volta aggirato il bacino, la tappa aggiungerà un'ulteriore insidia ad una frazione già non banale, posticipando l'ingresso nell'abitato di Sète, a favore di un ricciolo che attraverserà Frontignan, lambirà l'Étang de Vic e di lancerà sulla spettacolare Avenue des Étangs, una lingua d'asfalto stretta tra l'Étang d'Ingril e il Mediterraneo. Finalmente, la tappa si dirigerà verso Sète, per dare l'assalto al Mont Saint-Clair. Il traguardo della 10a tappa sarà infatti collocato in vetta ai 1500 metri dello strappo che domina la città, forte di una pendenza media dell'8,8%, restando sempre tra l'8 e il 12%. Una rampa che non riscriverà la classifica generale, ma obbligherà in ogni caso i grossi calibri a farsi trovare in testa, offrendo uno dei finali più esplosivi della Grande Boucle.
TRAGUARDO VOLANTE: Agde (2 m, Km 102.5)
GPM: Mont Saint-Clair (3a Categoria, 141 m, 1.5 Km al 8.8%, Arrivo)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Béziers (17 m, Km 83.5)


11a tappa: Pézenas > Mont Aigoual 233 km
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Abbandonato dopo la sesta tappa, il Massiccio Centrale torna in scena nell'undicesima frazione, e lo fa con la più impegnativa delle tre frazioni ad esso dedicate. Il dislivello - appena al di sopra dei 4500 metri - sarà degno di una tappa di alta montagna, e anche sulle Cevenne ad indurire la gara saranno il chilometraggio esigente e il susseguirsi di difficoltà, più che l'entità delle stesse, benché proprio in questa frazione sia stata inserita una delle ascese più aspre dell'intera catena.
Un trasferimento di una quarantina di chilometri porterà la carovana da Sète a Pézenas, da cui scatterà l'11a tappa. L'avvio sarà piuttosto calmo, e nei primi 60 km abbondanti l'unica asperità di rilievo sarà la Côte de Vailhan, comunque breve (3600 metri) e dalle pendenze non proibitive (5% la media).
Superata la località di Avène, però, il percorso infliggerà ai corridori la prima infornata di difficoltà ravvicinate: prima il Col de Moutoune (2 km e 900 metri al 6.8%), quindi il Col de Notre-Dame (5.8 km al 3.9%), poi la Côte de Montagnol (3300 metri al 3.7%), infine la Côte de Mascourbe, compresse fra il km 64 e il km 99 di corsa. La successiva discesa porterà fino al primo dei due punti di rifornimento, a Saint-Jean-d'Alcapiès, al km 107, seguito da un tratto di una ventina di chilometri senza particolari insidie. Per una nuova asperità occorrerà attendere la Côte de la Bastide-Pradines, i cui 5 km e 400 metri al 5.7% di esauriranno al km 131 di corsa, ai -102 dal traguardo.
Superata anche la sesta ascesa, la tappa si manterrà in quota per una dozzina di chilometri, incontrando in questo tratto anche il traguardo volante di giornata, posto a La Cavalerie, al km 139.5. Affrontata finalmente la discesa, si tornerà a parlare di salita dopo 160 km dal via, con l'attacco della Côte de Saint-Jean-du-Briel, altra scalata non particolarmente impervia (5.5% la pendenza media), ma che contribuirà ad intossicare le gambe con altri 4.8 km all'insù. Ancora una volta, l'ascesa non sarà seguita da una canonica discesa, bensì da una serie di saliscendi che seguiranno il corso del fiume Arre, traghettando i corridori fino alle pendici della terzultima salita di giornata, la Côte d'Esparon. Anche in questo caso, la distanza non incute particolare timore (3200 metri), ma le pendenze cominceranno a farsi meno tenere: la media è dell'8.2%, e già qui il gruppo troverà sotto le ruote le prime rampe in doppia cifra.
In vetta, mancheranno 43 km all'arrivo. La discesa arriverà questa volta subito dopo la cima, e sarà quasi simmetrica rispetto alla salita, portando in un attimo la carovana al secondo punto di rifornimento (a Le Vigan, km 196), e concedendo poi ai corridori un ultimo tratto significativo in pianura, fino ad una trentina di chilometri dal traguardo. Sarà allora che il Tour farà la conoscenza con un'altra delle novità di questa edizione: il Col de la Lusette, 18.1 km di scalata al 6.4% di pendenza media che arrivano a lambire pericolosamente il rango di salita Hors Catégorie riservati, sul Massiccio Centrale, al solo Puy de Dôme. L'approccio sarà abbastanza morbido, con un chilometro pedalabile seguito da uno quasi pianeggiante e da un'altro intorno al 4% di media. I due chilometri seguenti offriranno però le prime pendenze arcigne, prima di un secondo quarto d'ascesa piuttosto incostante, che alternerà tratti impegnativi ad altri di respiro. A metà salita, però, di tratti di recuperò non si parlerà più: i 7 km che vanno dai -9 ai -2 chilometri dalla vetta presentano una pendenza media dell'8.9% (9.6% tra i -7 e i -2), con punte del 14% a 3 km e mezzo dal GPM. Soltanto negli ultimi 2 km la strada si addolcirà nuovamente, ma per allora la selezione potrebbe essere già netta.
Il Gran Premio della Montagna dista 12 km e mezzo dall'arrivo: un paio in discesa, tre in pianura, e poi ancora salita negli ultimi 7400 metri, fino a raggiungere i 1551 metri del traguardo del Mont Aigoual. Le pendenze dell'ultima asperità saranno molto più abbordabili rispetto a quelle della Lusette, con una media del 4.4% e una massima dell'8% dopo circa un chilometro. Una salita di certo non in grado di frantumare il gruppo, ma che potrebbe fare molto male ai corridori usciti peggio dal colle precedente, se i più forti avranno provveduto a distanziarli per tempo.
TRAGUARDO VOLANTE: La Cavalerie (792 m, Km 139.5)
GPM: Côte de Vailhan (4a Categoria, 372 m, 3.6 Km al 5.0%, Km 24), Col de Moutoune (4a Categoria, 619 m, 2.9 Km al 6.8%, Km 64), Col de Notre-Dame (4a Categoria, 666 m, 5.8 Km al 3.9%, Km 76.5), Côte de Montagnol (4a Categoria, 660 m, 3.3 Km al 3.7%, Km 84.5), Côte de Mascourbe (3a Categoria, 698 m, 5.8 Km al 5.0%, Km 99), Côte de la Bastide-Pradines (2a Categoria, 777 m, 5.4 Km al 5.7%, Km 131), Côte de Saint-Jean-du-Bruel (3a Categoria, 790 m, 4.8 Km al 5.5%, Km 165), Côte d'Esparon (2a Categoria, 575 m, 3.2 Km al 8.2%, Km 190), Col de la Lusette (1a Categoria, 1350 m, 18.1 Km al 6.4%, Km 220.5), Mont Aigoual (2a Categoria, 1551 m, 7.4 Km al 4.4%, Arrivo)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Saint-Jean-d'Alcapiès (497 m, Km 107), Le Vigan (236 m, Km 196)


12a tappa: Florac > Salon-de-Provence 189 km
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In una seconda settimana priva di vette mitiche ma estremamente varia e nervosa, arriverà alla 12a tappa l'unica chiara occasione per i velocisti. Certo, l'avvio avverrà ancora dal Parco Nazionale delle Cevenne, in quel di Florac, e dopo una trentina scarsa di chilometri di saliscendi non mancherà un colle di 2a categoria, il Col du Bois du Baus (7.6 km al 5.5% di pendenza media), con scollinamento al km 35.5. Una volta terminata la lunga discesa, però, non si parlerà più di salite fino all'arrivo, distante ancora oltre 130 km.
La corsa si allontanerà infatti dai monti del Massiccio Centrale per dirigersi verso la Provenza. Dopo aver attraversato Alès, dopo 75 km circa di gara, si farà rotta verso il rifornimento di Serviers-et-Labaime, collocato al km 101, e poi verso le sponde del Rodano, attraversato all'inizio dell'ultimo quarto di tappa, poco dopo la disputa del traguardo volante di giornata, a Beaucaire (km 141.5). Si attraverserà per qualche chilometro il Parco Naturale Regionale delle Alpilles, evitandone però tutte le asperità. Già a 15 km scarsi dal termine si imboccherà la D113, sulla quale ci si manterrà per entrare in Salon-de-Provence da Ovest, su un tracciato quindi estremamente filante, che dovrebbe favorire l'inseguimento del gruppo ad eventuali superstiti delle fughe nate nel primo e più impegnativo terzo della frazione. Il traguardo sarà collocato, al termine di un rettilineo di 500 metri, in Boulevard de la République.
TRAGUARDO VOLANTE: Beaucaire (14 m, Km 141.5)
GPM: Col du Bois du Baus (2a Categoria, 921 m, 7.6 Km al 5.5%, Km 35.5).
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Serviers-et-Labaime (116 m, Km 101)


13a tappa: Salon-de-Provence > Toulon - Fort Coudon 184 km
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Dopo una sola giornata di relativa quiete, il Tour de France si rituffa nel pieno della lotta per la maglia gialla, con un'altra frazione ricca di insidie che obbligherà i grandi della classifica a farsi trovare pronti a tutto.
Ai corridori sarà quantomeno risparmiata la fatica del trasferimento, fissando la partenza della 13a tappa ancora a Salon-de-Provence, sede d'arrivo della 12a. Lasciata la città, ci si dirigerà verso Sud-Est, su un percorso già leggermente vallonato, che condurrà la corsa fino ad Aix-en-Provence, dopo una trentina di chilometri. Poco dopo, i saliscendi che già avevano contrassegnato le battute iniziali si faranno più marcati, giustificando i tre Gran Premi della Montagna di 4a categoria collocati in meno di 20 km: prima la Côte de Meyreuil (2800 metri al 5.8% di pendenza media), quindi la Côte de Gréasque (4 km e 900 metri al 3.3%), infine la Côte du Terme (3.1 km al 3.7%).
A questa prima infornata di asperità seguirà una dolce ma tortuosa discesa, a sua volta succeduta da un breve tratto di saliscendi e da una seconda e più breve picchiata fino a raggiungere Marsiglia, dove le strade si faranno finalmente meno nervose. Proprio nel capoluogo della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra sarà posto il rifornimento di giornata (km 83.5), poco lontano dallo Stadio Vélodrome. Lasciata la città, sarà subito il momento di ricominciare a salire, in direzione del Col de la Gineste, discretamente lungo (8 km e 600 metri) ma estremamente pedalabile (3.6%), collocato all'incirca a metà percorso. La picchiata su Cassis sarà immediatamente seguita dalla quinta delle dieci scalate in programma, fino al Pas de Bellefille (2.9 km al 5.5%). La successiva discesa porterà a La Ciotat, per poi permettere alla carovana di mantenersi in riva al mare per qualche chilometro, fino ad approcciare la Côte des Gipières (4.8 km al 3.1%), a poco meno di 60 km dal termine.
Raggiunta Sanary-sur-Mer, un pugno di chilometri dopo il termine della breve discesa, la corsa abbandonerà quindi la costa per azzardare un'incursione nell'entroterra, andando a cercare prima il traguardo volante di Ollioules (km 136), quindi - soprattutto - il muro della Côte des Croix: appena 1600 metri di salita, ma ad una pendenza media dell'11.8%, con passaggi al 16%. In cima mancheranno poco più di 42 km, e il più lungo tratto di pianura sarà rappresentato dai 3 km che condurranno all'attacco del Col du Corps de Garde, 1800 metri di ascesa al 5.7% di media. Da lì all'arrivo, sarà solo un alternarsi di salite e discese, a cominciare dalla non banale picchiata che dal GPM condurrà a Tolone.
L'attraversamento della zona Nord della città farà quindi da preludio alla scalata che promette di spaccare la corsa: il Mont Faron, con i suoi 7 km e 100 metri di salita al 7.3% di pendenza media (8.6% negli ultimi 5 km e mezzo). Le rampe più dure arrivano a lambire il 15%, e la distanza dal traguardo - appena 22 km - potrebbe invogliare qualche coraggioso a fare già qui la sua mossa. Il Gran Premio della Montagna sarà seguito da 3 km circa di falsopiano discendente, e quindi da 6 km di una discesa scandita da secchi tornanti. A 13 km dall'arrivo la picchiata si esaurirà, lasciando quasi istantaneamente spazio ad un'ultima ed inedita ascesa.
Il traguardo della 13a frazione sarà infatti posto ai 646 metri di quota del Fort Coudon, al termine di una salita di 12.2 km che presenta una pendenza media del 5%. L'ascesa - molto dolce nella prima parte - riserverà le due pendenze più arcigne per gli ultimi 5 km e mezzo, da percorrere ad una pendenza media del 7.3%. Un'ascesa nel complesso meno impegnativa del Mont Faron, ma che potrebbe fare ancora più danni, se il fratello maggiore avrà già provveduto ad accendere la battaglia.
TRAGUARDO VOLANTE: Ollioules (44 m, Km 136)
GPM: Côte de Meyreuil (4a Categoria, 317 m, 2.8 Km al 5.8%, Km 38), Côte de Gréasque (4a Categoria, 368 m, 4.9 Km al 3.3%, Km 47.5), Côte du Terme (4a Categoria, 398 m, 3.1 Km al 3.7%, Km 57), Col de la Gineste (3a Categoria, 323 m, 8.6 Km al 3.6%, Km 92.5), Pas de Bellefille (4a Categoria, 206 m, 2.9 Km al 5.5%, Km 105), Côte des Gipières (4a Categoria, 161 m, 4.8 Km al 3.1%, Km 124.5), Côte des Croix (3a Categoria, 323 m, 1.6 Km al 11.8%, Km 141.5), Col du Corps de Garde (4a Categoria, 392 m, 1.8 Km al 5.7%, Km 147), Mont Faron (1a Categoria, 533 m, 7.1 Km al 7.3%, Km 162), Fort Coudon (2a Categoria, 646 m, 12.2 Km al 5.0%, Arrivo)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Marseille (14 m, Km 83.5)


14a tappa: Calvi > Ajaccio 192.5 km
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Il Tour de France ritorna in Corsica, facendovi tappa per la prima volta nel cuore della corsa, dopo averla precedentemente toccata solo in partenza. Saranno due le frazioni sull'isola, e la loro collocazione alla fine della seconda settimana consentirà agli organizzatori di proporre una massiccia dose delle asperità che il territorio offre, sconsigliate in occasione di un Grand Départ.
Per minimizzare il trasferimento, la partenza della 14a tappa sarà collocata a Calvi, laddove la carovana sbarcherà. La prima e meno impegnativa delle due giornate corse si manterrà sempre in prossimità della costa occidentale dell'isola, a cominciare dal breve (3.6 km) ma non semplice (7.2% la pendenza media, massima dell'11%) Col de Marsolino, collocato dopo 13 km e mezzo di gara. Una discesa quasi simmetrica rispetto alla salita sarà seguita a brevissima distanza dal ben più lungo ma assai più pedalabile Col de Palmarella, 11.4 km al 3.3% di media. Dopo una prima discesa, la corsa si manterrà in quota per una quindicina di chilometri, lungo una strada che si spingerà spesso a ridosso della costa, offrendo alcuni degli scorci marittimi più belli di Francia. Un secondo tratto di discesa porrà fine ad una delle rare fasi di relativa tranquillità della frazione, introducendo ad una lunga sezione centrale nella quale le salite si susseguiranno interrotte solo da rapide picchiate. La breve e facilissima Côte de Lenzana, con i suoi 3 km al 3.6%, servirà a riportare i corridori in clima di salite, prima di tornare ad asperità più significative con il Col des Roches Bleues, 9.4 km al 4.7% di pendenza media.
Superato nella successiva discesa l'ideale riferimento di metà percorso, la strada tornerà a salire al km 100 di gara, dirigendosi verso i 463 metri di quota del Col de Paomia. Lungo i 7 km di scalata, contrassegnati da una pendenza media del 6.2%, sarà collocato anche il primo ed unico punto di rifornimento di giornata, in quel di Cargèse (km 102). L'incursione nell'entroterra proseguirà quando la corsa andrà a cercare l'ascesa del Col Saint-Antoine (7 km e mezzo al 5.6%), seguito immediatamente dal Col Saint-Sauveur (2600 metri al 5.2%), quasi senza discesa nel mezzo.
La picchiata seguente riporterà la carovana sulla costa, approdando in pianura al km 145 di corsa. 4000 metri più avanti, a Tiuccia, il gruppo troverà il traguardo volante di giornata. La carovana si manterrà quindi ancora per qualche chilometro sulle sponde del Golfo di Liscia, prima di un'ultima deviazione verso l'interno, per avventurarsi un'ultima volta in quota. Al km 156, infatti, si riprenderà a salire verso i 604 metri del Col de Sarzoggio. L'ascesa misura in tutto 11 km e 400 metri, ad una media del 4.8%, dato condizionato però da un tratto molto pedalabile che spezza la salita in due tronconi. In cima mancheranno meno di 25 km al traguardo, i primi 8 dei quali tutti all'ingiù.
Quanto detto basterebbe a rendere la quattordicesima tappa un appuntamento delicato della Grande Boucle; prima dell'arrivo di Ajaccio, però, gli organizzatori hanno posto sulla strada dei corridori un ultimo trabocchetto che potrebbe riscrivere il finale della frazione: tra i -3600 e i -2200 metri all'arrivo, infatti, i corridori dovranno digerire un'ultima salita. Si tratta della Côte de Salario, i cui 1400 metri presentano una media dell'8.1%, frutto di due tratti piuttosto abbordabili inframezzati da una sezione centrale estremamente arcigna, in cui le pendenze si spingono fino al 14%, sia pur per un breve tratto. Una volta in cima, per raggiungere la linea bianca mancheranno soltanto 2 km e spiccioli di pedalabile discesa, sempre con pendenze comprese fra il 3 ed il 5%. Qualora uno o più corridori dovessero sganciarsi sull'ultima erta, insomma, tempo e spazio per ricucire sarebbero decisamente scarsi.
TRAGUARDO VOLANTE: Tiuccia (7 m, Km 149.5)
GPM: Col de Marsolino (3a Categoria, 426 m, 3.6 Km al 7.2%, Km 13.5), Col de Palmarella (3a Categoria, 397 m, 11.4 Km al 3.3%, Km 39.5), Côte de Lenzana (4a Categoria, 144 m, 3.0 Km al 3.6%, Km 70.5), Col des Roches Bleues (2a Categoria, 476 m, 9.4 Km al 4.7%, Km 82), Col de Paomia (2a Categoria, 463 m, 7.0 Km al 6.2%, Km 107), Col Saint-Antoine (2a Categoria, 476 m, 7.5 Km al 5.6%, Km 127), Col Saint-Sauveur (4a Categoria, 554 m, 2.6 Km al 5.2%, Km 135.5), Col de Sarzoggio (2a Categoria, 604 m, 11.4 Km al 4.8%, Km 167.5), Côte du Salario (4a Categoria, 116 m, 1.4 Km al 8.1%, Km 190.5)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Cargèse (87 m, Km 102)


15a tappa: Ajaccio > Vallée de la Restonica 193.5 km
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Arriverà al quindicesimo giorno di corsa la terza tappa di montagna, la seconda con arrivo in salita. Per la prima volta nella storia del Tour de France, la Corsica offrirà un menù favorevole agli scalatori, in una frazione che inaugurerà un traguardo inedito e metterà assieme circa 5000 metri di dislivello. Di ascese proibitive non se ne troveranno, ma il susseguirsi delle difficoltà (9 GPM prima di arrivare all'ascesa conclusiva) non mancherà di mettere nelle gambe dei corridori la fatica necessaria a creare selezione nel finale.
Il più lungo tratto di quiete della tappa - perlomeno da un punto di vista altimetrico - sarà rappresentato dai primi 18 km, durante i quali la carovana si sposterà dal capoluogo corso all'abitato di Molini. Una svolta a sinistra segnalerà l'inizio delle difficoltà, a cominciare dalla non trascurabile Côte de Pietrosella: 7 km e 900 metri di ascesa ad una pendenza media del 6.1%. Non più di 3 km di respiro, in morbida discesa, precederanno la seconda asperità di giornata, il comunque agevolissimo Col d'Aja di Bastiano (6.2 km al 3.4%). Il versante più ostico della salita verrà percorso in discesa, raggiungendo Calzola, dopo due tronconi all'ingiù inframezzati da un breve tratto di leggera contropendenza. La terza ascesa, la Côte de Bicchisano, non si farà attendere, contribuendo a fiaccare le gambe dei corridori con altri 6 km e 700 metri di salita al 4.7%.
Dopo lo scollinamento, il tracciato punterà decisamente a Nord, cominciando una risalita verso il Nord dell'isola che si arresterà solamente a Corte, ai piedi dell'ascesa finale. Lungo la strada, dopo una discesa più breve ma più ripida rispetto alla precedente scalata, la carovana incontrerà subito il Col Saint-Georges, 8.2 km al 5.5%. Lungo la picchiata seguente - una dozzina di chilometri dalle pendenze comparabili a quelle della salita - i corridori troveranno il punto di rifornimento giornaliero, a Suarella (km 89).
La quinta asperità, il Col de Mercujo, traghetterà i corridori nella seconda metà di percorso, e sarà la più impegnativa incontrata fino a quel momento, con i suoi 11 km e 200 metri al 5.2%. La cima sarà a 717 metri di quota, e per i successivi 15 km circa il gruppo si manterrà più o meno a quelle altitudini, affrontando qualche saliscendi. Il più marcato di questi, la Côte de Bastelica, sarà premiato con un GPM di 4a categoria, in virtù dei suoi 5600 metri al 3% di media. Subito dopo, il Col de Scalella (6.8 km al 6.3%) provvederà a portare per la prima volta la tappa oltre quota 1000, fino ai 1184 metri del Gran Premio della Montagna. In cima mancheranno 68 km al traguardo, i primi 8 dei quali in discesa.
A 56 km dal termine, a Bocognano, sarà in palio il traguardo volante di giornata, appena prima di approcciare il Col de Vizzavona. Con il suo 7.6% di pendenza media, spalmato su 7 km e 200 metri, la terzultima asperità di giornata sarà anche la più ripida, mettendo sotto le ruote dei corridori rampe che arriveranno al 12%, con un tratto di 2 km poco al di sotto del 10% che terminerà a 1 km e mezzo dalla vetta. Non sarà semplice, comunque, imbastire un attacco già sul Vizzavona, giacché il GPM disterà 48 km dal termine, e di salita dura non si riparlerà fino all'ultima scalata.
La lunga e dolce discesa seguente, spezzata in due tronconi, sfocerà quasi subito nella penultima scalata di giornata, quella verso i 749 metri del Col de Bellegranajo. Si tratta di un'ascesa molto pedalabile (4.1% la media) e non eccessivamente lunga (7.6 km), che il gruppo potrà verosimilmente sfruttare per ricucire sugli attaccanti rimasti isolati dopo le asperità precedenti. Nemmeno la discesa su Corte dovrebbe portare grossi sconquassi, rimandando così ogni verdetto sulla quindicesima frazione ai 15 km e 600 metri che dal più grande paese dell'entroterra corso porteranno al traguardo della Vallée de la Restonica, a quota 1368 metri. I primi 3 km di scalata saranno a stenti degni di tale nome, alternando tratti pressoché pianeggianti a rampe più aspre ma in ogni caso abbordabilissime, senza mai sforare il 7%. Da lì in poi, però, le pendenze si induriranno gradualmente per circa 5 km, fino ad arrestarsi in un intervallo compreso fra l'8 e il 12%, entro il quale si manterranno quasi ininterrottamente fino ad un arrivo che difficilmente riscriverà la classifica generale, ma che chiamerà comunque i big al massimo impegno, fotografandone la condizione alla vigilia dell'ultima e decisiva settimana.
TRAGUARDO VOLANTE: Bocognano (618 m, Km 137.5)
GPM: Côte de Pietrosella (2a Categoria, 486 m, 7.9 Km al 6.1%, Km 26), Col d'Aja di Bastiano (4a Categoria, 634 m, 6.2 Km al 3.4%, Km 35), Côte de Bicchisano (3a Categoria, 380 m, 6.7 Km al 4.7%, Km 61), Col Saint-Georges (2a Categoria, 755 m, 8.2 Km al 5.5%, Km 79.5), Col de Mercujo (2a Categoria, 717 m, 11.2 Km al 5.2%, Km 103), Côte de Bastelica (4a Categoria, 798 m, 5.6 Km al 3.0%, Km 116.5), Col de Scalella (2a Categoria, 1184 m, 6.8 Km al 6.3%, Km 125.5), Col de Vizzavona (1a Categoria, 1157 m, 7.2 Km al 7.6%, Km 145.5), Col de Bellegranajo (3a Categoria, 749 m, 7.6 Km al 4.1%, Km 170.5), Vallée de la Restonica (1a Categoria, 1368 m, 15.6 Km al 6.2%, Arrivo)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Suarella (230 m, Km 89)


Giorno di riposo

16a tappa: (cronometro individuale) Nice > Cannes 52.5 km
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Piazzata all'indomani del secondo ed ultimo giorno di riposo - collocazione solo apparentemente magnanima -, ecco la seconda e più significativa cronometro individuale della Grande Boucle: 52 km e mezzo da percorrere tutto d'un fiato tra il teatro dell'Opéra di Nice e Square Carnot a Cannes, su un percorso che offrirà agli specialisti un'occasione d'oro per infliggere distacchi pesantissimi ai rivali meno avvezzi alla prova e al pubblico una cartolina degli scenari della Costa Azzurra.
Lasciata la rampa di partenza, i corridori usciranno da Nizza percorrendo la Promenade des Anglais, consegnata alla storia del ciclismo dalla Paris-Nice, prima di far rotta verso Cagnes-sur-Mer, dove il primo rilevamento (km 11) intermedio farà da termometro della condizione dei big. Seguendo sempre l'andamento della costa, la corsa attraverserà Antibes poco prima di metà percorso, spingendosi a Sud fino a Cap-Eden-Roc, sede del secondo intertempo (km 26). Costeggiando il Golfe Juan, la carovana giungerà a Cannes già ad una quindicina di chilometri dal termine, non mancando di toccare anche il Boulevard de la Croisette, dove ogni anno sfilano i protagonisti del più grande festival cinematografico del pianeta.
Proprio sulla Croisette sarà collocato il terzo ed ultimo intermedio ufficiale (km 40.5), quando già il destino della prova sarà in gran parte segnato.
Anziché fermarsi qui, però, la tappa proseguirà per altri 12 km, andando dapprima a toccare l'aeroporto di Cannes Mandelieu, quindi ritornando verso il centro della città lungo Avenue Francis Tonner e infine seguendo Boulevard Carnot fino all'omonima piazza, dove sarà collocato lo striscione d'arrivo. L'ultimo chilometro sarà in leggera salita, con pendenze fra il 2 e il 5%. Rampe non certo proibitive, ma che potrebbero far volare qualche ulteriore secondo, al termine di una prova che impegnerà gli atleti per oltre un'ora.
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Antibes (1 m, Km 21)
RILEVAMENTI INTERMEDI: Cagnes-sur-Mer (2 m, Km 11), Cap-Eden-Roc (20 m, Km 26), Cannes - Boulevard de la Croisette (1 m, Km 40.5)


17a tappa: Nice > Tallard 205.5 km
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Stretta fra la maxi-cronometro della Costa Azzurra e il decisivo trittico alpino, ecco l'ultima opportunità per i velocisti prima dei Campi Elisi. Il dislivello positivo, superiore ai 2800 metri, potrebbe lasciar intuire una frazione di media difficoltà, ma le difficoltà altimetriche si esauriranno prima di arrivare a metà percorso.
Dopo un breve prologo pianeggiante di nemmeno 10 km, la tappa offrirà, nei successivi 90, un antipasto di quanto verrà nei giorni successivi, ma soprattutto un trampolino di lancio ideale per le fughe della prima ora. La prima asperità di giornata, il Col du Pilon, sarà anche la più impegnativa, con i suoi 13.5 km al 4.9% di pendenza media, sufficienti ad elevarlo al rango di GPM di 2a categoria. Nei 25 km successivi allo scollinamento si susseguiranno altre tre difficoltà minori, rese tuttavia più arcigne dalla quasi totale assenza di discesa fra l'una e l'altra: dapprima toccherà al Pas de la Faye (6.4 km al 4.3% di media), quindi alla Côte d'Escragnolles (3400 metri al 5.7% di pendenza), infine al Col de Valferrière (4.8 km al 3.7%).
Nemmeno fra la quarta e la quinta salita di giornata sono previste picchiate in piena regola, ma il falsopiano discendente che porterà al Col de Luens - 2 km al 5.7% di media - sarà quanto meno di lunghezza superiore ai 15 km. Finalmente, una discesa vera e propria condurrà la carovana a Castellane, sede del primo punto di rifornimento (76.5 km). Il Col de Cheiron (3.8 km al 4.1% di pendenza media) chiamerà ancora i corridori ad un piccolo sforzo, ma gli oltre 15 km totalmente pianeggianti a seguire preannunceranno l'ormai prossima conclusione delle salite. L'ultimo assaggio di pendenza sarà il Col des Robines, un dente di appena 1600 metri al 5.4%, da superare quanto all'arrivo mancheranno ancora 107 km.
Da lì in poi, sarà sostanzialmente solo pianura, benché il profilo della restante porzione di tappa si presti ad una grossolana suddivisione tra una prima metà di tendenza discendente e una seconda tendente a salire, in modo comunque molto lieve. La seconda parte di tappa vedrà perciò, con ogni probabilità, un plotone impegnato a ricucire su una fuga avvantaggiata dall'andamento nervoso dei primi 100 km. Il secondo rifornimento, collocato a Le Chaffaut-Saint-Jurson (km 138) e il traguardo volante di Sisteron (km 167.5) suddivideranno il teatro dell'inseguimento in tre sezioni grossomodo equivalenti, anche se è facile immaginare che sarà proprio il tratto finale tra Sisteron e Tallard, scandito da lunghi rettilinei, a risultare più indigesto ai coraggiosi della prima ora. Alla vigilia di tre giorni da brividi, difficilmente le squadre degli uomini di classifica vorranno farsi carico di un lungo inseguimento, ma la prospettiva di un trittico da vivere nelle retrovie offrirà alle formazioni dei velocisti una ragione ulteriore per portare i propri uomini di punta a giocarsi il successo parziale.
TRAGUARDO VOLANTE: Sisteron (485 m, Km 167.5)
GPM: Col du Pilon (2° Categoria, 772 m, 13.5 Km al 4.9%, Km 22.5), Pas de la Faye (3° Categoria, 987 m, 6.4 Km al 4.3%, Km 32), Côte d'Escragnolles (3° Categoria, 1035 m, 3.4 Km al 5.7%, Km 41.5), Col de Valferrière (4° Categoria, 1175 m, 4.8 Km al 3.7%, Km 48.5), Col de Luens (4° Categoria, 1053 m, 2.0 Km al 5.7%, Km 67.5), Col de Cheiron (4° Categoria, 895 m, 3.8 Km al 4.1%, Km 80.5), Col des Robines (4° Categoria, 987 m, 1.6 Km al 5.4%, Km 98.5)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Castellane (737 m, Km 76.5), Le Chaffaut-Saint-Jurson (521 m, Km 138)


18a tappa: Barcelonnette > Briançon 255.5 km
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Si aprirà con la tappa più lunga del Tour il trittico alpino che deciderà le sorti della Grande Boucle 2015. Un chilometraggio extra-large che andrà ad aggiungere un ulteriore motivo di difficoltà ad una frazione che si sarebbe in ogni caso presentata come un mostro, con i suoi quasi 6000 metri di dislivello positivo, e soprattutto i suoi tre Gran Premi della Montagna Hors Catégorie in successione, quasi senza soluzione di continuità. L'altitudine, che arriverà a superare i 2700 metri, rappresenterà un'ulteriore incognita, anche se l'argomento sarà ancora più attuale di lì ad un paio di giorni.
Per una dozzina di chilometri, appena lasciata la partenza di Barcelonnette, i corridori potranno pensare a scaldare i muscoli, a meno di tentativi di fuga immediati da parte di qualche cuor di leone. Il primo assaggio di Alpi verrà servito dal Col de Larche, i cui 16.1 km difficilmente riserveranno sgradite sorprese ai grossi calibri, data la pendenza media innocua (4.1%) e le punte che stentano a raggiungere l'8%. La lunghissima discesa, di una trentina di chilometri, che porterà i corridori in Italia, si trasformerà via via in un sempre meno accentuato falsopiano a scendere, a sua volta seguito da un sempre più marcato falsopiano a salire.
Questa lunga fase interlocutoria, sulla carta ideale per far prendere il largo ad una fuga nata sul primo colle, comprenderà anche il primo punto di rifornimento, in quel di Dronero (km 106), e si esaurirà poco dopo l'ideale soglia di metà percorso. Dopo 131 km di gara, infatti, si passerà bruscamente dalla pianura alle durissime rampe del Colle di Sampeyre: 16.4 km di ascesa all'8.1% di pendenza media. Specie nella prima metà, la scalata offrirà qualche breve tratto per rifiatare, ma al prezzo di un'alternanza con tratti abbondantemente in doppia cifra, superiori in un paio di circostanze al 15%. La vetta del Sampeyre disterà 108 km dal traguardo; probabilmente troppi per immaginare di vedere qualche uomo di alta classifica in avanscoperta, ma forse non per pensare ad una prima e significativa esplosione del gruppo dei favoriti.
La successiva picchiata - tutt'altro che facile - porterà all'abitato di Sampeyre, innestandosi a quel punto sul percorso delle tappe che - nel 1994, nel 2000 e nel 2007 - hanno proposto, nella cornice del Giro d'Italia, l'accoppiata Agnello - Izoard, a cui solo nel disegno originario del Giro '95 si era pensato di accostare il Sampeyre. Le prime rampe del Colle dell'Agnello cominceranno già qui, anche se l'inizio ufficiale dell'ascesa, coincidente con l'attacco della prima rampa lunga e impegnativa, sarà posto solo una decina di chilometri più avanti, poco dopo il traguardo volante di Casteldelfino (km 174). I 20.4 km al 7% della salita vera e propria sarebbero già più che sufficienti a giustificarne il rango di colle Hors Catégorie, ma tali cifre non rendono giustizia alla difficoltà di una salita che riserverà gli ultimi 900 metri di dislivello per gli ultimi 9 km. La media è presto fatta, e la quota - che inizierà a giocare un ruolo fondamentale - non farà altro che inasprire rampe già tremende, spiegando perché, quando il Giro d'Italia ha percorso per intero l'Agnello, la battaglia si è sempre infiammata.
Dalla cima al traguardo mancheranno ancora circa 60 km, da percorrere di nuovo in territorio francese. I primi 20 saranno in discesa, impegnativa soltanto nei primissimi chilometri, durante i quali eventuali attaccanti non dovrebbero avere difficoltà a mantenere il margine accumulato in salita. Il successivo tratto pianeggiante, durante il quale si transiterà dal secondo ed ultimo punto di rifornimento di Château-Ville-Vieille (km 218), misurerà appena 5 km, e sarà di fatto l'unico in tutto l'ultimo terzo di tappa.
Poco prima dell'abitato di Arvieux, a 35 km circa dal termine, la strada comincerà quindi ad arrampicarsi verso l'ultimo totem di giornata: il Col d'Izoard, 14 km e 400 metri di ascesa al 7% di media. Non si troverà traccia di tratti micidiali come gli ultimi 9 km del Colle dell'Agnello, ma l'inizio piuttosto soft nei primi 3 km e il breve tratto di respiro in corrispondenza della Casse Déserte lasciano intuire come le restanti sezioni di salita siano tutt'altro che agevoli. La pendenza massima sarà del 12%, e non mancherà - tra gli 8 e i 5 km alla vetta - un tratto di 3 km in cui quasi mai si scenderà al di sotto del 9%.
La discesa si esaurirà sostanzialmente alle porte di Briançon, dove i corridori potranno finalmente scendere di bicicletta e porre fine alle proprie fatiche. Non prima, però, di essersi arrampicati sulle strette vie della Cittadella: un ultimo strappo di 1600 metri al 7.5% di media, con una punta del 13% che - dopo un simile accumulo di difficoltà e chilometri - potrebbe tradire le gambe di chiunque e regalare un ultimo sussulto ad una tappa che si presta - forse più di ogni altra - a tentare il colpo che fa saltare il banco.
TRAGUARDO VOLANTE: Casteldelfino (1286 m, Km 174)
GPM: Col de Larche (2° Categoria, 1993 m, 16.1 Km al 4.2%, Km 29), Col de Sampeyre (Hors Catégorie, 2257 m, 16.4 Km al 8.1%, Km 147.5), Col Agnel (Hors Catégorie, 2729 m, 20.4 Km al 7.0%, Km 195), Col d'Izoard (Hors Catégorie, 2349 m, 14.4 Km al 7.0%, Km 234), La Chaussée (3° Categoria, 1326 m, 1.6 Km al 7.5%, Arrivo)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Dronero (603 m, Km 106), Château-Ville-Vieille (1388 m, Km 218)


19a tappa: Vizille > Beaufort 179.5 km
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Schiacciata fra le due tappe regine del Tour, la 19a frazione si presterebbe ad essere vista come un semplice intermezzo, un'occasione da lasciare alle seconde linee per riprendersi dalle fatiche del giorno precedente e per riposarsi prima di quelle dell'indomani: approccio non potrebbe essere più sbagliato. Pur non potendo rivaleggiare con le altre due frazioni alpine per dislivello complessivo, blasone dei colli e quota, anche il secondo appuntamento del trittico decisivo non mancherà di offrire salite che chiameranno gli uomini di classifica all'azione. Ad aggiungere sale alla tappa provvederà un ulteriore elemento: i due colli decisivi, infatti, saranno entrambi inediti, rendendo così ancor più complessa l'interpretazione di un percorso già carico di insidie.
Trasferitasi a Vizille, la carovana potrà cominciare tranquillamente la sua giornata, affrontando oltre 100 km prima di giungere ai piedi della prima salita. Il gruppo potrà così approfittare con tutta calma del rifornimento fissato ad Albertville (km 92.5), prima di arrivare, costeggiando il fiume Arly, alla secca svolta a destra che segnerà l'inizio del Col de la Forclaz (noto anche come Col de la Forclaz de Queige per distinguerlo dall'omonimo colle del Vallese e dalla non lontana Forclaz de Montmin). Si tratterà della più morbida delle tre ascese in programma, ma non di un semplice antipasto: dopo un avvio soft, le pendenze arriveranno abbondantemente in doppia cifra negli ultimi 3 km, non risparmiando neppure un chilometro all'11% di media che terminerà a 700 metri dalla vetta.
Dopo la cima, distante 72 km dal traguardo, una veloce discesa porterà fino a Queige, dove sarà collocato il traguardo volante di giornata, per poi lasciare spazio ad una manciata di chilometri di falsopiano ascendente che rappresenteranno l'ultimo sprazzo di quiete offerto dal percorso. Negli ultimi 60 km abbondanti, infatti, non si farà altro che salire o scendere, cominciando con i 13 km e 100 metri di scalata ai 1688 metri del Col de Bisanne. Sebbene la salita termini prima del celebre Signal de Bisanne, eludendo così le rampe più aspre della salita, la pendenza media sarà del 7.8%, frutto di un andamento piuttosto regolare, tendente tuttavia ad un aumento delle pendenze con il passare dei chilometri. Il GPM sarà collocato al km 131, ossia a meno di 50 dal traguardo: se qualcuno dovesse decidere di giocarsi oggi il tutto per tutto, questa potrebbe essere la salita per farlo.
La discesa, che alternerà tratti veloci ad altri molto tortuosi, non dovrebbe penalizzare gli attaccanti, il cui compito sarà agevolato dalla quasi istantanea ripresa delle asperità, non appena raggiunto il fondovalle. Tra la fine della picchiata e l'attacco dell'ultimo colle si frapporrà infatti solo l'attraversamento di Beaufort, da cui si transiterà una prima volta, senza tuttavia attraversare la linea d'arrivo.
La salita comincerà in modo tenero, con 5 km scarsi al 6.1% di media, seguiti da un tratto addirittura quasi pianeggiante di circa 700 metri. Una volta lasciata la località di Arêches, però, lo scenario cambierà completamente: l'ampia D218A lascerà spazio alla più classica delle strade di montagna, stretta e piena di tornanti (15 tra i -8 e i -2 alla vetta). La pendenza media di questo secondo troncone, lungo poco meno di 8 km, si assesterà al 9%, con punte del 15%, e un tratto di 2 km ad una media dell'11% che terminerà a 500 metri dal GPM.
La parte più significativa della frazione, da un punto di vista tecnica, si chiuderà qui; la più spettacolare, paesaggisticamente parlando, comincerà soltanto allora, quando, dopo 2 km di tortuosa discesa, si arriverà al Barrage de Roselend, percorrendo altri 2 km abbondanti sulle sponde dell'omonimo lago, fino al Col de Méraillet. Per raggiungere il traguardo, quindi, ai corridori non resterà che fiondarsi lungo una discesa di fatto nota al Tour de France, coincidente con gli ultimi due terzi circa del versante Ovest del Cormet de Roselend. Una non semplicissima picchiata di 12 km che verosimilmente non modificherà più di tanto la situazione fissata dalle difficoltà precedenti, riscrivendo ancora una volta la classifica generale, alla viglia dell'ultimo tappone e a sole 48 ore dai Campi Elisi.
TRAGUARDO VOLANTE: Queige (535 m, Km 112.5)
GPM: Col de la Forclaz (2° Categoria, 874 m, 6.7 Km al 7.2%, Km 107.5), Col de Bisanne (1° Categoria, 1688 m, 13.1 Km al 7.8%, Km 131), Col du Pré (1° Categoria, 1743 m, 13.5 Km al 7.6%, Km 163)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Albertville (336 m, Km 92.5)


20a tappa: Bourg-Saint-Maurice > Les Deux Alpes - Col du Jandri 216 km
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Dopo anni di voci e indiscrezioni non confermate, fa finalmente il suo debutto al Tour de France il tanto chiacchierato quanto temuto Col du Jandri, la salita più dura mai inserita in una corsa ciclistica professionistica. Un'ascesa che da sola basterebbe a minacciare di riscrivere la classifica generale partorita dalle prime 19 frazioni, ma che gli organizzatori faranno invece precedere da altri tre colli, due dei quali ad altitudini non troppo distanti da quella del traguardo, con il quale il Tour sforerà per la prima volta quota 3000 metri.
Il tenore della tappa verrà chiarito già dopo una manciata di chilometri, quando, appena lasciata la partenza di Bourg-Saint-Maurice, i corridori prenderanno a salire verso il primo totem di giornata, il Col de l'Iseran. La salita misura complessivamente 37.8 km, per una pendenza media del 4.8%; di fatto, si tratterà di tronconi di circa 17 km, inframezzati da un lungo tratto pianeggiante, con caratteristiche molto simili: 5.4% la media del primo, 5.5% quella del secondo.
In vetta, con già circa 2000 metri di dislivello nelle gambe, gli atleti avranno percorso appena 45 dei 216 km in programma. I primi 13 circa saranno in discesa, fino al primo punto di rifornimento, posto a Bonneval-sur-Arc (km 58.5). A seguire, il percorso proporrà una lunga sezione altimetricamente interlocutoria, ma che potrebbe essere determinante nello sviluppo tattico della gara: 60 km velocissimi, scendendo di oltre 1000 metri, dai 1800 di Bonneval-sur-Arc ai poco più di 700 di Saint-Michel-de-Maurienne, durante i quali il gruppo potrà perdere o guadagnare molti minuti rispetto alle fughe che con ogni probabilità si formeranno sull'Iseran. Lungo questo tratto, a Modane, si incontrerà anche il traguardo volante di giornata, dopo 101 km e mezzo di gara.
Raggiunto il punto più basso del percorso, con ancora poco meno di 100 km da percorrere, la frazione si impennerà nuovamente, cominciando con gli 11 km e 900 metri necessari a raggiungere la cima del Col du Télégraphe. La pendenza media sarà di un più che rispettabile 7.1%, dato da un profilo abbastanza regolare, con le pendenze più arcigne concentrate nei primi chilometri. In vetta mancheranno 86 km all'arrivo, i primi dei quali in dolce discesa fino a Valloire. Da lì non si potrà far altro che imboccare la terza ascesa di giornata, forse la prima sulla quale gli uomini di classifica potrebbero cominciare a muoversi: il Col du Galibier, con i suoi 17.8 km al 6.8% di pendenza media. L'unico tratto abbordabile sarà il primo, ad eccezione di un brevissimo tratto di respiro ai -8 circa dal GPM. Da lì alla vetta la pendenza media sarà dell'8.6%, con punte del 13% che potrebbero fare a pezzi i resti del plotone già ben prima della scalata finale.
Lo scollinamento avverrà a 63 km dalla conclusione, e sarà seguito da un tratto di discesa molto tecnica, fino a raggiungere il Col du Lautaret. Anziché puntare su Briançon, i corridori si lanceranno nell'arcinota valle che conduce a Le Bourg-d'Oisans, punto di partenza della scalata all'Alpe d'Huez. Rispetto alla tradizionale sequenza Galibier-Alpe, tuttavia, il finale della discesa verrà amputato, a favore della più morbida strada che conduce a Les Deux Alpes, sede d'arrivo della Grande Boucle nel 1998 e nel 2002. Dopo 10 km di salita piuttosto abbordabile, ad una media di poco superiore al 7%, il percorso rinuncerà ad addentrarsi nel centro del paese, puntando invece verso la strada più ostica mai battuta dalla Grande Boucle. Su fondo sterrato, il Tour si arrampicherà fino ai 3116 metri del Col du Jandri, per 13 ulteriori chilometri di ascesa all'11.3% di pendenza media, con un picco del 20% che emerge leggermente su uno sciame di altre rampe ben oltre il 15%. In sostanza, una sorta di simil-Zoncolan, che arriva però a seguito di un'altra salita che da sola meriterebbe un GPM di 1a categoria, e che comincerà alla stessa quota alla quale termina il Kaiser friulano. A prescindere dalla classifica con cui ci si presenterà al via della 20a tappa, sarà solo fra i ghiacci del Col du Jandri che il vincitore della Grande Boucle 2015 potrà sentirsi al sicuro.
TRAGUARDO VOLANTE: Modane (1061 m, Km 101.5)
GPM: Col de l'Iseran (Hors Catégorie, 2735 m, 37.8 Km al 4.8%, Km 45), Col du Télégraphe (1° Categoria, 1559 m, 11.9 Km al 7.1%, Km 130), Col du Galibier (Hors Catégorie, 2626 m, 17.8 Km al 6.8%, Km 153), Col du Jandri (Hors Catégorie, 3116 m, 23.1 Km al 9.5%, Arrivo)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Bonneval-sur-Arc (1803 m, Km 58.5), Le Freney-d'Oisans (966 m, Km 188.5)


21a tappa: Orsay > Paris Champs-Élysées 101,5 km
Planimetria
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Altimetria
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Ultimi Km
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Dopo il finale thrilling del 2014, il Tour de France torna a chiudersi con la tradizionale passerella sugli Champs Élysées. Il chilometraggio molto leggero della frazione, la più corta tra quelle in linea, rafforza l'idea di una tappa valida soprattutto come tributo ai vincitori, benché gli organizzatori abbiano deciso di inserire una serie di saliscendi nelle battute iniziali per ravvivare la partenza.
Dopo appena 3 km e mezzo, i corridori affronteranno la Côte de l'École Polytechnique, la più impegnativa delle quattro salitelle, con i suoi 2100 metri al 4.2% di pendenza media. La Côte de Vauhallan (1.6 km al 2.7%) verrà scalata dopo 10 km. Al km 18 sarà la volta della Côte de Jouy-en-Josas e dei suoi 2 km e 400 metri al 3.2%. Un'altra fase di saliscendi, non comprendente Gran Premi della Montagna, accompagnerà la corsa ai piedi dell'ultimo dente, la Côte de Meudon, i cui 1100 metri - ad una media del 3.7% - assegneranno l'ultimo punto GPM del Tour 2015.
Una volta scollinati, dopo poco più di 34 km, i corridori approderanno ben presto sulle rive della Senna, costeggiandola quindi per una decina di chilometri, fino al punto di rifornimento, posto nei pressi del Musée d'Orsay. Dopo l'attraversamento del Pont Royal, i corridori si immetteranno - all'altezza del Jardin des Tuileries, nel circuito finale degli Champs-Élysées. Le tornate da percorrere saranno otto, di poco meno di 7 km l'una. Nel corso della seconda, sarà conteso l'ultimo traguardo volante della Grande Boucle. All'ottavo ed ultimo passaggio sulla linea d'arrivo, mentre i velocisti si contenderanno con ogni probabilità uno dei traguardi da loro più ambiti, il vincitore del 101° Tour de France saprà di aver portato a compimento la sua impresa.
TRAGUARDO VOLANTE: Haut des Champs-Élysées (33 m, Km 57.5)
GPM: Côte de l'École Polytechnique (4° Categoria, 150 m, 2.1 Km al 4.2%, Km 3.5), Côte de Vauhallan (4° Categoria, 148 m, 1.6 Km al 2.7%, Km 10.5), Côte de Jouy-en-Josas (4° Categoria, 172 m, 2.4 Km al 3.2%, Km 18), Côte de Meudon (4° Categoria, 105 m, 1.1 Km al 3.7%, Km 34.5)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Musée d'Orsay (33 m, Km 44.5)


Arrivi in salita: 8
Tappe di alta montagna: 6
Arrivi in salita nelle tappe di alta montagna: 5
Tappe di media montagna: 5
Arrivi in salita nelle tappe di media montagna: 2
Tappe di pianura: 7
Arrivi in salita nelle tappe di pianura mosse: 1
Tappe a cronometro individuale: 2
Chilometri a cronometro individuale: 69.54
Tappe a cronometro a squadre: 1
Chilometri a cronometro a squadre: 28.93
Totale GPM: 101
Totale HC: 9
Totale 1° Categoria: 12
Totale 2° Categoria: 25
Totale 3° Categoria: 15
Totale 4° Categoria: 40

Re: Percorso 2015

Inviato: 14/01/2015, 17:49
da KenianoBianco96
Le uniche tappe che non mi piacciono solo la 5 e la 6. Per il resto è ottimo.
Le tappe in Corsica azzeccate viste le difficoltà di posizionare un arrivo in salita.
Le tappe alpine sono fantastiche, il Jandri regalerà spettacolo.
Il Grand Depart è la ciliegina sulla torta.
OTTIMO LAVORO.

Re: Percorso 2015

Inviato: 14/01/2015, 20:51
da FrancescoGrassi
|segon |segon

Re: Percorso 2015

Inviato: 14/01/2015, 21:18
da alluddha
Un Tour davvero difficile, tanti trabocchetti, non sarà facile per noi DS.

Re: Percorso 2015

Inviato: 14/01/2015, 21:25
da enrico96
Tantissime montagne e tappe strane.
Poche le occasioni per riposare.

Re: Percorso 2015

Inviato: 14/01/2015, 23:19
da Quagmire
Nonostante si fosse eclissato nelle ultime file per gli spettatori, fuori dai posti riservati, il co-direttore di corsa delle edizioni 2008 e 2009 della Grànd Boucle, Jacques Messapique, è stato rintracciato dai sagaci reporter di Eurosport. Raramente, dall' epilogo dell' esperienza di gestione coordinata della corsa con Mathieu La Segue, che pure egli ha più volte definito "exceptionnel", aveva espresso pareri sulla corsa francese. Ecco il suo commento al percorso del Tour 2015: "Come chi mi conosce sa, aborrisco le partenze in terre troppo lontane dalla Francia. Sicuramente però, la partenza da New York offre stimoli di sviluppo dell' interesse della corsa straordinarie. Spero, comunque, che dietro la decisione non si nascondano unicamente ragioni di marketing e che trasferimenti intercontinentali non diventino abitudine. Chi mi conosce, però, sa pure che più della redistribuzione paritaria delle salite lungo le tre settimane mi eccitano soltanto le dark room lesbo. Trovo fantastica, dunque, l'idea di inserire quattro tappe di montagna tra la quarta e la nona giornata di corsa. Intelligente anche la collocazione delle cronometro: prima dei Pirenei, una sola cronosquadre non troppo lunga, così che chi vorrà concludere la prima settimana con un vantaggio in classifica dovrà pedalare forte in salita. Sui Pirenei i big correranno all' attacco per guadagnare minuti e non in difesa del loro vantaggio. Credo che finalmente si accordi il giusto valore alla Corsica: piena di salite interessanti ed insidiose, con in più l' incognita del vento e un fantastico contorno paesaggistico. Ho ascoltato qualche addetto ai lavori che per puro spirito di contraddizione ha detto che sulle Alpi si poteva fare di più: otto arrivi in salita e sei tapponi sono un compromesso ideale. Meglio cinque-sei tapponi di montagna combattuti che dieci tappe d'alta quota in cui i corridori si devono, giocoforza, risparmiare. E poi forse non hanno ben compreso le caratteristiche del Col du Jandri. Geniale, inserirlo alla penultima tappa al posto di una crono. Ne guadagna indubbiamente lo spettacolo, anche se si arrivasse a giochi fatti: io noleggerò un camper giusto per andare a vedere l'arrivo in compagnia di un paio di tranvoni. Ho sempre sostenuto che, a livello di risultato finale, la collocazione delle tappe giochi un ruolo pari al dislivello totale. Complimenti vivissimi a chi ha disegnato il percorso, era difficile fare meglio. " Infine, un auspicio a microfoni spenti: "Spero che entro due anni ritorni l'arrivo sul versante duro dello Jafferau", ed un retroscena: La Segue avrebbe una nuova compagna. Si chiama Irina e-secondo Messapique- è bellissima. Un bellissimo esemplare di pecora navajo-churro.

Re: Percorso 2015

Inviato: 15/01/2015, 13:51
da Gigilasegaperenne
Incassato il consenso quasi unanime sul tracciato del Tour de France 2015, svelato ieri a Parigi, Mathieu La Sègue si è trattenuto stamane per alcuni minuti con una pattuglia di giornalisti radunatasi davanti alla sede A.S.O. di Issy les Moulineaux. "Bel culo!" sono state le prime parole del co-direttore della Grande Boucle, che ha preso atto con una fatale manciata di secondi dell'accensione dei microfoni. L'ex gregario di Indurain ha quindi proseguito: "Mi ha fatto grande piacere constatare come quasi tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori - molti dei quali avevano criticato al buio la nostra decisione di partire da New York, senza poterlo inquadrare nel contesto del tracciato - abbiano apprezzato il lavoro che ho svolto insieme ai miei colleghi per offrire il miglior percorso possibile nella prossima stagione. Il Jandri? Era da anni che resistevamo alla tentazione, e alla fine abbiamo deciso di cedervi. Pensiamo di aver approntato ogni misura necessaria al regolare svolgimento della tappa. La stazione di Les Deux Alpes può offrire un piano B per ogni evenienza, ma comunque crediamo che la tappa sia pressoché assicurata. Il regolare transito sulla Bonette nel 2012 o sul Cormet d'Arêches nella passata edizione dimostrano che siamo perfettamente in grado di garantire una corsa regolare a dispetto delle intemperie."
Grande sorpresa ha destato la presenza al Palais des Congrès di Jacques Messapique, che con La Sègue ha condiviso la direzione del Tour, ma che negli ultimi anni aveva preferito mantenersi quasi sempre lontano dai riflettori. "La mia stima per Messapique non è mutata in questi anni. Tengo sempre in grandissima considerazione la sua opinione, e un suo commento tanto positivo ha grandissimo valore per me."
Il tono dell'ex scalatore francese è tuttavia mutato quando un giornalista di cyclingnews ha accennato alle parole di Messapique sulla sua vita privata: "Jacques è stato un ottimo corridore e un grande direttore, e lo riterrò sempre uno straordinario conoscitore del nostro sport. Sfortunatamente, la sola cosa che riesca a superare le sue competenze ciclistiche è il suo cattivo gusto. Non credo sia necessario rispondere alle sue affermazioni. Io zoofilo? Se lo fossi, non avrei declinato le avances della vostra collega", ha concluso La Sègue indicando l'inviata Rai in Francia.

Re: Percorso 2015

Inviato: 15/01/2015, 14:21
da Quagmire
MESSAPIQUE SMENTISCE CATEGORICAMENTE LE DICHIARAZIONI ATTRIBUITEGLI A MEZZO STAMPA

Reperito telefonicamente dallo staff di France2, Messapique pare abbastanza risentito per la chiosa, indebitamente attribuitagli a suo dire, riguardo gli orientamenti sessuali di La Segue: "I maligni inventano e gli stupidi danno loro credito. Non ho fatto alcuna affermazione sulla vita sessuale di La Segue e, francamente, sarebbe impossibile. Chi conosce un minimo Mathieu, sa benissimo che bisogna stare alla larga dalle sue abitudini sessuali. Per quanto mi riguarda, una volta, poco meno di cinque anni orsono, mi propose un' "uscita a quattro". Convinto che si trattasse di una proposta nell' accezione canonica del termine, accettai, credendo che si presentasse con due belle signorine. Per uscita a quattro, invece, intendeva altro: "E' una pratica che mi hanno insegnato in un night dell' hinterland napoletano", disse. Il gioco consisteva nell' infilare quattro petardi, accesi, di notevole potenza esplosiva negli sfinteri e riuscire ad estrarli prima che esplodessero. "Vedrai che piacere il formicolio delle scintille". Ingenuamente, data la sua rispettabilità professionale, accettai. Inutile ricordare che starnutì, si distrasse per un istante, e due delle carcasse esplosero prima che potessero essere estratte. Da quel giorno defeco da un condotto artificiale e posso digerire soltanto la crema di lenticchie, o almeno per tale mi spacciano il cibo che mi propinano. E secondo voi io avrei ancora il coraggio di indagare sulle esperienze sessuali di un individuo del genere?". Come affermato da Messapique, l'episodio risale a cinque anni fa, proprio in coincidenza della sua dipartita dalla direzione di corsa. Potrebbe essere stata questa la causa della rottura? Ora che l'episodio è divenuto pubblico, potrebbe seguire un chiarimento ed, eventualmente, una nuova esperienza di direzione comune? Oppure, visto che Messapique annovera anche un breve passato da Ds, alla direzione di un team? Chi vivrà vedrà, intanto il consiglio è quello di non incappare nello stesso errore del buon Jacques.

Re: Percorso 2015

Inviato: 15/01/2015, 15:14
da emmea90
Io intanto ricordo a tutti che chi si vuole iscrivere ancora può farlo qua http://eseifrancesi.altervista.org/rego ... t5375.html

Re: Percorso 2015

Inviato: 15/01/2015, 16:43
da lucatb99
A me piace molto la tappa 19, poi il Jandri è spettacolo puro

Re: Percorso 2015

Inviato: 15/01/2015, 17:53
da Lory94ITA
La carica delle 101 :asd:
Belle le tape nel Massiccio Centrale ed in Corsica, è un percorso che stuzzica la fantasia, c'è spazio per inventarsi qualcosa zizi

Re: Percorso 2015

Inviato: 15/01/2015, 18:02
da enrico96
Ad una visione più approfondita noto che questo è un bel percorso.





Volevo giocare e mi serviva un messaggio.

Re: Percorso 2015

Inviato: 15/01/2015, 19:04
da emmea90
@Henry the Carrot il fatto che a te il percorso non piaccia è buona garanzia del nostro lavoro

Re: Percorso 2015

Inviato: 15/01/2015, 19:13
da IgiGaul
Veramente un gran bel percorso

Re: Percorso 2015

Inviato: 15/01/2015, 20:29
da Gigilasegaperenne
Informato della dichiarazioni rilasciate da Jacques Messapique a France 2, Mathieu La Sègue ha affidato ai microfoni della stessa rete la sua replica. "Mi fa piacere che Messapique abbia smentito quanto gli era stato in un primo tempo attribuito.", ha esordito La Sègue. "Tuttavia, il fantasioso aneddoto che afferma di ricordare credo chiarisca molto bene le ragioni per le quali non ho avuto difficoltà a credere che avesse effettivamente rilasciato certe dichiarazioni.
A tal proposito, mi auguro che nessuno dia credito alle maldicenze che Messapique si diverte a mettere in giro sul mio conto ormai da anni, forse a causa di una memoria ottenebrata da anni di vita all'insegna del vizio e dell'eccesso. Già in gruppo, quando lui tirava le volate ad Abdujaparov e io scortavo Indurain, suggerivo sempre a Miguel di stare alla larga da lui, perché aleggiavano dubbi sulla sua lucidità, in corsa e fuori. Non voglio entrare nei dettagli del suo abbandono di ASO, ma qualcuno potrebbe aver notato come, appena lasciata la direzione del Tour, abbia subito provveduto ad accasarsi in Olanda."

La Sègue ha quindi riferito un curioso retroscena, sempre alludendo alle presunte debolezze che avrebbero costretto ASO a privarsi di Messapique: "All'epoca in cui collaboravamo, andava di moda frequentare i forum, su Internet. Io ovviamente non ho mai avuto niente a che vedere con quelle gabbie di matti, le ho sempre considerate una valvola di sfogo per falliti. Lui però si divertiva. Un giorno scoprii che il suo nickname era Jaco Messapico. Le dico solo che, entro cinque giorni, tutti quanti, in sede, lo chiamavano Lapo Messapico."
Malgrado la diatriba in corso, La Sègue non ha comunque chiuso la porta alla possibilità di nuove collaborazioni con Messapique: "Al di là di ogni possibile conflitto personale, Messapique è stato un eccellente partner di lavoro, perciò sarei ovviamente interessato a collaborare con lui, qualora se ne presentasse l'opportunità. C'era un progetto che stavamo vagliando all'epoca in cui lui lasciò ASO, sarebbe bello riprovarci."

Re: Percorso 2015

Inviato: 15/01/2015, 20:44
da emmea90
Hemme Meas risponde prontamente ad una possibile nuova collaborazione tra ASO e Messapique: "Messapique è ben accetto ma deve tenere presente che le cose in ASO sono cambiate. Prima all'ultimo giorno di gara c'era il Puy de Dome in una tappa di 100 chilometri, oggi c'è il Col du Jandri. Tappe e chilometraggi da Tour de l'Avenir non appartengono, per fortuna, più a questa organizzazione". Hemme Meas ha comunque riconosciuto i meriti di Messapique in carovana: "Senza quel ventaglio nel 2011 Parker avrebbe vinto un Tour de France con Andy Schleck, il mondo del ciclismo non può che essergli grato"

Re: Percorso 2015

Inviato: 16/01/2015, 1:33
da Quagmire
JACQUES MESSAPIQUE CHIUDE LA POLEMICA

"Queste sono le mie ultime parole in merito alla querelle che avete creato voi." esordisce Messapique via Facebook. "Mi dispiace che un caro amico quale è Mathieu strumentalizzi ed inventi fandonie sul mio conto. Tutti sanno, a maggior ragione lui, con il quale mi ero confidato e dal quale avevo ricevuto approvazione, che mi sono trasferito ad Amsterdam soltanto per le prostitute magiare. E poi di droga parla lui che era solito indossare i manicotti persino alla Vuelta." Riassumendo l'intervento, altrimenti troppo lungo, Messapique ha comunque ribadito l'ammirazione professionale per il collega, precisando tuttavia che, seppur allettante, il progetto di una nuova collaborazione sarebbe indipendente dall' ASO e ancora in fase di concepimento. "Servono sponsor ed è più probabile che non se ne faccia nulla", suggerendo che tornerà sull' argomento soltanto con qualche carta in mano. In chiusura, su Hemme Meas: "Seppur non ne abbia mai parlato pubblicamente, in privato non ho mai nascosto la stima per il mio successore, che è stato capace di dare continuità al lavoro di innovazione prodotto da me e La Segue e di ampliare, seppur sembrava impossibile, i margini di popolarità della corsa a tappe più seguita sul globo. Detto questo, proprio lui non dovrebbe parlare di ventagli: tutto l'ambiente sa che il sabato sera non si perde un evento dell Imprévu Café (noto locale per drag queen del parigino, all' interno del quale rumors mai confermati vociferano che il direttore di corsa tenga uno spettacolo esclusivo sotto lo pseudonimo di Hemme Christy, probabilmente in riferimento alla nota ex-lottatrice WWE ndr). Se dalle mie parole avete capito che ho intenzione di tornare a collaborare con l' ASO, non mi sono spiegato bene. Se qualcosa si farà, ovviamente, accetterò le condizioni dell' UCI ma sarà un progetto esterno alla ASO. L'unica mia pretesa è di non trovarmi mai chiuso, a collaborare, solo in una stanza né con uno né con l'altro per motivi più che ovvi."

Re: Percorso 2015

Inviato: 16/01/2015, 16:59
da zagor92
Un gran bel Tour, duro e con ampi spazi di manovra per i ds anche grazie al giudice finale di questa Grand Boucle, il Col du Jandri. :ave:

Re: Percorso 2015

Inviato: 16/01/2015, 20:49
da enrico96
Chiariamoci a me questo tour piace.Noto però che c'è poca pianura.

Re: Percorso 2015

Inviato: 18/01/2015, 12:21
da young
Grande Tour, dopo due annunci entra anche l'arrivo più in alto della storia con il Jandri

Re: Percorso 2015

Inviato: 02/02/2015, 18:46
da KenianoBianco96
Da nuovo D.s. del Team Sky ProCycling posso dire che il percorso è favorevole al nostro capitano Chris Froome. Starà poi alla strada, e alle gambe del nostro Leader, dare il verdetto.

Re: Percorso 2015

Inviato: 02/02/2015, 22:33
da jronflet
How can we do a global map like this ?????

Re: Percorso 2015

Inviato: 03/02/2015, 0:37
da emmea90
jronflet ha scritto:How can we do a global map like this ?????
Photoshop

Re: Percorso 2015

Inviato: 08/02/2015, 12:08
da jronflet
Amazing !
And what is yout script ? Arial Narrow ?

Re: Percorso 2015

Inviato: 08/02/2015, 13:52
da emmea90
jronflet ha scritto:Amazing !
And what is yout script ? Arial Narrow ?
No, it's Universal and Eurostyle

Re: Percorso 2015

Inviato: 30/06/2015, 17:34
da emmea90
La nuova 20esima tappa del Tour 2015

20a tappa: Bourg-Saint-Maurice > Les Deux Alpes - Col du Jandri 204 km
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Dopo anni di voci e indiscrezioni non confermate, fa finalmente il suo debutto al Tour de France il tanto chiacchierato quanto temuto Col du Jandri, la salita più dura mai inserita in una corsa ciclistica professionistica. Un'ascesa che da sola basterebbe a minacciare di riscrivere la classifica generale partorita dalle prime 19 frazioni, ma che gli organizzatori faranno invece precedere da altri tre colli, due dei quali ad altitudini non troppo distanti da quella del traguardo, con il quale il Tour sforerà per la prima volta quota 3000 metri.
Il tenore della tappa verrà chiarito già dopo una manciata di chilometri, quando, appena lasciata la partenza di Bourg-Saint-Maurice, i corridori prenderanno a salire verso il primo totem di giornata, il Col de l'Iseran. La salita misura complessivamente 37.8 km, per una pendenza media del 4.8%; di fatto, si tratterà di tronconi di circa 17 km, inframezzati da un lungo tratto pianeggiante, con caratteristiche molto simili: 5.4% la media del primo, 5.5% quella del secondo.
In vetta, con già circa 2000 metri di dislivello nelle gambe, gli atleti avranno percorso appena 45 dei 216 km in programma. I primi 13 circa saranno in discesa, fino al primo punto di rifornimento, posto a Bonneval-sur-Arc (km 58.5). A seguire, il percorso proporrà una lunga sezione altimetricamente interlocutoria, ma che potrebbe essere determinante nello sviluppo tattico della gara: 60 km velocissimi, scendendo di oltre 1000 metri, dai 1800 di Bonneval-sur-Arc ai poco più di 700 di Saint-Michel-de-Maurienne, durante i quali il gruppo potrà perdere o guadagnare molti minuti rispetto alle fughe che con ogni probabilità si formeranno sull'Iseran. Lungo questo tratto, a Modane, si incontrerà anche il traguardo volante di giornata, dopo 101 km e mezzo di gara.
Raggiunto il punto più basso del percorso, con ancora poco meno di 100 km da percorrere, la frazione si impennerà nuovamente, cominciando con gli 11 km e 900 metri necessari a raggiungere la cima del Col du Télégraphe. La pendenza media sarà di un più che rispettabile 7.1%, dato da un profilo abbastanza regolare, con le pendenze più arcigne concentrate nei primi chilometri. In vetta mancheranno 86 km all'arrivo, i primi dei quali in dolce discesa fino a Valloire. Da lì non si potrà far altro che imboccare la terza ascesa di giornata, forse la prima sulla quale gli uomini di classifica potrebbero cominciare a muoversi: il Col du Galibier, con i suoi 17.8 km al 6.8% di pendenza media. L'unico tratto abbordabile sarà il primo, ad eccezione di un brevissimo tratto di respiro ai -8 circa dal GPM. Da lì alla vetta la pendenza media sarà dell'8.6%, con punte del 13% che potrebbero fare a pezzi i resti del plotone già ben prima della scalata finale.
Lo scollinamento avverrà a 63 km dalla conclusione, e sarà seguito da un tratto di discesa molto tecnica, fino a raggiungere il Col du Lautaret. Anziché puntare su Briançon, i corridori si lanceranno nell'arcinota valle che conduce a Le Bourg-d'Oisans, punto di partenza della scalata all'Alpe d'Huez. Rispetto alla tradizionale sequenza Galibier-Alpe, tuttavia, il finale della discesa verrà amputato, a favore della più morbida strada che conduce a Les Deux Alpes, sede d'arrivo della Grande Boucle nel 1998 e nel 2002. Dopo 10 km di salita piuttosto abbordabile, ad una media di poco superiore al 7%, il percorso rinuncerà ad addentrarsi nel centro del paese, puntando invece verso la strada più ostica mai battuta dalla Grande Boucle. Su fondo sterrato, il Tour si arrampicherà fino ai 3116 metri del Col du Jandri, per 13 ulteriori chilometri di ascesa all'11.3% di pendenza media, con un picco del 20% che emerge leggermente su uno sciame di altre rampe ben oltre il 15%. In sostanza, una sorta di simil-Zoncolan, che arriva però a seguito di un'altra salita che da sola meriterebbe un GPM di 1a categoria, e che comincerà alla stessa quota alla quale termina il Kaiser friulano. A prescindere dalla classifica con cui ci si presenterà al via della 20a tappa, sarà solo fra i ghiacci del Col du Jandri che il vincitore della Grande Boucle 2015 potrà sentirsi al sicuro.
TRAGUARDO VOLANTE: Modane (1061 m, Km 101.5)
GPM: Col de l'Iseran (Hors Catégorie, 2735 m, 37.8 Km al 4.8%, Km 45), Col du Télégraphe (1° Categoria, 1559 m, 11.9 Km al 7.1%, Km 130), Col du Galibier (Hors Catégorie, 2626 m, 17.8 Km al 6.8%, Km 153), Col du Jandri (Hors Catégorie, 3116 m, 23 Km al 9.4%, Arrivo)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Bonneval-sur-Arc (1803 m, Km 58.5), Le Freney-d'Oisans (966 m, Km 188.5)


***MODIFICA***
Da Bourg-Saint-Maurice, anziché salire verso il Col de l'Iseran, la corsa procederà verso Ovest, percorrendo 30 km abbondanti di pianura fino ai piedi del Col de la Madeleine, prima delle quattro salite Hors Catégorie in programma nel nuovo menù. Si tratta di una salita priva di pendenze estreme (6.2% la media, nessun chilometro in doppia cifra), ma estenuante per la sua lunghezza, 25 km e 400 metri. In cima, si sarà soltanto al chilometro 59 di corsa, anche se i successivi 20 fileranno via in un battito di ciglia, nella lunghissima e ripida discesa verso La Chambre, sede del primo punto di rifornimento.
Nemmeno il tempo di acclimatarsi al fondovalle che già sarà ora di risalire, andando ancora a lambire - questa volta senza raggiungere - quota 2000 metri. Il secondo GPM di giornata sarà infatti collocato ai 1924 metri del Col du Glandon, 19.3 km al 7.3% il cui terzo finale quasi mai si allontanerà molto dalla doppia cifra di pendenza, proponendo anche punte del 15%. Sul Glandon, con 100 km abbondanti e due colli Hors Catégorie già nelle gambe, non aiuterà certo i corridori pensare che non soltanto si sarà solo a metà percorso, ma la metà lasciata alle spalle sarà anche la più semplice.
Dopo un'altra lunga discesa - questa ben più irregolare di quella della Madeleine, con addirittura un paio di tratti di contropendenza - e qualche chilometro di fondovalle, culminante nel rifornimento piazzato a Le Bourg-d'Oisans, gli ultimi 65 km di tappa ne racchiuderanno 40 di salita, e mai con pendenze concilianti. Dapprima, i corridori dovranno superare il tradizionale ostacolo dell'Alpe-d'Huez, che di una tappa che comincia con Madeleine e Glandon rappresenta normalmente il tratto finale. Questa volta, ultimati i 13 km e mezzo all'8.1% dell'Alpe, mancheranno ancora più di 50 km per giungere al traguardo, e le pendenze più arcigne dovranno ancora venire. Dopo un tratto in quota, variamente formato da segmenti di salita, di discesa e di pianura, il Col de Sarenne farà la sua comparsa sul percorso del Tour, con 3200 metri al 7.5% che saranno inaspriti dalla sostanziale assenza di fasi di respiro dopo aver terminato la scalata all'Alpe d'Huez. La vetta sarà a 42 km e mezzo dalla conclusione, e la strada che porterà a riallacciarsi al tracciato originario della tappa fornirà un ulteriore elemento di interesse, assente nella precedente versione: la discesa forse più tecnica dell'intero Tour de France, che in caso di maltempo potrebbe risultare non meno selettiva delle tante ascese in programma. Proprio al termine della discesa del Sarenne, dove ci si ricollegherà a quella del Galibier per approcciare l'ascesa finale dalla strada più ardua, sarà piazzato il traguardo volante di giornata, in quel di Mizoën. Il finale ricalcherà metro per metro il tracciato originale.
Dopo 10 km di salita piuttosto abbordabile, ad una media di poco superiore al 7%, per raggiungere Les Deux Alpes, il percorso rinuncerà ad addentrarsi nel centro del paese, puntando invece verso la strada più ostica mai battuta dalla Grande Boucle. Su fondo sterrato, il Tour si arrampicherà fino ai 3116 metri del Col du Jandri, per 13 ulteriori chilometri di ascesa all'11.3% di pendenza media, con un picco del 20% che emerge leggermente su uno sciame di altre rampe ben oltre il 15%. In sostanza, una sorta di simil-Zoncolan, che arriva però a seguito di un'altra salita che da sola meriterebbe un GPM di 1a categoria, e che comincerà alla stessa quota alla quale termina il Kaiser friulano. A prescindere dalla classifica con cui ci si presenterà al via della 20a tappa, sarà solo fra i ghiacci del Col du Jandri che il vincitore della Grande Boucle 2015 potrà sentirsi al sicuro.
TRAGUARDO VOLANTE: Mizoën (1093 m, Km 173.5)
GPM: Col de la Madeleine (Hors Catégorie, 2000 m, 25.4 Km al 6.2%, Km 59), Col du Glandon (Hors Catégorie, 1924 m, 19.3 Km al 7.3%, Km 101.5), L'Alpe d'Huez (Hors Catégorie, 1815 m, 13.5 Km al 8.1%, Km 152.5), Col de Sarenne (2° Categoria, 1989 m, 3.2 Km al 7.5%, Km 161.5), Col du Jandri (Hors Catégorie, 3100 m, 23 Km al 9.4%, Arrivo)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: La Chambre (460 m, Km 79), Le Bourg-d'Oisans (714 m, Km 138)