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Percorso 2016

Inviato: 22/11/2015, 16:45
da emmea90
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Più cronometro, più bagarre
di Mathieu Lasegue
Pur senza scomparire dal percorso del Tour de France, il ruolo delle cronometro è divenuto via via meno importante negli ultimi anni, schiacciato dalla crescente quantità di montagne e dall'abbandono del formato della doppia maxi-cronometro. Una tendenza che ha minimizzato il rischio di assistere ad una corsa noiosa e controllata da corridori in condizione di difendersi soltanto in salita, ma che ha reso meno urgente, per gli scalatori, l'esigenza di attaccare per recuperare il terreno perduto contro il tempo.
In occasione dell'edizione 2016 della Grande Boucle, 103a della serie, gli organizzatori hanno perciò deciso di ricercare un equilibrio nuovo, specie dopo che, nel luglio scorso, molte salite sono state bypassate in vista di altre più selettive, tanto più ampio era lo spazio a disposizione degli scalatori rispetto ai cronomen. L'estate prossima, perciò, si tornerà alla formula delle due lunghe cronometro individuali, cui se ne aggiungerà una a squadre, nella speranza di incrementare la combattività nelle frazioni più ardue. Queste ultime, inoltre, sono state disegnate in modo da incentivare l'azione prima dell'ultima salita, limitando gli arrivi in quota e senza mai proporli in veste di ascesa più dura di giornata.
Teatro del Grand Départ, come annunciato da mesi, sarà la Bretagna. La frazione inaugurale scatterà da Brest, per poi assegnare la prima maglia gialla in quel di Dinan, dove il finale sarà caratterizzato dal passaggio sulla salita in pavé del Petit Fort. Benché forse meno spettacolare, il secondo giorno sarà probabilmente più significativo in chiave classifica generale, proponendo una cronosquadre di 32 km da Dinard a Saint-Malo.
I velocisti puri potranno quindi diventare protagonisti, anche se l'accidentato finale di Lisieux, nella terza tappa, rischia di far slittare il primo sprint a ranghi compatti al quarto giorno, a Compiègne.
Altra giornata cruciale del Tour sarà la quinta, che da Compiègne porterà la carovana a Denain dopo 193 km, di cui quasi 19 in pavé. Sarà questa la prima di due tappe che riecheggeranno atmosfere da classiche del Nord, immediatamente seguita dalla lunga Mauberge > Malmédy, che porterà il Tour in Belgio, dove saranno scalate ben 9 côtes negli ultimi 100 km.
Dopo un'altra frazione sulla carta tranquilla, destinata probabilmente a risolversi in volata a Nancy, il secondo week-end di corsa offrirà la prima abbuffata di montagne: prima una cavalcata sui Vosgi, che porterà a battezzare l'arrivo inedito della Planche des Belles Filles dopo aver scavalcato altre 11 salite di varia difficoltà, quindi - con il secondo ed ultimo sconfinamento del Tour - una scorpacciata di colli del Jura, con il duro Col de Chasseral seguito dal Col de la Vue des Alpes, prima della picchiata su La Chaux-de-Fonds.
L'indomani sarà dedicato al primo riposo, quanto mai necessario per riprendere fiato in vista di tre frazioni fondamentali, a cominciare dalla prima cronometro individuale, 51.5 km fra Le Bourget-du-Lac e Aix-les-Bains, mossi nella prima parte e da specialisti nella seconda. Sarà quindi la volta delle due frazioni alpine, a cominciare dalla Aix-les-Bains > Grenoble, 180.5 km caratterizzati da 6 Gran Premi della Montagna, tra cui quello di Chamrousse, primo colle Hors Catégorie del Tour. L'appuntamento clou del primo massiccio principale sarà tuttavia quello della 12a tappa, in programma il giorno della festa nazionale francese, il 14 luglio: oltre 250 km da La Mure a Pra Loup, per una maratona da 6300 metri di dislivello che farà precedere la non proibitiva ascesa finale dalla serrata infilata Allos-Champs-Cayolle, quest'ultimo tetto della Grande Boucle (Souvenir Henri Desgrange) con i suoi 2320 metri.
Arles ospiterà quello che sarà con ogni probabilità l'unico sprint della seconda settimana, venerdì 15 luglio, prima di una delle tappe più attese della corsa: 220.5 km da Arles a Frontignan, su un tracciato che dopo i primi 100 km inizierà ad alternare tratti in asfalto ad altri sterrati, per un totale di 48.2 km di strade bianche. Da non sottovalutare nemmeno la frazione dell'indomani, che proporrà la più classica delle cavalcate sul Massiccio Centrale, con 9 colli su cui incomberà il pericolo della canicola. Prima del secondo riposo, la già dura seconda settimana conoscerà un'appendice lunedì 18 luglio, quando i corridori avranno un assaggio di Pirenei pedalando verso Font Romeu, accumulando tanti chilometri di salita ma su pendenze quasi sempre pedalabili.
La Grande Boucle si fermerà per l'ultima volta martedì 19 luglio, prima delle quattro tappe decisive: i tre appuntamenti pirenaici e la seconda maxi-cronometro. Mercoledì 20 sarà Bagnères-de-Luchon ad accogliere la corsa, che piomberà su una delle località più battute della zona scendendo dal Port de Balès, per la prima volta proposto come ascesa finale. L'indomani sarà la volta di un tappone in formato compresso, appena 124 km che infileranno Haut de Balestas, Val Louron-Azet, Hourquette d'Ancizan e Tourmalet, senza soluzione di continuità, prima della scalata conclusiva verso Luz Ardiden. La tappa più dura del trittico pirenaico - e forse dell'intero Tour - sarà tuttavia quella di venerdì 22 luglio, oltre 230 km tra Pau e Iraty, lungo i quali si affronteranno tre colli Hors Catégorie, inclusi i terribili Pic de Beillurti e Col d'Erozate.
Gli scalatori dovranno preoccuparsi di mettere da parte quanto più margine possibile, poiché sabato 23 saranno attesi da altri 59 km contro il tempo che da Bayonne porteranno in riva all'Oceano Atlantico, a Biarritz, e che assegneranno in maniera definitiva la maglia gialla, prima della passerella parigina di domenica 24.


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1a tappa: Brest > Dinan 223.5 km
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Dopo tre aperture a cronometro, una a squadre (Mont Saint-Michel, 2013) e due individuali (Rouen e New York, 2014 e 2015), il Tour de France torna ad aprirsi con una tappa in linea. Nel 2012 fu Berlino ad ospitare il Grand Départ; nel 2016 si resterà invece in territorio francese, per una partenza bretone da Brest. Allora fu Peter Sagan a conquistare la prima maglia gialla, e il percorso di questa prima tappa potrebbe autorizzare lo slovacco a sognare il bis.
La frazione si snoderà quasi interamente da Ovest verso Est, superando poche vere asperità, ma incontrando innumerevoli saliscendi. Già dopo 18 km e mezzo di gara, la corsa incontrerà il primo Gran Premio della Montagna, la Côte de Kermalguen, 1600 metri al 6.7% di pendenza media, forte anche di qualche passaggio al 10-11%, buona per assegnare la prima maglia a pois virtuale.
Nel suo viaggio lungo le strade nervose del Massiccio Armoricano, il Tour attraverserà quindi il Parco Regionale d'Armorique, prima di lanciarsi verso il primo dei due punti di rifornimento imposti dal chilometraggio over 200, situato a Carhaux-Plouguer, dopo 79 km. I primi punti per la classifica della maglia verde verranno assegnati quasi in corrispondenza dell'ideale segno di metà percorso, a Gouarec (km 111).
Un'altra trentina di chilometri più avanti, il tracciato salirà verso la Côte d'Uzel, dove, al termine di 1800 metri di ascesa al 4.6% di media, sempre molto pedalabili (7% la pendenza massima), verrà assegnato il secondo Gran Premio della Montagna.
Il secondo ed ultimo punto di rifornimento sarà piazzato a Langast, dopo 156 km di gara, anch'esso stretto in una fitta sequenza di brevi ascese e altrettanto brevi discese che renderanno più nervosa la marcia del gruppo e meno banale il controllo della tappa. Asperità significative, tuttavia, non se ne troveranno sino alle porte di Dinan. Sarà qui che la prima frazione del Tour 2016 vivrà le sue fasi calde: prima affrontando il breve strappo di Rue de Coetquen, 600 metri con pendenze che vanno dal 3 al 6%; quindi, dopo una breve discesa condita da due tornanti, sarà la volta dello spettacolare strappo della Côte du Petit Fort: 1.1 km di salita al 5%, con pendenza massima del 9%, da percorrere su un pavé in buonissime condizioni. Il passaggio dal Forte sarà caratterizzato dal transito sotto una porta molto stretta, dove sarà fondamentale farsi trovare davanti, pena il rischio di un imbottigliamento fatale per le proprie ambizioni.
Le rampe più dure saranno a circa 700 metri dall'arrivo; da lì in poi, la salita scemerà via via in un falsopiano, esaurendosi di fatto ai 350 metri dall'arrivo. Gli ultimi 150 metri saranno sostanzialmente piatti. Se nessuno avrà fatto la differenza e il successo sarà aggiudicato allo sprint, sarà essenziale e molto difficile scegliere il momento giusto per lanciare la volata.
TRAGUARDO VOLANTE: Gouarec (136 m, Km 111)
GPM: Côte de Kermalguen (4a Categoria, 119 m, 1.6 Km al 6.7%, Km 18.5), Côte d'Uzel (4a Categoria, 209 m, 1.8 Km al 4.6%, Km 138.5), Côte du Petit Fort (4a Categoria, 78 m, 1 Km al 5.4%, Arrivo)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Carhaix-Plouguer (142 m, Km 79), Langast (167 m, Km 156)

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2a tappa: TTT Dinard > Saint-Malo 32 km
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Dopo una prima tappa non semplice ma che nel complesso non dovrebbe lasciare tracce particolarmente significative in classifica generale, sarà la seconda frazione ad offrire la prima occasione per creare differenze tra gli aspiranti al successo finale: si tratterà di una cronosquadre di 32 km, dal percorso altimetricamente facilissimo, sul quale la principale insidia potrebbe essere rappresentata dal vento, che renderebbe molto complicato per le squadre marciare compatte.
La partenza sarà collocata a Dinard, in Boulevard Wilson, a pochi passi dalla Plage de l'Écluse e dalle sue caratteristiche tende a strisce bianche e blu, simbolo della città. Per circa 7 km, quindi, si rimarrà in costa, allontanandosi dal traguardo di Saint-Malo, prima di descrivere un ricciolo intorno a Saint-Briac-sur-Mer, sede del primo rilevamento intermedio (km 10). Da lì ci si dirigerà verso il traguardo, ritornando a toccare Dinard e il punto di rifornimento fisso di Parc de Pont Breton (km 16.5), prima di fare rotta su Saint-Malo attraverso la strada supportata dalla centrale maremotrice, che proprio nel 2016 compirà cinquant'anni dal suo completamento.
A 10 km dal termine, a La Flourie, sarà piazzato il secondo ed ultimo rilevamento intermedio, dopo il quale sarà il momento di addentrarsi dentro Saint-Malo. La corsa si snoderà per qualche chilometro intorno al porto della città, per poi transitare da Quay Duguay-Trouin e concludersi ancora in riva al mare, sulla Chaussée du Sillon.
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Parc de Port Breton (34 m, Km 16.5)
RILEVAMENTI INTERMEDI: Saint-Briac-sur-Mer (15 m, Km 10), La Flourie (34 m, Km 21.5)

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3a tappa: Avranches > Lisieux 173.5 km
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Dopo due giorni in Bretagna, sarà la Bassa Normandia ad ospitare la terza frazione, che collegherà Avranches a Lisieux su un tracciato perlopiù pianeggiante, che presenterà però la maggior parte delle asperità nelle battute decisive.
Proseguendo la sua marcia verso Est, la tappa non offrirà più di qualche saliscendi fino a 100 km circa dal traguardo. Una prima variazione sul tema arriverà con la Côte des Forges, ascesa di 3 km al 4.3% di pendenza media (massima dell'8%), posta a 77 km dal termine. La successiva discesa porterà al punto di rifornimento di Clécy, immediatamente seguito dal secondo e più impegnativo GPM di giornata, prima ascesa di categoria superiore alla quarta della Grande Boucle 2016: la Côte du Belvédère, 4 km e 300 metri al 5.4% di media, con un tratto di circa 600 metri a pendenze comprese fra il 9 e il 10% a 2 km circa dalla vetta (km 90.5). Più che per lanciare un attacco in ottica successo di tappa, data la distanza dall'arrivo, l'ascesa potrebbe essere utile per andare in caccia di punti al successivo traguardo volante, posto a Trépel, appena 7 km più avanti.
Allo sprint intermedio farà seguito una nuova fase di relativa quiete, che durerà fino ad una quarantina di chilometri dal termine. A quel punto, però, si entrerà in una nuova fase estremamente nervosa, aperta dalla Côte de Saint-Georges-en-Auge, 1800 metri al 6.6% di pendenza media, con punte dell'11%. In cima mancheranno 36 km e mezzo alla conclusione, i primi otto dei quali da percorrere su una serie di saliscendi che porteranno fino ai piedi della Côte de Saint-Michel-de-Livet, quarta asperità del giorno. La salita misura 2 km, con rampe inizialmente piuttosto aspre che lasciano spazio a pendenze più dolci nella seconda parte, per una media del 5.4%. In vetta, ci si troverà a 26 km dalla conclusione.
Terminata la breve discesa, si tornerà in pianura per sette chilometri, prima di dare l'assalto alla Côte de Lessard-et-le-Chêne, 1500 metri al 5.5% di media e una massima del 9%, con scollinamento a 15 km e mezzo dalla conclusione. Alla salita non seguirà immediatamente una discesa, bensì un tratto pianeggiante di 5 km, prima di arrivare finalmente ad una breve picchiata, pressoché rettilinea, che proietterà in un attimo ai piedi dell'ultima erta.
L'ultima asperità sarà anche la più breve fra quelle classificate come GPM, ma proporrà anche la pendenza media più elevata: 1 km al 7.4% di media, con andamento molto regolare. Un'ascesa per atleti potenti che terminerà a 3500 metri dal traguardo. Anche in questo caso, dopo il Gran Premio della Montagna i corridori non troveranno subito la discesa, che arriverà invece solo dopo 1800 metri sostanzialmente piatti. Solo a 1700 metri dall'arrivo si comincerà a scendere, per circa un chilometro, tornando in pianura giusto in tempo per lanciare lo sprint, peraltro da disputarsi su strada in lievissima ascesa.
Nel complesso, la tappa sarà indubbiamente etichettabile come pianeggiante, ma difficilmente si assisterà ad una volata di gruppo dal tradizionale sviluppo.
TRAGUARDO VOLANTE: Trépel (221 m, Km 97.5)
GPM: Côte des Forges (4a Categoria, 231 m, 3 Km al 4.3%, Km 77), Côte du Belvédère (3a Categoria, 276 m, 4.3 Km al 5.4%, Km 90.5), Côte de Saint-Georges-en-Auge (4a Categoria, 175 m, 1.8 Km al 6.6%, Km 137), Côte de Saint-Michel-de-Livet (4a Categoria, 171 m, 2 Km al 5.4%, Km 147.5), Côte de Lessard-et-le-Chêne (4a Categoria, 137 m, 1.5 Km al 5.5%, Km 158), Côte de Saint-Hyppolite (4a Categoria, 122 m, 1 Km al 7.4%, Km 170)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Clécy (72 m, Km 85)

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4a tappa: Elbeuf > Compiègne 163 km
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Dopo tre frazioni ricche di insidie, pur senza grosse difficoltà altimetriche, arriverà al quarto giorno di gara la prima tappa indiscutibilmente destinata ai velocisti. Anche il chilometraggio contenuto contribuirà a rendere agevole il controllo delle squadre degli sprinter, e la sola salita degna di un Gran Premio della Montagna sarà collocata nelle battute iniziali.
La bandiera si abbasserà in quel di Elbeuf, poco a Sud di Rouen, e subito la Grande Boucle proseguirà secondo la direttrice Est che caratterizzerà gran parte della prima settimana. Dopo 22 km di corsa, il gruppo scavalcherà la Côte de Romilly-sur-Andelle, unico GPM di giornata, che potrà forse costituire un buon trampolino di lancio per la fuga della prima ora, ma di certo non metterà in crisi neppure gli sprinter meno avvezzi alla salita. Qualche saliscendi si troverà anche nelle zone verdeggianti intorno alla foresta demaniale di Lyons, per una trentina di chilometri, prima di intraprendere un centinaio di chilometri quasi completamente piatti.
A metà percorso, a Les Fontainettes, a pochi chilometri da Beauvais, sarà collocato il primo ed unico punto di rifornimento fisso del giorno, mentre per incontrare il traguardo volante bisognerà attendere i 126.5 km di gara. Lo sprint sarà a Saint-Just-en-Chaussée, punto più settentrionale della tappa; all'arrivo mancheranno 36 km e mezzo, e non è impossibile che le squadre dei velocisti possano provare a chiudere anzitempo sulla fuga per garantirsi qualche punto in più.
Da lì in poi, si comincerà a puntare dritti su Compiègne, sede di partenza della regina delle classiche, sempre senza incontrare asperità. L'ultima curva, a circa novanta gradi, richiederà grande attenzione, ma i 750 metri del rettilineo d'arrivo - salvo per una lievissima semicurva - dovrebbero rendere piuttosto lineare lo svolgimento del probabile sprint.
TRAGUARDO VOLANTE: Saint-Just-en-Chaussée (113 m, Km 126.5)
GPM: Côte de Romilly-sur-Andelle (4a Categoria, 137 m, 3.1 Km al 4%, Km 22)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Les Fontainettes (106 m, Km 81.5)

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5a tappa: Compiègne > Denain 193 km
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Dopo una tappa come la quarta, prima ad offrire un terreno teoricamente privo di insidie, si ritornerà subito alla battaglia. Teatro dello scontro saranno questa volta le pietre del Nord, da affrontare in quantità nella quinta frazione, lungo gli ultimi 60 km circa dei 193 che collegheranno Compiègne a Denain. I tratti di pavé saranno otto, per un totale di 18 km e 700 metri che potrebbero avere ripercussioni pesantissime sulla classifica generale finale, specialmente in caso di maltempo. Non verranno affrontati settori a 5 stelle, ma non si scenderà al di sotto delle tre: non ci sarà quindi un singolo tratto chiave, ma ciascuno di essi potrà essere buono per tentare un'azione.
Risparmiando ai corridori il trasferimento, la partenza avverrà ancora a Compiègne, e questa volta la corsa prenderà la direttrice Nord. Soltanto in quel di Péronne, dopo 65 km circa, si avrà una svolta verso Est, puntando verso il punto di rifornimento fisso di giornata, posto a Saint-Quentin dopo 93 km. Superato quello, la marcia verso Nord riprenderà, in direzione delle pietre che animeranno l'ultimo terzo di tappa.
A Maretz, al km 121, il gruppo transiterà dal traguardo volante di giornata, che per la maggior parte dei velocisti rappresenterà l'unica chance di giornata di ottenere punti per la maglia verde, a dispetto del profilo altimetrico estremamente agevole (si tratterà infatti della prima delle due tappe in linea prive di GPM del Tour). 10 km più avanti, si entrerà nel vivo della tappa, all'imbocco del primo settore di pavé: Troisvilles à Inchy, tratto a 3 stelle della lunghezza di 2200 metri. Già qui bisognerà farsi trovare nelle prime posizioni del gruppo, anche perché lo spazio per recuperare eventualmente la testa prima dei settori successivi sarà pochissimo: terminato il primo tratto, ai -60 dall'arrivo, saranno solo quattro i chilometri in asfalto prima del secondo, Viesly à Quiévy, ancora tre stelle, questa volta per 1800 metri. All'uscita mancheranno 54 km al termine, e di asfalto si troveranno questa volta solo poche centinaia di metri, prima di entrare nel settore di Quiévy à Saint-Python. Se si è detto che nessun tratto sarà a cinque stelle, questo terzo è quello che più ci si avvicinerà: quattro stelle e una lunghezza di 3800 metri. Volendo a tutti i costi individuare un punto nevralgico della tappa, questo potrebbe essere un autorevole candidato.
Al traguardo mancheranno ancora una cinquantina di chilometri, i primi nove dei quali in asfalto, prima di imboccare il settore di Vertain à Saint-Martin-sur-Écaillon, 2 km e 300 metri a tre stelle. All'uscita, gli atleti saranno attesi da altri sette chilometri di strada asfaltata, per poi affrontare due tratti in rapidissima successione, separati da appena 1500 metri, entrambi a tre stelle: prima Verchain-Maugré à Quérénaing (2 km), quindi Quérénaing à Maing, per altri 2500 metri.
Al termine di quest'ultima sezione, ci si troverà quasi alle porte di Denain, ma all'arrivo mancheranno ancora 26 km e mezzo: prima di puntare sulla località d'arrivo, infatti, la corsa descriverà un ricciolo, per andare a cercare altri due tratti di pietre, entrambi a quattro stelle. Il primo, Thiant à Haspres, offrirà uno dei passaggi più difficili di giornata, meritandosi le quattro stelle a dispetto dei soli 1700 metri di lunghezza. Usciti dal settore a 20 km e mezzo dalla conclusione, i corridori procederanno su strada asfaltata fino ai -14, per poi lanciarsi nell'ultimo tratto di Avesnes-le-Sec à Lieu-Saint-Amand, di 2 km e 400 metri.
Terminato il pavé, resteranno da percorrere ancora 11 km e mezzo, che - a seconda della situazione di corsa - potrebbero servire tanto agli attaccanti per aumentare il vantaggio quanto ai ritardatari per ricucire almeno in parte. Difficilmente, in ogni caso, tutti gli uomini di classifica potranno uscire indenni da questa giornata.
TRAGUARDO VOLANTE: Maretz (136 m, Km 121)
GPM: /
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Saint-Quentin (89 m, Km 93)
SETTORI DI PAVÉ: 1. Troisvilles à Inchy (+++, 2200 m, Km 133), 2. Viesly à Quiévy (+++, 1800 m, Km 139), 3. Quiévy à Saint-Python (++++, 3800 m, Km 143.5), 4. Vertain à Saint-Martin-sur-Écaillon (+++, 2300 m, Km 154), 5. Verchain-Maugré à Quérénaing (+++, 2000 m, Km 163), 6. Quérénaing à Maing (+++, 2500 m, Km 166.5), 7. Thiant à Haspres (++++, 1700 m, Km 172.5), 8. Avesnes-le-Sec à Lieu-Saint-Amand (++++, 2400 m, Km 181.5)

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6a tappa: Mauberge > Malmédy (Bel) 236 km
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Se la quinta tappa farà vivere atmosfere da classiche delle pietre, la sesta richiamerà alla mente le classiche delle Ardenne, facendo tappa in Belgio, a Malmédy, ricalcando in parte strade note al grande ciclismo grazie alla Liegi-Bastogne-Liegi. Sarà questo il primo dei due sconfinamenti della Grande Boucle 2016, entrambi concentrati nei primi nove giorni.
La frazione scatterà dalla Francia, ma non resterà in patria oltre i primi 10 km dal via di Mauberge, varcando il confine in località Erquelinnes. Le numerose asperità in programma saranno tutte concentrate negli ultimi 95 km, e così la pianura sarà il filo conduttore del percorso per oltre metà percorso, oltre il punto di rifornimento di Dinant (km 76.), e fino al traguardo volante di Comblain-au-Pont (km 139.5), sia pur con qualche saliscendi qua e là a spezzare il ritmo.
Lo scenario cambierà drasticamente subito dopo lo sprint intermedio, quando inizierà una continua alternanza tra salite e discese che vedrà nove Gran Premi della Montagna in meno di 100 km. Quello inaugurale sarà la Côte de Fraiture, 2 km e 100 metri al 6.5% di pendenza media, con punte del 9%. Lo scollinamento sarà al km 143.5, e sarà seguito da alcuni chilometri di saliscendi prima della discesa vera e propria, che lascerà a sua volta spazio quasi immediatamente alla Côte de Chambralles (km 150.5), 1900 metri al 7.1%. Qui si assaporeranno le prime pendenze in doppia cifra di giornata, con un tratto all'11% in apertura e un ulteriore passaggio al 10% dopo poco più di un chilometro.
Al km 158.5, sarà quindi la volta della Côte de Kin, 2.3 km al 7.1% di pendenza, con una massima dell'11%. Il GPM sarà collocato al termine del tratto impegnativo dell'ascesa, che terminerà in realtà quattro chilometri circa più avanti, dopo un lungo tratto con pendenze di fatto assimilabili ad un falsopiano. Dopo un altro paio di chilometri pianeggianti si comincerà finalmente a scendere, raggiungendo le sponde del fiume Amblève e l'abitato di Targnon. Proprio dopo l'attraversamento del paese la tappa vivrà il suo primo momento cruciale: la scalata al Col de Targnon, 2 km 900 metri al 9.8% di pendenza media, con passaggi che arrivano a lambire il 20% a circa 1 km dalla vetta. Potrebbe essere sufficiente un'andatura sostenuta qui per far esplodere il gruppo, anche se all'arrivo mancheranno comunque ancora 61 km e mezzo.
Appena terminata la discesa, i corridori incontreranno il secondo ed ultimo punto di rifornimento di giornata, a Stoumont, poco prima di dare l'assalto alla quinta ascesa, il Col du Rosier (km 186.5), che sarà al contempo la più lunga e la più agevole di giornata, con i suoi 4.1 km al 4.9% di media. Una discesa di una decina di chilometri, in realtà inframezzata da un tratto pianeggiante di quasi 3 km, porterà il gruppo a Petit-Coo, dove si comincerà a salire verso la Côte de Ster (km 200.5), 2 km e 600 metri al 7.9%, con una punta del 12% nella parte centrale. In vetta mancheranno 35 km e spiccioli al termine, i primi cinque dei quali in discesa, seguiti da sette di pianura.
Ad inaugurare l'infilata decisiva di salite sarà la Côte de Wanne, 2400 metri al 7.4% di pendenza media. Cifre che, combinate con il 12% di pendenza massima e i soli 21 km che separano il Gran Premio della Montagna dall'arrivo, potrebbero fare di questa asperità un eccellente trampolino di lancio. La discesa durerà meno di 2 km, seguiti da quattro scarsi di pianura, che porteranno a Stavelot. Qui, descrivendo un ricciolo intorno alla località che presta il nome ad una curva del poco distante circuito di Spa-Francorchamps, i corridori si arrampicheranno sulla Côte de Stockeu, appena 1100 metri, ma ad una media dell'8.3%. Il GPM sarà collocato a 14 km e mezzo dal traguardo, offrendo un'altra possibile chance di attacco.
Dopo una breve picchiata per tornare a Stavelot, mancheranno poco meno di 6 km di pianura per approcciare l'ultima erta del giorno, la Côte de Burnenville. Si tratta di 2 km al 6%, che, a dispetto di un breve passaggio al 10% a circa 400 metri dalla vetta, rappresenteranno uno degli ostacoli meno selettivi di giornata, dati alla mano. E se è vero che la fatica accumulata potrà rendere quest'ultima difficoltà più ardua di quanto i numeri suggeriscano, è comunque probabile che, per scavare differenze importanti, occorra muoversi su un'ascesa precedente. La frazione relativamente agevole dell'indomani, in questo senso, potrebbe incentivare all'azione.
TRAGUARDO VOLANTE: Comblain-au-Pont (106 m, Km 139.5)
GPM: Côte de Fraiture (4° Categoria, 242 m, 2.1 Km al 6.5%, Km 143.5), Côte de Chambralles (4° Categoria, 259 m, 1.9 Km al 7.1%, Km 150.5), Côte de Kin (3° Categoria, 313 m, 2.3 Km al 7.3%, Km 158.5), Col de Targnon (2° Categoria, 509 m, 2.9 Km al 9.8%, Km 174.5), Col du Rosier (3° Categoria, 531 m, 4.1 Km al 4.9%, Km 186.5), Côte de Ster (3° Categoria, 456 m, 2.6 Km al 7.9%, Km 200.5), Côte de Wanne (3° Categoria, 478 m, 2.4 Km al 7.4%, Km 215), Côte de Stockeu (4° Categoria, 382 m, 1.1 Km al 8.3%, Km 221.5), Côte de Burnenville (4° Categoria, 458 m, 2 Km al 6%, Km 230)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Dinant (99 m, Km 76.5), Stoumont (335 m, Km 178)

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7a tappa: Bastogne (Bel) > Nancy 186 km
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Stretta fra le due insidiose giornate da uomini del Nord e un'infilata di frazioni cruciali per la classifica generale, la settima tappa strizzerà l'occhio ai velocisti. Per la partenza si rimarrà in Belgio, spostandosi da Malmédy a Bastogne, per poi muovere verso il confine meridionale del paese. I chilometri da percorrere fuori dal territorio francese saranno circa 55, su un terreno nervoso che non offrirà comunque ascese degne di un Gran Premio della Montagna.
I primi punti per la maglia a pois verranno messi in palio proprio subito dopo la frontiera, salendo verso i 379 metri di quota della Côte de Longwy (km 57.5), 1600 metri al 5.9% di pendenza media. Appena il tempo di completare la discesa e già si tornerà a pedalare all'insù, affrontando i 2.1 km della Côte de la Croisette (km 64), ad una media del 4.9%.
L'uno-due di asperità non dovrebbe comunque alterare il copione della tappa, se non altro perché per altri 60 km non si vedrà traccia di serie difficoltà altimetriche. Nella fase centrale di tappa, al km 100.5, verrà superato il punto di rifornimento fisso di Briey, mentre al km 125.5 sarà la volta del traguardo volante giornaliero, in quel di Ars-sur-Moselle. Poco dopo, la Côte de Béliers (km 130.5), con i suoi 2.5 km al 6.5% di pendenza, rappresenterà l'ultima reale asperità di giornata, comunque troppo lontana dall'arrivo per ipotizzare azioni pericolose.
Terminata la discesa, i corridori troveranno forse il tratto più facile dell'intero tracciato, con oltre 50 km quasi privi di saliscendi. Difficilmente le squadre degli sprinter si faranno sfuggire una chance che sarà l'ultima fino a seconda settimana inoltrata, e il rettilineo finale, lungo più di un chilometro, dovrebbe agevolare il lavoro dei treni. Probabile un finale ad altissima velocità con protagonisti tutti i big delle volate, in una giornata che verrà vissuta nell'attesa delle prime vere montagne.
TRAGUARDO VOLANTE: Ars-sur-Moselle (184 m, Km 125.5)
GPM: Côte de Longwy (4a Categoria, 379 m, 1.6 Km al 5.9%, Km 57.5), Côte de la Croisette (4a Categoria, 357 m, 2.1 Km al 4.9%, Km 64), Côte de Béliers (4a Categoria, 330 m, 2.5 Km al 6.5%, Km 130.5)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Briey (213 m, Km 100.5)

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8a tappa: Épinal > La Planche des Belles Filles 196.5 km
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Ecco, all'inizio del secondo week-end di gara, il primo impatto con le montagne, e non si tratterà di un semplice antipasto. Dopo quattro anni, il Tour tornerà a far visita ai Vosgi, e lo farà proponendo un arrivo inedito al termine della frazione con più Gran Premi della Montagna della Grande Boucle 2016: ben dodici, suddivisi in tre di 1a Categoria, quattro di 2a e cinque di 3a.
La bandierà si abbasserà ad Épinal, e proprio in partenza, per i primi 15 km, i corridori incontreranno l'unico lungo tratto pianeggiante di giornata. Giunti ad Éloyes, la Côte du Haut de Celle offrirà il primo assaggio di salita, con 3.9 km al 7.6% di pendenza media che potrebbero rappresentare un eccellente trampolino di lancio per la fuga della prima ora e forniranno subito un'ottima occasione di rodaggio per le gambe degli atleti, proponendo un passaggio al 13%. Raggiunta la cima al km 19, al km 23 sarà già ora di riprendere a salire, appena ultimata la discesa, per raggiungere la Côte de Bonne Fontaine, leggermente più lunga (4.8 km) ma molto meno pendente (4.6% la media) rispetto alla precedente.
Esaurita la discesa, il tracciato permetterà al gruppo di riorganizzarsi, proponendo una decina di chilometri agevoli, prima di tornare a colpire duro con un'infilata di quattro ascese quasi senza soluzione di continuità. Si comincerà con la breve (1800 metri) ma aspra (8.4% la pendenza media, 12% la massima) Côte de la Mauseleaine, posta al km 43; si proseguirà quindi con il Col de Grosse Pierre - 3 km e 100 metri al 6.3% -, al km 48.5, e con il Col du Brabant - 3.9 km al 6.9% -, al km 58.5. La sequenza si esaurirà infine con il Col de Bramont, al km 58.5, dopo 3200 metri al 7.1%, con punte del 12%. I sette chilometri in picchiata che seguiranno faranno da preludio a 14 km pianeggianti, durante i quali occorrerà recuperare le forze prima di affrontare la temibile Côte de la Vue des Alpes (km 95.5), di fatto coincidente con i primi 4.2 km del versante più aspro del Grand Ballon, nei quali la pendenza media si assesterà all'8.4%, con massima del 13% e diversi passaggi in doppia cifra. Quanto mai opportuno, perciò, il rifornimento fisso collocato in fondo alla picchiata, a Moosch (km 101.5), cui seguirà un'altra manciata di chilometri piatti. A Bitschwiller-lès-Thann sarà tuttavia già ora di riprendere a scalare, puntando al Col du Hundsruck, con i suoi 6 km al 6.5%, che riserverà le rampe più ardue, fino all'11%, per il tratto conclusivo.
La discesa porterà fino a Masevaux, dove inizierà un insidioso tratto di falospiano tendente a salire che durerà per 11 km circa. A 65 km dal termine, quindi, sarà il momento di approcciare l'ascesa che segnerà forse l'ingresso nelle battute decisive della tappa: il Ballon d'Alsace, che porterà per la prima volta i corridori oltre i 1000 metri di quota, con i suoi 11.1 km al 5.8% di pendenza media. La sezione più impegnativa della salita, che pur non offre rampe proibitive, saranno i primi 7.7 km, caratterizzati da una media del 7%. Raggiunto il GPM, ai -53.5 dall'arrivo, una decina di chilometri di discesa porteranno il gruppo a Saint-Maurice-sur-Moselle, dove avrà inizio un breve tratto pianeggiante comprendente anche il traguardo volante di Fresse-sur-Moselle (km 156). La decima e terzultima salita, il Col des Croix, comincerà a 39 km dal traguardo, e sarà ben più agevole della precedente: 3400 metri al 5.5% di media, praticamente priva di rampe oltre l'8%. A 5 km di discesa vera e propria seguirà seguiranno 3 km e mezzo di lieve pendenza ancora favorevole, prima di un tratto di 6 km circa di difficile interpretazione per eventuali attaccanti, in falsopiano a salire via via più marcato. Sarà di fatto questo l'antipasto della penultima ascesa, quella sulla quale i corridori troveranno le pendenze più ardue: il Col des Chevrères, appena 3 km e 600 metri di scalata, ma ad una pendenza media del 9.4%. La massima sarà del 15%, inserita in un tratto di circa un chilometro e mezzo in cui non si scenderà quasi mai al di sotto del 10%.
Il Gran Premio della Montagna disterà soltanto 17 km dalla conclusione, facendo dello Chevrères un trampolino di lancio ottimale per qualche coraggioso. La discesa, più lunga ma meno pendente, terminerà ad appena 9 km dalla conclusione: i primi due e mezzo in leggero falsopiano a salire, gli ultimi 6.4 ancora in salita, per raggiungere il primo arrivo in quota della Grande Boucle 2016. Teatro sarà l'inedita Planche des Belles Filles, la cui pendenza media (7.9%) rende già l'idea della notevole difficoltà, accresciuta tuttavia da punte del 13% nella prima parte e addirittura del 20% per un breve tratto a ridosso del traguardo, oltre a diversi passaggi in doppia cifra lungo l'ascesa. La classifica generale, forgiata nei primi sette giorni su percorsi da gare di un giorno e dalla cronosquadre, verrà con ogni probabilità riscritta da questo brusco impatto con le montagne.
TRAGUARDO VOLANTE: Fresse-sur-Moselle (506 m, Km 156)
GPM: Côte du Haut de Celle (2a Categoria, 677 m, 3.9 Km al 7.6%, Km 19), Côte de Bonne Fontaine (3a Categoria, 678 m, 4.8 Km al 4.6%, Km 28), Côte de la Mauselaine (3a Categoria, 828 m, 1.8 Km al 8.4%, Km 43), Col de Grosse Pierre (3a Categoria, 957 m, 3.1 Km al 6.3%, Km 48.5), Col du Brabant (2a Categoria, 901 m, 3.9 Km al 6.9%, Km 58.5), Col de Bramont (3a Categoria, 962 m, 3.2 Km al 7.1%, Km 70), Côte de la Vue des Alpes (2a Categoria, 761 m, 4.2 Km al 8.4%, Km 95.5), Col du Hundsruck (2a Categoria, 745 m, 6 Km al 6.5%, Km 112), Le Ballon d'Alsace (1a Categoria, 1167 m, 11.1 Km al 5.8%, Km 143), Col des Croix (3a Categoria, 683 m, 3.4 Km al 5.5%, Km 161), Col des Chevrères (1a Categoria, 918 m, 3.6 Km al 9.4%, Km 179.5), La Planche des Belles Filles (1a Categoria, 1023 m, 6.4 Km al 7.9%, Arrivo)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Moosch (393 m, Km 101.5)

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9a tappa: Montbéliard > La Chaux-de-Fonds (Sui) 179 km
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Alla vigilia del primo giorno di riposo, ecco il secondo ed ultimo sconfinamento del Tour 2016. A ricevere la carovana gialla sarà questa volta la Svizzera, nel cui territorio si svolgerà larga parte di questa nona frazione. Si tratterà di un'altra tappa caratterizzata da una scorpacciata di GPM: ben otto (due di 1a categoria, tre di 2a categoria e tre di 3a categoria), che portano a venti il totale del secondo week-end di corsa.
La partenza sarà collocata a Montbéliard, da cui si muoverà in direzione Est verso il confine elvetico. La frontiera verrà varcata poco dopo l'abitato di Delle, ad una ventina di chilometri dal via, entrando in Svizzera in quel di Boncourt. Il tutto avverrà nell'unica lunga sezione pianeggiante del percorso, che si esaurirà dopo 38 km, quando si inizierà a salire verso il Col de la Croix (km 42), prima asperità di giornata. Si tratterà di un approccio relativamente morbido, con 4 km di salita al 6.7%, anche se il dato relativo alla pendenza media viene alleggerito da un tratto in falsopiano nella parte centrale, che compensa alcuni passaggi in doppia cifra. Subito dopo la discesa toccherà già alla seconda salita, la più impegnativa Côte de la Caquerelle (km 53), 6 km all'insù ad una media del 6.5%, con i tratti più duri (intorno al 10-11%) nella parte iniziale.
Più agevole la terza asperità, la Côte de Souboz (km 70.5), con 5 km al 6.3%, piuttosto regolare, che i corridori approcceranno dopo una discesa e un tratto pianeggiante di circa 8 km. Al terzo Gran Premio della Montagna seguirà un tratto in quota di circa 3 km, prima di giungere alla discesa, che terminerà di fatto in corrispondenza del primo ed unico punto di rifornimento di giornata, a Moutier (km 80.5). Superato questo, si salirà leggermente per circa 5 km, fino a Court, dove darà l'assalto all'ascesa più dura di giornata: il Col du Grenchenberg, salita di 8 km e 700 metri al 7.8% di pendenza media, con i primi 5.2 km al 10.4% e rampe fino al 15%. Più agevole la seconda parte, che porterà al GPM, posto al km 94.5. Un'andatura sostenuta su questa ascesa potrebbe essere sufficiente a far saltare per aria il gruppo, anche se gli 84.5 km che separano la cima dal traguardo potrebbero scoraggiare azioni di questo genere.
La lunga discesa si esaurirà a Grenchen, dove sarà posto il traguardo volante di giornata (km 107.5). Quasi in contemporanea si riprenderà a salire, per raggiungere il Gran Premio della Montagna di 3a categoria della Côte de Romont (km 111.5), ascesa di 3800 metri al 6.2% di pendenza media. Per trovare la discesa occorrerà attendere circa 6 km, da percorrere in quota, intorno ai 700 metri d'altitudine; non appena terminata la breve picchiata, sarà già ora della sesta scalata del giorno, in direzione della Côte de Lamboing (km 129.5). Si tratterà della salita meno pendente di giornata, con un 4.2% medio sugli 8 km e mezzo della salita. Dopo una breve e altrettanto dolce discesa, seguita da qualche chilometro di pianura, sarà quindi ora di entrare nella fase più calda del percorso. A poco meno di 43 km dal termine, infatti, ci si inerpicherà sulle prime rampe del Col du Chasseral, seconda ed ultima salita di 1a categoria in programma. Le rampe più dure, con ripetuti picchi al 12-13%, saranno concentrate nella seconda metà, con gli ultimi 4 km all'8.9% medio. In vetta mancheranno 34 km e mezzo all'arrivo, con pochissimi scampoli di pianura residui. Già la discesa traghetterà la corsa fino ai -21, e dopo poco più di 4 km di fondovalle si riprenderà subito a salire per l'ultima volta. L'asperità conclusiva sarà il Col de la Vue-des-Alpes, che rispetto alla omonima côte del giorno precedente presenterà un chilometraggio più corposo (7.8 km), ma una pendenza media minore (6.5%), frutto di un andamento piuttosto regolare al 7-8%, dopo un avvio lievemente più morbido. La cima disterà appena 8 km e mezzo dal traguardo, e soltanto all'altezza della flame rouge si tornerà a pedalare in pianura. Il terreno per l'azione non mancherà, e il giorno di riposo previsto per l'indomani potrebbe fare da ulteriore incentivo alla battaglia.
TRAGUARDO VOLANTE: Grenchen (503 m, Km 107.5)
GPM: Col de la Croix (3a Categoria, 779 m, 4 Km al 6.7%, Km 42), Côte de la Caquerelle (2a Categoria, 829 m, 6 Km al 6.5%, Km 53), Côte de Souboz (2a Categoria, 879 m, 5 Km al 6.3%, Km 70.5), Col du Grenchenberg (1a Categoria, 1355 m, 8.7 Km al 7.8%, Km 94.5), Côte de Romont (3a Categoria, 740 m, 3.8 Km al 6.2%, Km 111.5), Côte de Lamboing (3a Categoria, 894 m, 8.5 Km al 4.2%, Km 129.5), Col du Chasseral (1a Categoria, 1495 m, 8.1 Km al 7.5%, Km 144.5), Col de la Vue-des-Alpes (2a Categoria, 1278 m, 7.8 Km al 6.5%, Km 170.5)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Moutier (538 m, Km 80.5)

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Giorno di riposo

10a tappa: ITT Le Bourget-du-Lac > Aix-les-Bains 51.5 km
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Il ritorno alle due maxi-cronometro, annunciato mesi prima della presentazione, è già uno dei punti più discussi del tracciato della Grande Boucle 2016, e proprio nella decima tappa, l'indomani del primo giorno di riposo, andrà in scena il primo atto di questo ritorno al passato. Dei 110.5 km di cronometro individuale annunciati, 51.5 arriveranno proprio il 12 luglio, su un tracciato che si snoderà quasi interamente sulle sponde del Lac de Bourget.
La rampa di partenza sarà collocata a Le Bourget-du-Lac, e proprio subito dopo il via i corridori incontreranno la fase più critica del percorso, sia dal punto di vista altimetrico, sia dal punto di vista della distribuzione dello sforzo. Dopo appena 1100 metri, infatti, si inizierà la salita verso la Côte de Gratte-Loup, unico Gran Premio della Montagna in programma. Si tratta di un'ascesa di 2a categoria, con i suoi 6.7 km al 5.9% di pendenza media; a renderla particolarmente indigesta, specie in una prova a cronometro, sarà però il suo andamento estremamente irregolare, fitto di bruschi passaggi da rampe oltre il 10% a tratti in falsopiano o addirittura in contropendenza. Trovare il ritmo sarà impresa complicata per tutti, e in tal senso non aiuteranno nemmeno le battute successive: 3 km abbondanti di discesa, altri 3 circa di salita lieve fino al primo rilevamento intermedio, a Ontex (km 14.5), poi altri 8 di discesa a scalini. Prima del km 22, in sostanza, sarà pressoché impossibile assestarsi su un ritmo definito.
La seconda parte di prova sarà invece ben più favorevole agli specialisti, che dovranno tuttavia fare i conti con quanto speso su un terreno a loro non favorevole. Al km 23.5 si transiterà dal punto di rifornimento fisso di Portout, per poi descrivere una sorta di U sui bordi del lago, toccando il secondo intermedio a Groisin Sud e iniziando a puntare su Aix-les-Bains. Alle porte della località d'arrivo si giungerà intorno al quarantesimo chilometro, ma prima di porre fine alle fatiche dei corridori si imboccherà una deviazione verso Grésy-sur-Aix, transitando dall'ultimo punto di rilevamento cronometrico, a Le Champ Blanc (km 43.5), e incontrando qualche leggero saliscendi. Infine, sarà davvero il momento di puntare verso il cuore di Aix-les-Bains e di mettere gli occhi sul cronometro per quantificare le conseguenze di una delle frazioni più attese e decisive del 103° Tour de France.
GPM: Côte de Gratte-Loup (2° Categoria, 631 m, 6.7 Km al 5.9%, Km 8)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Portout (240 m, Km 23.5)
RILEVAMENTI INTERMEDI: Ontex (610 m, Km 14.5), Groisin Sud (270 m, Km 28), Le Champ Blanc (295 m, Km 43.5)

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11a tappa: Aix-les-Bains > Grenoble 180.5 km
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Posta esattamente a centro Tour, ecco la prima tappa alpina. I metri di dislivello complessivi saranno oltre 5000, ma considerando la distanza dell'ultimo colle dal traguardo, di poco inferiore ai 30 km, chi vorrà guadagnare in misura significativa dovrà armarsi di coraggio e far corsa dura sin da principio, secondo una delle linee guida principali che hanno dettato la tracciatura della Grande Boucle 2016.
Ai corridori verrà risparmiato del tutto il trasferimento, ripartendo ancora da Aix-les-Bains. Una notizia positiva il cui rovescio della medaglia risulterà però subito evidente, poiché la collocazione del via offrirà l'occasione per una partenza all'insù: praticamente in corrispondenza dell'abbassamento della bandiera si comincerà infatti a salire verso il primo dei sei Gran Premi della Montagna in programma, il leggendario Mont Revard. La battaglia per entrare in fuga sarà indubbiamente feroce, e il ritmo alto che potrebbe conseguirne potrebbe costare caro a chi dovesse avere difficoltà ad entrare in gara. L'ascesa misurerà 18 km e mezzo, per una pendenza media del 6.3%, con punte dell'11%. La lunga discesa porterà a Chambéry, dove avrà inizio quello che, con i suoi 14 km, sarà il più lungo tratto pianeggiante di giornata. Durante questo passaggio della corsa si incontrerà il traguardo volante di Les Marches (km 50), poco prima di riprendere a scalare. Il secondo colle in programma sarà il più pendente di giornata, il Col du Granier (km 64.5), che con i suoi 10.1 km all'8.6% di pendenza media, con lunghe porzioni all'11-12%, rappresenta una delle salite non-Hors Catégorie più dure di Francia.
Come spesso avvenuto in passato, il Granier rappresenterà il primo atto del trittico di salite più classiche del gruppo della Chartreuse, seguito - subito dopo la conclusione della discesa, lunga poco meno di 10 km - dal Col du Cucheron. L'ascesa, dura soprattutto nella prima metà, dove si trovano passaggi fino all'11%, misura in tutto 7 km e 200 metri, per una pendenza media del 6.9%. In vetta mancheranno 99 km al traguardo, i primi quattro e spiccioli dei quali in discesa. In fondo alla breve picchiata si incontrerà il punto di rifornimento fisso di La Diat (km 85.5), subito prima di iniziare ad arrampicarsi verso il Col de Porte (km 94.5), quarta asperità del giorno. La terza ascesa in rapida successione sarà anche la meno impegnativa, pur offrendo numeri più che rispettabili come i 7.9 km di lunghezza e il 6.5% di media, frutto di un andamento piuttosto regolare.
In cima, con ancora 86 km da percorrere, si inizierà una lunga discesa, per piombare una prima volta su Grenoble, senza transitare dal traguardo poco prima dei 110 km di corsa. La traversata della città impegnerà circa 6 km e sarà completamente pianeggiante, ma già dalla periferia cominceranno le prime rampe che porteranno al Col de l'Arbe (km 124.5), ascesa di 8 km e 800 metri al 6.4% di pendenza media, con le uniche rampe impegnative (intorno al 10-11%) nell'ultimo chilometro prima del Gran Premio della Montagna. La discesa susseguente sarà brevissima, di appena 3 km e mezzo, prima di uno strappo di 1600 metri non classificato, al 6.5%, che spezzerà il ritmo. Superata questa asperità minore, i corridori potranno tornare a rifiatare per circa 4 km, i primi due e mezzo in discesa e i rimanenti in pianura, prima di dare l'assalto alla salita regina di giornata. Si tratta della scalata di Chamrousse, prima vetta Hors Catégorie del Tour 2016 con i suoi 17.4 km al 7.5%. A rendere particolarmente impegnativa la salita sarà la sua asfissiante regolarità, con punte non proibitive (11% la pendenza massima, dopo circa 5 km) ma neppure un frangente per recuperare. Chi dovesse andare in difficoltà, dunque, non avrà neppure un momento per rifiatare fino a 29 km e mezzo dal traguardo, dove sarà posto il GPM.
Il troncone principale della discesa durerà poco meno di 18 km, prima di un tratto pianeggiante di circa 2 km e mezzo. La strada tornerà quindi a scendere fino ai 1800 metri finali, di nuovo in pianura. Lo spazio per organizzare un inseguimento e far valere un'eventuale superiorità numerica rispetto agli attaccanti, insomma, non sarà molto, ed è difficile pensare che sotto lo striscione d'arrivo possa presentarsi un gruppo nutrito.
TRAGUARDO VOLANTE: Les Marches (312 m, Km 50)
GPM: Mont Revard (1a Categoria, 1456 m, 18.5 Km al 6.3%, Km 18.5), Col du Granier (1a Categoria, 1139 m, 10.1 Km al 8.6%, Km 64.5), Col du Cucheron (2a Categoria, 1133 m, 7.2 Km al 6.9%, Km 81.5), Col de Porte (2a Categoria, 1318 m, 7.9 Km al 6.5%, Km 94.5), Col de l'Arbe (2a Categoria, 779 m, 8.8 Km al 6.4%, Km 124.5), Chamrousse (Hors Catégorie, 1718 m, 17.4 Km al 7.5%, Km 151)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: La Diat (807 m, Km 85.5)

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12a tappa: La Mure > Pra Loup 250.5 km
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Arriverà al dodicesimo giorno la tappa più lunga del Tour, che coinciderà con la frazione dal maggior dislivello complessivo (circa 6300 metri), oltre che con la giornata del 14 luglio, festa nazionale francese. 8 i Gran Premi della Montagna in programma, in una frazione che chiamerà più che mai all'attacco prima della salita finale, la più facile tra le ultime quattro.
La partenza sarà fissata a La Mure, e sarà sostanzialmente in discesa, prima di approcciare, dopo appena 4 km, la prima asperità di giornata. Si tratta della breve Côte des Terrasses, 3500 metri al 6% che potrebbero servire a lanciare un tentativo di fuga. Probabile comunque che la bagarre per promuovere l'azione buona prosegua anche nel tratto di leggeri saliscendi che seguirà immediatamente il GPM, e che dopo una quarantina di chilometri sfocerà in un falsopiano a salire. Quest'ultimo si tramuterà a sua volta, dopo una dozzina di chilometri, in un'ascesa più marcata, che al km 57.5 di gara porterà al Gran Premio della Montagna del Col de Manse, complessivamente 5 km al 4% di pendenza media. Dopo aver raggiunto in discesa La Rochette, anziché seguire la strada verso Gap, resa nota nel 2003 dalla caduta di Joseba Beloki e dal taglio per i prati di Lance Armstrong, si proseguirà sulla D14, raggiungendo La Bâtie-Neuve, per poi procedere su strada pianeggiante fino a Chorges. Qui inizierà la terza asperità di giornata, la Côte de Saint-Apollinaire (km 81.5), 7 km e mezzo di scalata al 5.5% di pendenza media, con qualche rampa più impegnativa - intorno al 9% - solo nella parte centrale. La tortuosa discesa porterà sulle rive del Lac de Serre-Ponçon, oltre il quale, a Savines-le-Lac, si incontrerà il primo punto di rifornimento fisso (km 90.5). Poco dopo l'attraversamento dell'abitato si ricomincerà subito a salire, lungo i 6 km e 900 metri al 7.1% del Col de Pontis (km 99). Il versante affrontato sarà il meno selettivo dei due, ma rappresenterà comunque l'ascesa più impegnativa della prima parte di tappa, nonché un ottimo riscaldamento in vista delle quattro salite in fila che segneranno la seconda metà del tracciato.
La successiva discesa, ripida e tortuosa, specialmente nel tratto finale, terminerà dopo circa 105 km di gara. Da lì, per circa 25 km, la strada tenderà quasi sempre a salire, in falsopiano, incontrando nel mentre anche il traguardo volante di giornata, a Les Thuiles (km 125.5). La strada scenderà quindi per circa un chilometro e mezzo, prima che, a 120 km dalla conclusione, lo scenario cambi completamente, entrando in una fase indubbiamente cruciale per la tappa, e forse per l'intero Tour. Quattro le salite in programma di qui al traguardo, per un dislivello vicino ai 4000 metri, a cominciare dai circa 1100 del Col d'Allos, prima salita di 1a categoria in programma, nonché primo colle oltre i 2000 metri della Grande Boucle. I 17.6 al 6.3% di pendenza media del colle termineranno a 102 km e mezzo dalla conclusione, ma - vista la quasi totale assenza di tratti pianeggianti per il resto della frazione - una squadra ben attrezzata potrebbe iniziare già qui ad orchestrare un'offensiva. La lunga discesa sarà tecnica e piuttosto ripida soltanto nei primi chilometri, per poi digradare via via in un falsopiano fino a Colmars, dove sarà collocato il secondo punto di rifornimento (km 169.5). Sempre a Colmars si approccerà la seconda salita over 2000, il Col des Champs, di ritorno al Tour de France a 41 anni dall'ultima apparizione, datata 1975, quando venne affrontata - in senso opposto - nella frazione che terminò proprio a Pra Loup e vide il trionfo di Bernard Thévénet. La salita misurerà 11 km e 900 metri, per una pendenza media del 7%, abbassata però dagli ultimi 1400 metri sostanzialmente in falsopiano (7.7% la pendenza media sui primi 10.5 km). In vetta, ci si troverà al km 182.5, ai -68 dall'arrivo.
Una discesa non semplice porterà fino a Saint-Martin-d'Entraunes, dove, senza soluzione di continuità, inizierà già la penultima salita di giornata. Si tratterà del Col de la Cayolle, ascesa anch'essa rispolverata dal Tour de France dopo lunghissimo tempo (1973 la data dell'ultima scalata), affrontata per la quarta volta in tutto, e quest'anno impreziosita anche dal Souvenir Henri Desgrange. Il colle misura in tutto 20.3 km, per un 6.3% di pendenza media, ma anche in questo caso i dati rendono solo parzialmente merito alla difficoltà della salita. Escludendo i primi 6 km circa, tutti molto pedalabili, infatti, i restanti 14.2 km offrono una media del 7.3%, con andamento molto regolare (11% la pendenza massima, toccata peraltro solo in un breve tratto). Chi vorrà scavare solchi significativi in questa frazione non potrà attendere oltre, vista la relativa semplicità dell'ascesa finale, e i 32 km appena che separano la cima della Cayolle dal traguardo ne faranno un trampolino ideale.
Un aspetto critico per eventuali attaccanti potrebbe essere rappresentato dalla successiva discesa, molto lunga ma ben poco tecnica. Soltanto i primi 5 km circa, infatti, offriranno pendenze comparabili a quelle del versante affrontato in salita, per poi lasciare spazio ad un lungo tratto estremamente pedalabile, nel quale la presenza e la disponibilità alla collaborazione di compagni d'avventura potrebbe giocare un ruolo essenziale.
Lo scenario cambierà quindi di nuovo - per l'ultima volta - a 6 km e mezzo dalla conclusione, quando verrà approcciata la salita finale verso Pra Loup. La pendenza media dei 6.5 km finali sarà del 6.3%, che potrà risultare davvero selettiva soltanto in coda ad una tappa corsa con aggressività. In questo senso, potrebbe aiutare la frazione non certo spaventosa in programma per l'indomani, dove potranno tornare finalmente in scena i velocisti.
TRAGUARDO VOLANTE: Les Thuiles (1102 m, Km 125.5)
GPM: Côte des Terrasses (3a Categoria, 836 m, 3.5 Km al 6%, Km 7.5), Col de Manse (4a Categoria, 1273 m, 5 Km al 4%, Km 57.5), Côte de Saint-Apollinaire (2a Categoria, 1281 m, 7.5 Km al 5.5%, Km 81.5), Col de Pontis (2a Categoria, 1293 m, 6.9 Km al 7.1%, Km 99), Col d'Allos (1a Categoria, 2239 m, 17.6 Km al 6.3%, Km 148), Col des Champs (1a Categoria, 2098 m, 11.9 Km al 7%, Km 182), Col de la Cayolle (Hors Catégorie, 2320 m, 20.3 Km al 6.3%, Km 218.5), Pra Loup (2a Categoria, 1611 m, 6.5 Km al 6.3%, Arrivo)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Savines-le-Lac (784 m, Km 90.5), Colmars (1284 m, Km 169.5)

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13a tappa: Digne-les-Bains > Arles 199.5 km
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Dopo la scorpacciata di salite fra Vosgi e Alpi, inframezzata dalla prima cronometro, si tornerà in pianura per la 13a tappa, che pure prenderà il via ancora in mezzo ai monti. La bandiera si abbasserà infatti a Digne-les-Bains, ed è facile immaginare una media altissima per la prima mezzora di corsa. I primi 25 km circa, solitamente deputati a sciogliere la battaglia per entrare nella fuga di giornata, saranno infatti percorsi su una strada sempre leggermente tendente a scendere, che si esaurirà di fatto proprio in corrispondenza dell'inizio della prima asperità della frazione. Nulla che possa spaventare il gruppo, in ogni caso, specie dopo quanto sperimentato nei giorni precedenti: la Côte de Mallefougasse-Augès (km 35.5), infatti, lambirà sì i 10 km di lunghezza (9.9, per l'esattezza), ma presenterà una pendenza media del 3.2%, senza di fatto mai superare il 6%.
Alla salita non seguirà una discesa, bensì una ventina di chilometri in quota, prima pianeggianti, poi animati da qualche saliscendi.
Dopo 57 km inizierà quindi un lungo tratto di falsopiano a salire, lungo circa 11 km. Dopo qualche ulteriore saliscendi, che porterà la corsa a sfiorare i 1000 metri di quota, sarà la volta di un lungo tratto di falsopiano discendente (circa 20 km), interrotto in sostanza solo da un assaggio di pianura durante il quale, a Sault, si transiterà dal punto di rifornimento fisso (km 92). Poco oltre, al km 96, sarà quindi il momento di approcciare la seconda ed ultima salita di giornata, il Col de Notre Dame des Abeilles (km 104). L'ascesa sarà più breve rispetto alla prima (8.1 km) ma più pendente (3.7% la media), ma soprattutto più irregolare, alternando passaggi anche al 10% a tratti di respiro o addirittura pianeggianti. Dalla vetta si scenderà per circa 10 km, prima di intraprendere una sezione di falsopiano discendente che sfocerà ben presto in pianura vera e propria. Di fatto, le squadre degli sprinter avranno a disposizione circa 85 km per annullare le azioni nate fino a quel momento.
A Carpentras, al traguardo volante (km 133.5), i velocisti potranno aver modo di incamerare già qualche punto per la maglia verde, compatibilmente con le dimensioni della fuga. Quindi, marciando verso Sud-Ovest, si varcherà il fiume Durance, per poi piombare sulle sponde del Rodano, ad Arles, per quello che sarà probabilmente l'unico sprint canonico della seconda settimana di Tour. Punto chiave del finale potrebbe essere l'ultima curva, posta a soli 400 metri dal traguardo, che potrebbe scombinare il lavoro dei treni, rendendo meno semplice l'organizzazione dello sprint.
TRAGUARDO VOLANTE: Carpentas (88 m, Km 133.5)
GPM: Côte de Mallefougasse-Augès (3a Categoria, 718 m, 9.9 Km al 3.2%, Km 35.5), Col de Notre Dame des Abeilles (3a Categoria, 983 m, 8.1 Km al 3.7%, Km 104)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Sault (771 m, Km 92)

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14a tappa: Arles > Frontignan 220.5 km
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Sarà una delle tappe di più difficile interpretazione la quattordicesima, 220 km e mezzo tra Arles e Frontignan. Tre anni dopo l'esperimento delle strade bianche della Bretagna, lo sterrato tornerà sulle strade del Tour de France, questa volta su un tracciato molto più nervoso, con 5 GPM, sia pur non proibitivi. In tutto, i chilometri fuori dall'asfalto saranno ben 48.2, per una frazione che assomiglierà ad una sorta di Eroica francese.
La partenza sarà sempre ad Arles, senza trasferimento, e per i primi 65 km circa il percorso si manterrà lungo la costa, seguendo anche, tra La Grande Motte e Soulignac, un tratto di strada nel quale si pedalerà tra il mare e l'Étang de l'Or. Sarà allora che si abbandonerà il litorale per puntare verso l'entroterra, transitando dalla periferia di Montpellier e iniziando a sperimentare i primi saliscendi di un percorso fino a quel momento quasi completamente piatto. Sarà sempre in questa frase che si transiterà dal primo punto di rifornimento fisso di giornata, a Clapiers, dopo 82 km. Bisognerà aspettare però di aver percorso 100 km abbondanti prima di vedere la corsa entrare nel vivo, iniziando a scalare la prima vera asperità di giornata, la Côte de Saint-Paul-et-Valmalle (km 104), il cui avvio sarà seguito a brevissima distanza dall'inizio del primo tratto sterrato di giornata, quello di Le Pastourel. L'ascesa misurerà 2 km e 400 metri, per una pendenza media del 6% (massima dell'8%), mentre il settore di strada bianca, in ottime condizioni, sarà di 3 km e mezzo, fino al km 106.
I successivi 20 km circa saranno un susseguirsi di saliscendi, al termine dei quali si incontreranno - ancora quasi coincidenti - la seconda salita e il secondo tratto sterrato. L'ascesa sarà la Côte de Vendenian (km 130.5), 2 km e mezzo al 5.7% (punta del 9%), mentre il settore bianco, quello di Cardonnet (km 135), misurerà 6.8 km, e comprenderà, oltre alla salita, un tratto pianeggiante che precederà la discesa, in asfalto. La picchiata su Cournonterral terminerà con il secondo ed ultimo rifornimento fisso di giornata (km 142.5), a sua volta quasi immediatamente seguito dal terzo settore sterrato, Cournonterral à Murviel (km 153), un tratto privo di lunghe ascese ma caratterizzato da continui saliscendi, lungo in tutto 9 km e 400 metri. Al termine del settore, nel punto più alto, si comincerà a scendere, fino a raggiungere l'abitato di Pignan. Ancora una volta, subito al termine della discesa, appena attraversato il paese, si riprenderà a pedalare su strada bianca, anche se il settore di Sainte-Cécile (km 162) sarà molto più breve del precedente, con i suoi 2400 metri.
Esaurito il quarto tratto sterrato, si toccherà ancora Cournonterral, per poi proseguire verso Sud-Ovest, raggiungendo il traguardo volante di Cournonsec (km 166). Si continuerà quindi fino a Montbazin e poi a Ovest, fino a circa 58 km dalla conclusione, quando verrà approcciato il primo dei due tratti sterrati più impegnativi di giornata. Sarà il settore di Montbazin à Loupian (km 183), 10 km e 400 metri di strade bianche durante i quali verrà anche scalata la Côte des Combes de Cayla (km 175), 1900 metri al 4.6% di pendenza media, molto pedalabile (punta appena del 6%). La breve discesa sarà questa volta anch'essa sterrata, fattore che obbligherà ad un'attenzione particolare, specie in caso di cattivo tempo. Tornati su strada asfaltata, vi si rimarrà per una decina di chilometri, prima percorrendo un altro breve tratto in discesa, poi in pianura fino all'uscita da Balaruc-le-Vieux. A 27 km dal termine, quindi, si imboccherà il sesto e più lungo tratto di strade bianche di giornata, quello di La Gardiole (km 205.5). Il settore sarà anche il più impegnativo dal punto di vista altimetrico, proponendo in rapida successione, intervallate soltanto da una brevissima discesa, la Côte de Balaruc (km 195.5), 1600 metri al 5.2% di media e massima del 7%, e la Côte de Rabassou (km 199.5), 1.2 km al 5.3%, senza passaggi oltre il 6%. In cima all'ultima salita di giornata, mancheranno 21 km all'arrivo e 6 al termine del settore, i primi due e mezzo in pianura, i successivi in discesa. La picchiata proseguirà ancora per un paio di chilometri, e sarà immediatamente seguita dal primo di tre tratti in rapida successione che rappresenteranno gli ultimi scogli prima del traguardo. Si tratterà del settore di Sainte-Eulalie, 1200 metri, con conclusione a 11 km e mezzo dal termine. Ancor più breve l'ottavo tratto, quello di La Regina (km 210.5), di appena 500 metri, separato dal precedente solo da poche centinaia di metri di asfalto. Infine, dopo un altro paio di chilometri su strada normale, la scorpacciata di strade bianche terminerà con il settore di La Robine, lungo 2 km e 100 metri, da cui si uscirà a soli 6 km dall'arrivo.
Il finale si svilupperà quindi su strade velocissime, con gli ultimi 2800 metri quasi rettilinei, caratterizzati solo da due semicurve che non richiederanno nemmeno di toccare i freni. I nomi dei favoriti potrebbero essere prevedibili, mentre molto meno pronosticabili sono gli effetti che la frazione potrà avere sulla classifica generale.
TRAGUARDO VOLANTE: Cournonsec (54 m, Km 166)
GPM: Côte de Saint-Paul-et-Valmalle (4a Categoria, 278 m, 2.4 Km al 6%, Km 104), Côte de Vendenian (4a Categoria, 263 m, 2.5 Km al 5.7%, Km 130.5), Côte des Combes de Cayla (4a Categoria, 178 m, 1.9 Km al 4.6%, Km 175), Côte de Balaruc (4a Categoria, 130 m, 1.6 Km al 5.2%, Km 195.5), Côte de Rabassou (4a Categoria, 206 m, 1.2 Km al 5.3%, Km 199.5)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Clapiers (51 m, Km 82), Cournonterral (78 m, Km 142.5)
SETTORI DI STERRATO: 1. Le Pastourel (++, 3500 m, Km 106), 2. Cardonnet (+++, 6800 m, Km 135), 3. Cournonterral à Murviel (++++, 9400 m, Km 153), 4. Sainte-Cécile (+++, 2400 m, Km 162), 5. Montbazin à Loupian (++++, 10400 m, Km 183), 6. La Gardiole (+++++, 11900 m, Km 205.5), 7. Sainte-Eulalie (++, 1200 m, Km 209), 8. La Regina (+, 500 m, Km 210.5), 9. La Robine (++, 2100 m, Km 214.5)

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15a tappa: Gignac > Labastide-Rouairoux 224 km
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Sarà dedicata al Massiccio Centrale la terza domenica del Tour, con una lunga frazione caratterizzata da ben nove Gran Premi della Montagna. Circa 4600 i metri di dislivello, per una tappa che non proporrà asperità particolarmente impegnative, ma che farà dell'accumulazione la sua principale difficoltà, peraltro bissando e superando leggermente il chilometraggio già massiccio del giorno precedente.
Poco più di un chilometro dopo la partenza di Gignac, il gruppo incontrerà l'inizio di un falsopiano via via più marcato, che condurrà ai piedi del Col du Vent (km 17), prima ascesa di giornata. Con i suoi 8 km e 900 metri di lunghezza al 5.7% di pendenza media, ad andamento piuttosto regolare, la salita rappresenterà un buon trampolino di lancio per la fuga, nonché l'occasione di scaldarsi in vista degli ostacoli a venire. Bisognerà attendere circa 8 km perché, dopo un po' di falsopiano a scendere, inizi la vera e propria discesa, dopo la quale si pedalerà in pianura per una decina di chilometri. Poco dopo l'abitato di Lodève, quindi, sarà il momento di approcciare la seconda salita, il più breve (5.5 km) ma più aspro (7.1% di media) Col de la Baraque de Bral. In vetta, al km 48, si inizierà una discesa di circa 5 km e mezzo, per poi incontrare una nuova sezione pianeggiante di una decina scarsa di chilometri. La terza asperità di giornata sarà la più semplice, la Côte de la Tour-sur-Orb (km 65), unica ascesa di 4a categoria, con i suoi 2400 metri al 5.6%. Alla brevissima discesa seguirà un nuovo tratto pianeggiante, durante il quale si transiterà anche dal primo punto di rifornimento, a Saint-Gervais-sur-Mare (km 77). Poco dopo si tornerà quindi a salire, affrontando i 6 km e 800 metri del Col de la Croix de Mounis (km 87.5), ad una media del 6.5%, con alcuni passaggi piuttosto impegnativi, intorno al 10%, nella prima parte. Il Gran Premio della Montagna non sarà seguito da discesa, bensì da un breve tratto di falsopiano, di circa 3 km e mezzo, che porterà quindi subito all'attacco del Col de l'Espinouse (km 97), altri 6 km di ascesa al 4.3% di pendenza.
Una dolce ma lunghissima discesa porterà quindi il gruppo fin quasi al traguardo volante di Lamalou-les-Bains, collocato dopo 121.5 km. Dopo qualche chilometro molto veloce, si approccerà quindi la sesta ascesa di giornata, il Col de Plaussenous (km 133), 7.1 km al 6.2% di pendenza. La successiva picchiata sarà quasi speculare alla salita, e immetterà nell'ultimo lungo tratto pianeggiante di giornata, di una dozzina di chilometri, comprendente anche il secondo ed ultimo punto di rifornimento di La Trivalle (km 149.5). Poco dopo l'abitato di Olargues, quindi, a poco meno di 70 km dalla conclusione, la corsa entrerà nel vivo, proponendo le ultime tre asperità quasi senza soluzione di continuità, senza significativi tratti di respiro nel mezzo.
La prima delle tre salite sarà anche la più impegnativa, il Col de Fontfroide (km 168), unico Gran Premio della Montagna di 1a categoria della tappa. L'ascesa misurerà in tutto 12 km e 100 metri, per una pendenza media del 6.4%, e sarà caratterizzata da un andamento piuttosto regolare, con un solo tratto di respiro a circa 3 km e mezzo dalla vetta, subito seguito dalle rampe più aspre, intorno al 9%. In cima mancheranno 56 km al traguardo, i primi quattro dei quali in discesa, prima di dare l'assalto al Col de la Bane, 3 km e 200 metri al 6.8%. La salita, anch'essa molto regolare, terminerà dopo 175 km di gara, ai -49, e lascerà spazio a 7 km circa in quota, prima di lanciarsi finalmente nella lunga discesa che terminerà all'incirca in corrispondenza dello striscione indicante 30 km all'arrivo. Il successivo tratto pianeggiante misurerà circa 5 km, prima dell'imbocco del Col des Thérondels, ultima e decisiva ascesa in programma. Rispetto alle precedenti, l'ultima asperità sarà caratterizzata da un andamento più discontinuo, che alternerà passaggi piuttosto ardui ad altri più pedalabili, riservando le rampe più impegnative, fino al 12%, a circa 1 km dalla vetta. Dalla cima mancheranno appena 15 km alla conclusione, il primo dei quali ancora in falsopiano a salire, prima di un tratto in leggera discesa che si esaurirà ai -11. Dopo circa un chilometro e mezzo di piano, un ultimo tratto all'insù porterà i corridori fino a 8 km e mezzo dal traguardo, sostanzialmente tutti in discesa, prima piuttosto ripida, poi pedalabile nell'ultimo chilometro e mezzo, rendendo molto difficile colmare eventuali distacchi maturati sulle salite precedenti.
TRAGUARDO VOLANTE: Lamalou-les-Bains (197 m, Km 121.5)
GPM: Col du Vent (2a Categoria, 704 m, 8.9 Km al 5.7%, Km 17), Col de la Baraque de Bral (2a Categoria, 596 m, 5.5 Km al 7.1%, Km 48), Côte de la Tour-sur-Orb (4a Categoria, 361 m, 2.4 Km al 5.6%, Km 65), Col de la Croix de Mounis (2a Categoria, 806 m, 6.8 Km al 6.5%, Km 87.5), Col de l'Espinouse (3a Categoria, 1114 m, 6 Km al 4.3%, Km 97), Col de Plaussenous (2a Categoria, 616 m, 7.1 Km al 6.2%, Km 133), Col de Fontfroide (1a Categoria, 967 m, 12.1 Km al 6.4%, Km 168), Col de la Bane (3a Categoria, 998 m, 3.2 Km al 6.8%, Km 175), Col des Thérondels (2a Categoria, 954 m, 10 Km al 6.3%, Km 209)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Saint-Gervais-sur-Mare (318 m, Km 77), La Trivalle (178 m, Km 149.5)

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16a tappa: Carcassonne > Font Romeu (Mollera dels Clots) 190 km
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Dopo una seconda settimana durissima, che a fronte di una sola tappa per velocisti proporrà due frazioni alpine, una di media montagna, una maxi-cronometro e la simil-classica dello sterrato, non arriverà subito il secondo giorno di riposo, bensì il primo dei quattro appuntamenti pirenaici. Si tratterà indubbiamente della più facile delle quattro tappe, e non a caso sarà l'unica classificata come frazione di media montagna, ma l'arrivo in salita e il notevole dislivello complessivo, superiore ai 4000 metri, ne faranno comunque una giornata da approcciare con la massima attenzione.
Per imboccare la prima salita pirenaica del Tour bisognerà attendere circa 70 km, poco dopo Axat, dopo un lungo tratto pianeggiante che verrà probabilmente animato, almeno per buona parte, dal tentativo di sganciare la fuga buona. Una lotta che sarà in questa occasione di cruciale importanza, visto che il percorso si presenta sulla carta molto favorevole alla riuscita di un'azione della prima ora. Il primo assaggio di Pirenei arriverà quindi con il Col de Jau (km 84), salita di 13 km e 300 metri al 6.7% di pendenza media, ascesa che offrirà respiro soltanto per un breve frangente, a 10 km circa dal Gran Premio della Montagna. Per il resto, le rampe si manterranno praticamente sempre al di sopra del 6%, presentando anche punte del 10%.
La discesa, più lunga e meno pendente, misurerà oltre 20 km, terminando poco prima del punto di rifornimento di Prades (km 109). Più o meno in corrispondenza dello stesso inizierà quindi un lungo tratto di falsopiano a salire, probabilmente cruciale per l'esito della fuga, che permetterà di risalire la valle fino all'imbocco del Col de la Llose, seconda ascesa di giornata. Si tratterà della salita più lunga del Tour, con i suoi 24.4 km, anche se assai meno impressionante è il dato relativo alla pendenza media, del 5%. La cifra è in realtà abbassata da un tratto di contropendenza che suddivide il colle in due tronconi: il primo e più agevole di 9.5 km al 4.7%, il secondo di 13.6 km al 6.1%. Proprio questa seconda parte del Col de la Llose potrebbe rappresentare il primo punto chiave della tappa per la corsa dei favoriti, in particolare per via dei lunghi tratti fra il 7 e il 9% che caratterizzano la prima parte del secondo spezzone di ascesa.
In cima, i chilometri percorsi saranno 150 e quelli residui 40: non moltissimi, ma sarà importante in questa fase poter contare su compagni di squadra, visto che la discesa, pur molto lunga, sarà in realtà quasi sempre assimilabile ad un falsopiano, con pendenze che stenteranno a raggiungere il 4% e si assesteranno perlopiù al 2-3%, senza disdegnare qualche tratto sostanzialmente pianeggiante. Sempre durante questa fase di gara si transiterà dal traguardo volante di giornata, posto a Saillagouse dopo 168 km.
Saranno comunque gli ultimi 17 km e mezzo a decidere l'esito della frazione, con una rapida successione di due ascese di 2a categoria. La prima sarà il Col d'Égat, 6.7 km al 6% di pendenza media, più aspro all'inizio e più dolce verso la fine. In vetta ci si troverà a soli 10 km e mezzo dal termine, raggiungendo quindi in leggera discesa l'abitato di Font Romeu. Anziché in centro al paese, a circa 1600 metri di quota, l'arrivo però sarà collocato ben più su, oltre i 2000 metri, a Mollera dels Clots, al termine di una quarta ed ultima salita. L'ascesa conclusiva misurerà 9 km e 100 metri, per una pendenza media del 5.2%. Si tratterà di un'asperità piuttosto regolare, che offrirà le rampe più ardue tra i -7 e i -6, senza comunque superare l'8%. Difficile, pertanto, immaginare distacchi abissali tra i pretendenti al successo finale, anche se l'accumularsi delle fatiche della seconda settimana potrebbe rendere l'ostacolo rappresentato da questa 16a tappa assai più indigesto di quanto i numeri possano suggerire.
TRAGUARDO VOLANTE: Saillagouse (1305 m, Km 168)
GPM: Col de Jau (1a Categoria, 1501 m, 13.3 Km al 6.7%, Km 84), Col de la Llose (1a Categoria, 1862 m, 24.4 Km al 5%, Km 150), Col d'Égat (2a Categoria, 1627 m, 6.7 Km al 6%, Km 179.5), Font Romeu (Mollera dels Clots) (2a Categoria, 2050 m, 9.1 Km al 5.2%, Arrivo)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Prades (347 m, Km 109)

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Giorno di riposo

17a tappa: Bourg-Madame > Bagnères-de-Luchon 247.5 km
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Dopo un giorno di riposo in quota, inizierà con questa 17a tappa il decisivo trittico di alta montagna, che addenserà in tre frazioni ben 18 Gran Premi della Montagna, fra cui ben sei degli otto colli Hors Catégorie previsti dalla Grande Boucle 2016. La prima delle tre tappe sarà le meno impegnativa, anche se il chilometraggio e la collocazione all'indomani di un giorno di riposo la renderà comunque uno snodo critico del Tour.
Il trasferimento durante il riposo sarà pressoché inesistente, e la partenza sarà fissata a Bourg-Madame, appena al di qua del confine franco-spagnolo, che verrà lambito nei primi chilometri. L'avvio sarà in falsopiano ascendente, ma bisognerà attendere circa 10 km per l'inizio della prima salita di giornata, il Col de Puymorens. Si tratterà di un'ascesa lunga ma estremamente pedalabile, con una pendenza media del 4%, che - salvo un paio di brevissimi tratti fino all'8-9% - non supererà quasi mai il 5%. Lo scollinamento sarà al km 26.5, e verrà seguito da una lunghissima discesa - leggermente più ripida rispetto alla salita - che porterà il gruppo fino ad Ax-les-Thermes.
Si entrerà allora in nella fase di quiete della tappa, che vedrà un centinaio di chilometri quasi interamente pianeggianti, interrotti soltanto dal Gran Premio della Montagna di 4a categoria della Côte de Saint-Martin-de-Caralp (km 102), 6 km e 100 metri di salita al 3.6%, sempre molto pedalabile. In questa fase di gara si incontreranno anche i due punti di rifornimento fissi di giornata, a Foix (km 96) e Audressein (km 152.5), con nel mezzo il traguardo volante di Saint-Girons (km 139).
Proprio poco dopo il secondo rifornimento la strada riprenderà quindi a salire leggermente, iniziando ad appesantire le gambe dei corridori prima di affrontare la terza asperità di giornata, il Col de Portet-d'Aspet. Si tratterà di un'ascesa di 5 km e 400 metri appena, alla non trascendentale media del 6.9%, ma negli ultimi 2 km e mezzo prima del GPM, posto al km 170, si annideranno le prime rampe davvero impegnative di giornata, con punte anche del 13%. La discesa, molto ripida nella prima parte, vedrà il passaggio dalla stele dedicata a Fabio Casartelli, scomparso sulla stessa strada nel 1995.
Dopo un breve tratto di fondovalle, sarà il Col des Ares (km 191.5) a costituire il quarto ostacolo del giorno, con i suoi 6.1 km al 4.8%. La scalata, piuttosto irregolare, toccherà comunque solo in un paio di punti pendenze dell'8-9%, e sarà seguita da un'agevole discesa fino ad Antichan-de-Frontignes. Il tratto pianeggiante seguente misurerà circa 4 km, lasciando ben presto spazio ad un falsopiano ascendente che potrebbe giocare un ruolo cruciale per le sorti della tappa, rappresentando una fase decisamente favorevole ad un eventuale inseguimento organizzato del gruppo. La salita si farà via via più marcata con il passare dei chilometri, fino all'imbocco ufficiale dell'ultima ascesa, il Port de Balès. Il primo colle pirenaico Hors Catégorie misurerà 15 km e 200 metri, per una pendenza media del 6.9%, che sale all'8.3% considerando solo gli ultimi 10.3 km. Sarà verosimilmente qui che si accenderà la battaglia tra i pretendenti al successo finale, anche perché i 21 km e mezzo che separeranno il Gran Premio della Montagna dal traguardo saranno quasi tutti in discesa, a tratti anche tecnica. Soltanto negli ultimi 2 km circa, alle porte di Bagnères-de-Luchon, si ritroverà la pianura, dove, verosimilmente, sarà ormai troppo tardi per rimediare ai danni che le salite e il chilometraggio extra-large della frazione avranno provocato.
TRAGUARDO VOLANTE: Saint-Girons (393 m, Km 139)
GPM: Col de Puymorens (2a Categoria, 1928 m, 16.3 Km al 4%%, Km 26.5), Côte de Saint-Martin-de-Caralp (4a Categoria, 601 m, 6.1 Km al 3.6%, Km 102), Col de Portet-d'Aspet (2a Categoria, 1069 m, 5.4 Km al 6.9%, Km 170), Col des Ares (3a Categoria, 799 m, 6.1 Km al 4.8%, Km 191.5), Port de Balès (Hors Catégorie, 1753 m, 15.2 Km al 6.9%, Km 226)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Foix (381 m, Km 96), Audressein (514 m, Km 152.5)

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18a tappa: Bagnères-de-Luchon > Luz Ardiden 124 km
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Il terzo atto pirenaico coinciderà con la tappa in linea più corta del Tour de France, ma non per questo rappresenterà un appuntamento meno significativo in chiave successo finale. Nei 124 km appena della 18a frazione si annideranno infatti quasi 5000 metri di dislivello, frutto di un susseguirsi sostanzialmente ininterrotto di salite e discese, che renderanno teoricamente qualsiasi momento utile per andare all'attacco.
Senza trasferimenti serali, la partenza sarà fissata ancora a Bagnères-de-Luchon, e sarà di fatto ai piedi della prima ascesa di giornata. Si tratterà di una salita inedita, anche se in realtà - per larga parte - si percorreranno strade arcinote ai corridori. La scalata verso Haut de Balestas (km 15) sarà infatti coincidente perlopiù con il classico Col de Peyresourde, raggiunto il quale, però, si proseguirà per un altro chilometro e mezzo, piuttosto pedalabile, fino al Gran Premio della Montagna. La salita misurerà nel complesso 14.7 km, per una pendenza media del 6.5%, riservando i passaggi più aspri dopo 3 km e mezzo - con un brevissimo tratto al 13% - e soprattutto intorno ai 10 km, quando si pedalerà per lunghi tratti al 9-10-11%.
La discesa si esaurirà dopo poco meno di 9 km, per poi lasciare spazio ad un paio di chilometri pianeggianti prima della seconda salita, il Col de Val Louron-Azet (km 33.5). L'ascesa sarà lunga poco più della metà della precedente (7.6 km), ma ben più pendente, con un 7.8% di media e ripetuti e lunghi passaggi in doppia cifra nella prima metà. Dopo la vetta, i corridori incontreranno una discesa molto tecnica, specie nelle battute iniziali, che - interrotta da un breve tratto pianeggiante - misurerà poco meno di 12 km. La pianura, ancora una volta, durerà ben poco, nemmeno 3 km, prima di cedere di nuovo la scena alla salita. Terza asperità sarà La Hourquette d'Ancizan, 9 km e 300 metri all'8% di pendenza media, con un andamento piuttosto irregolare che alternerà passaggi oltre il 10% a tratti di relativo respiro. In vetta mancheranno 67 km alla conclusione, e si inizierà a scendere verso Sainte-Marie-de-Campan, sede del punto di rifornimento fisso di giornata (km 72.5). La discesa, molto lunga, sarà interrotta da un breve tratto di contropendenza, ma sarà resa piuttosto critica dalla sede stradale molto stretta, perlomeno fino al Lac de Payolle, dove le pendenze si affievoliranno considerevolmente.
A poco meno di 50 km dal traguardo, quindi, sarà il momento di approcciare il primo colle Hors Catégorie di giornata, il Col du Tourmalet, la montagna più scalata nella storia del Tour de France. L'ascesa misurerà in tutto 16 km e 900 metri, per una pendenza media del 7.5%, con gli ultimi 12.7 km all'8.8%. La scalata potrebbe rappresentare il trampolino di lancio ideale per un attacco ad anticipare l'ultima salita, alla luce dei soli 33 km che separano il Gran Premio della Montagna dall'arrivo e della quasi totale assenza di tratti di respiro fra le due asperità. La lunghissima picchiata dal Tourmalet terminerà infatti a meno di 15 km dal traguardo, quasi in corrispondenza del traguardo volante di giornata di Luz-Saint-Sauveur. I corridori avranno appena il tempo di attraversare il paese prima di riprendere a pedalare all'insù, affrontando i 12 km e 600 metri della salita verso Luz Ardiden, ad una pendenza media del 7.8%. Una salita costante, selettiva di per sé, che potrebbe provocare danni ingenti dopo una giornata non lunga ma da vivere praticamente in apnea, in cui il chilometraggio ridotto potrebbe portare ad una corsa esplosiva sin dalle battute iniziali.
TRAGUARDO VOLANTE: Luz-Saint-Sauveur (705 m, Km 109.5)
GPM: Haut de Balestas (1a Categoria, 1642 m, 14.7 Km al 6.5%, Km 15), Col de Val Louron-Azet (1a Categoria, 1554 m, 7.6 Km al 7.8%, Km 33.5), La Hourquette d'Ancizan (1a Categoria, 1562 m, 9.3 Km all'8%, Km 56.9), Col du Tourmalet (Hors Catégorie, 2120 m, 16.9 Km al 7.5%, Km 91), Luz Ardiden (Hors Catégorie, 1701 m, 12.6 Km al 7.8%, Arrivo)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Sainte-Marie-de-Campan (890 m, Km 72.5)

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19a tappa: Pau > Iraty 231 km
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231 km, 8 Gran Premi della Montagna e 6000 metri di dislivello sul piatto, per quella che sarà l'ultima tappa di montagna del Tour de France 2016. Una frazione che proporrà un disegno inusuale, con due ascese iniziali che saranno poco più di un riscaldamento per gli uomini di classifica, seguita da un'infilata di tre colli Hors Catégorie e uno di 1a categoria, per poi svilupparsi, negli ultimi 23 km, su un percorso accidentato anomalo per una tappa di alta montagna della Grande Boucle.
La partenza andrà a toccare Pau, località legata a doppio filo alla storia del Tour e delle sue scalate ai Pirenei, dirigendosi inizialmente verso Sud, su un percorso lievemente accidentato. Il gruppo andrà quindi a Ovest per alcuni chilometri, toccando Oloron-Sainte-Marie, prima di riprendere la marcia verso Sud e verso il traguardo volante di Escot (km 47), che, piazzato prima delle salite, potrebbe anche essere appannaggio dei velocisti, fughe permettendo. Per iniziare a salire, a quel punto, basterà attendere ancora pochi minuti e meno di 6 km, prima di imboccare il Col d'Ichère. La salita, pur ben lontana dalla fama di altre cime pirenaiche, presenterà comunque rampe di tutto rispetto, con punte del 10% e una pendenza media dell'8%, su una distanza tuttavia contenuta, di 3.8 km. La vetta arriverà dopo 56.5 km di gara, e sarà seguita da un chilometro e mezzo circa pianeggiante, prima della discesa vera e propria su Lourdios-Ichère. Quasi immediatamente si salirà quindi verso il Col de Lie (km 65), seconda asperità di giornata, più breve della precedente (2.3 km) ma ancor più pendente (8.4% la media).
La breve picchiata successiva porterà il gruppo ad Arette, sede del primo punto di rifornimento fisso (km 70), dove la strada riprenderà a salire leggermente. L'imbocco della prima grande salita del giorno arriverà 6 km e mezzo più avanti, quando avrà ufficialmente inizio il Col de Soudet. La prima ascesa Hors Catégorie della frazione misurerà 14 km e 800 metri, per una pendenza media del 7.3%, con punte del 12% e un tratto di 4 km, tra i -9 e i -5, dove le pendenze faticheranno a scendere al di sotto del 10%. Una squadra con l'esigenza di attaccare e la forza per farlo potrebbe provare ad assestare qui i primi colpi ai rivali, anche se la distanza dal traguardo - 138 km e mezzo - parrebbe sconsigliare azioni in prima persona da parte dei favoriti.
Tra la lunga discesa e il tratto di fondovalle, saranno circa 35 i chilometri tra la vetta del Soudet e l'attacco della salita successiva, il Col d'Ahusquy, battezzato dal Tour nella tappa di Arette-Pierre-Saint-Martin del 2010. L'ascesa vanterà 13.9 km di lunghezza e un 6% di pendenza media, dato abbassato tuttavia da un tratto di contropendenza e da diverse fasi di respiro nella seconda fase di scalata. Ben più interessanti le cifre relative alla prima parte di salita, che vedrà 7.1 km all'8.2% di media, e addirittura 5.5 km al 9.3%, con punte del 12%. Il Gran Premio della Montagna sarà collocato a 90 km e mezzo dal termine, i primi 10 abbondanti dei quali in discesa. Quello che seguirà sarà l'ultimo lungo tratto di fondovalle in programma, lungo una ventina scarsa di chilometri, durante il quale si transiterà anche dal secondo punto di rifornimento fisso, a Saint-Jean-Pied-de-Port (km 161.5). Al km 170, con 61 ancora da percorrere, quindi, si entrerà nella fase decisiva della tappa e forse del Tour.
Il primo snodo chiave della tappa sarà il Pic de Beillurti, 7 km e 400 metri di salita, ma sufficienti a meritare una classificazione Hors Catégorie alla luce dell'11.1% medio. Salvo per il primo tratto di salita, dove si supererà anche il 15% di pendenza e si registrerà un chilometro oltre il 14% di media, a fissare questo impressionante dato sarà l'asfissiante regolarità della salita su rampe tra il 9% e il 12%, praticamente senza sosta fino in cima. La prima occasione per lanciare un attacco in prima persona, per i favoriti, potrebbe essere proprio questa. In cima mancheranno 54 km alla conclusione, e la fase immediatamente successiva sarà di non semplice interpretazione: le gambe dei corridori, appesantite dalle terribili rampe del Beillurti, non avranno infatti modo di recuperare in discesa, ma, dopo un brevissimo tratto in falsopiano a scendere, incontreranno altri 3 km di salita, perlopiù pedalabili, ma con puntate anche all'8%. Terminata questa ulteriore difficoltà, inoltre, non sarà ancora ora di scendere, ma si pedalerà in quota per circa 4 km, in pianura, prima di iniziare finalmente una ripida picchiata.
La discesa terminerà a poco meno di 35 km dal traguardo. Di pianura, sostanzialmente, non se ne troverà, prima di dare l'assalto all'ultima salita Hors Catégorie di giornata e del Tour. Si tratterà del durissimo ed inedito Col d'Erozate, 10 km e 300 metri al 9.3% di pendenza media, piazzato a soli 23 km dall'arrivo. Le rampe arriveranno anche al 15%, ma soprattutto, anche in questo caso, saranno le pendenze costantemente in doppia cifra a rendere particolarmente ardua la scalata, che per i primi 8 km manterrà una media del 10%. Chi vorrà ribaltare il Tour in quest'ultimo appuntamento con l'alta montagna non potrà attendere oltre, poiché le ultime due ascese saranno molto più pedalabili, ma proprio queste salite meno dure potrebbero rappresentare il terreno ideale per far assumere ai distacchi proporzioni pesantissime.
La discesa dell'Erozate terminerà infatti a 16 km e mezzo dal traguardo, e qui, dopo aver avuto scarsissimo spazio per recuperare, su una discesa non ripidissima ma da prendere con le pinze a causa della sede stradale stretta, inizierà quasi subito il Col de Sourzay. Si tratterà di 7 km e 100 metri di ascesa in tutto, ad una media del 3.8%, dove più delle caratteristiche dei corridori sarà vitale avere ancora benzina nel serbatoio. La cima sarà a 9 km e mezzo dal termine, i primi tre dei quali in discesa, piuttosto ripida e ancora su strada stretta. Gli ultimi 6 km e mezzo torneranno quindi in salita, al 5% di media, per raggiungere gli Chalets di Iraty. Il discorso fatto per il Col de Sourzay sarà sostanzialmente valido anche per l'ascesa conclusiva, anche se, dopo un avvio estremamente pedalabile e un ultimo chilometro altrettanto morbido, fra i 2 km e mezzo dall'arrivo e la flame rouge si annideranno anche passaggi piuttosto aspri, fino all'11%. L'obiettivo, per chi avrà esigenza di recuperare, dovrà quindi essere quello di far scoppiare la corsa da lontano, per poi approfittare del finale accidentato per provare a dilatare il margine eventualmente accumulato.
TRAGUARDO VOLANTE: Escot (323 m, Km 47)
GPM: Col d'Ichère (3a Categoria, 676 m, 3.8 Km all'8%, Km 56.5), Col de Lie (3a Categoria, 598 m, 2.3 Km al 8.4%, Km 65), Col de Soudet (Hors Catégorie, 1518 m, 14.8 Km al 7.3%, Km 91.5), Col d'Ahusquy (1a Categoria, 1080 m, 13.9 Km al 6%, Km 140.5), Pic de Beillurti (Hors Catégorie, 1080 m, 7.4 Km al 11.1%, Km 177), Col d'Erozate (Hors Catégorie, 1270 m, 10.3 Km al 9.3%, Km 208), Col de Sourzay (3a Categoria, 1140 m, 7.1 Km al 3.8%, Km 221.5), Iraty (2a Categoria, 1330 m, 6.5 Km al 5%, Arrivo)
PUNTI DI RIFORNIMENTO: Arette (330 m, Km 70), Saint-Jean-Pied-de-Port (171 m, Km 161.5)

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20a tappa: ITT Bayonne > Biarritz 59 km
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Dopo un'edizione 2015 che ha visto una tappa di alta montagna all'immediata vigilia di una passerella finale, tornerà ad essere una tappa a cronometro l'ultimo giudice del Tour de France. Come annunciato a mesi dalla presentazione, la Grande Boucle tornerà al passato, proponendo due maxi-cronometro, e proprio al penultimo giorno sarà collocata la seconda, da disputarsi sulle rive dell'Oceano Atlantico. Il percorso collegherà Bayonne a Biarritz, distanti fra loro meno di 10 km, ma, purtroppo per i corridori (o almeno per gli scalatori), il percorso scelto per unirle sarà ben lungi dall'essere il più breve.
La partenza sarà collocata nel cuore di Bayonne, da cui i corridori usciranno a Sud-Est, transitando da Saint-Pierre-d'Irube e proseguendo sulla stessa direttrice fino ad Hegoassia, prima di scendere verso Cambo-les-Bains. Poco prima di giungervi, a Bas-Cambo, sarà collocato il primo rilevamento intermedio (km 19.5), ad un terzo scarso di percorso. La stessa Cambo-les-Bains segnerà il punto più meridionale del tracciato, da cui si inizierà a risalire verso Larressore, Ustaritz e Arrauntz, sede del secondo intertempo (km 32), per poi puntare verso l'Oceano, giungendovi in quel di Guéthary, dove il terzo intermedio (km 48.5) darà gli ultimi ragguagli prima del responso finale del cronometro. Da qui, sempre seguendo il litorale, si risalirà verso Bidart prima e Biarritz poi, dove il traguardo sarà collocato in Boulevard du Maréchal Leclerc.
Rispetto alla prima crono individuale, questa seconda mancherà di una lunga ascesa, ma è da sottolineare come quella proposta sia di fatto una sorta di falsa pianura: nessuna asperità degna di nota, ma un susseguirsi di brevi salite e altrettanto brevi discese, con molte curve sparpagliate per il percorso, che potrebbero rendere meno facile del previsto trovare il ritmo giusto. Non c'è dubbio, comunque, che la frazione si presti a sconvolgimenti anche significativi della classifica, proprio alla vigilia di un'ultima tappa che ben difficilmente potrà rivedere i verdetti.
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Larressore (16 m, Km 25.5)
RILEVAMENTI INTERMEDI: Bas-Cambo (67 m, Km 19.5), Arrauntz (45 m, Km 32), Guéthary (32 m, Km 48.5)

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21a tappa: Antony > Paris - Champs Elysées 105 km
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Dopo oltre 3560 km, 95 GPM, due cronometro individuali ed una squadre, per i superstiti fra i 198 partenti arriverà finalmente la meritata passerella conclusiva. Il via sarà dato ad Antony, e la prima fase di gara si snoderà in zone verdeggianti della periferia parigina, toccando Châtenay-Malabry, Le Plessis-Robinson e Clamart, costeggiando il Parc de Sceaux, il Parc de la Vallée aux Loups, il Parc Henri Sellier e la Foresta Demaniale di Meudon. Questo tratto sarà l'unico ad includere qualche leggero saliscendi, comunque non certo sufficiente ad immaginare che si scateni la battaglia.
Dopo aver visitato Boulogne-Billancourt ed essersi concesso un'escursione nel Bois de Boulogne, il tracciato comincerà ad inoltrarsi nella capitale, giungendo a costeggiare la Senna sulla Rive Droite. All'altezza dei Giardini del Trocadéro, si svolterà sul Pont d'Iéna per portarsi ai piedi della Tour Eiffel, continuando quindi a risalire la Senna, questa volta sulla Rive Gauche. Agli Invalides, dopo 32 km e mezzo di corsa, i corridori troveranno il punto di rifornimento fisso. Poco dopo, sarà il momento di attraversare il Pont Royal e sfilare davanti al Museo del Louvre e alla sua piramide, per poi gettarsi nel circuito finale degli Champs-Elysées, da ripetere 10 volte. Il giro sarà quello abituale, con l'andata e ritorno sul viale più famoso del mondo, da Place de la Concordo all'Arco di Trionfo, e una digressione intorno al Giardino delle Tuileries.
Il terzo passaggio sulla linea del traguardo, dopo 50 km di corsa, sarà valido come ultimo traguardo volante del Tour, potenzialmente decisivo per l'assegnazione della maglia verde. Altrettanto sarà, ovviamente, per lo sprint finale, che metterà la parola fine all'edizione numero 103 della più grande corsa ciclistica al mondo.
TRAGUARDO VOLANTE: 3ème Passage sur la ligne d'arrivée (33 m, Km 50)
PUNTO DI RIFORNIMENTO: Invalides (33 m, Km 32.5)

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Distanza totale: 3666.5 Km
Arrivi in salita: 6
Tappe di alta montagna: 6
Arrivi in salita nelle tappe di alta montagna: 4
Tappe di media montagna: 4
Arrivi in salita nelle tappe di media montagna: 1
Tappe di pianura: 8
Arrivi in salita nelle tappe di pianura mosse: 1
Tappe a cronometro individuali: 2
Chilometri a cronometro individuale: 110.5
Tappe a cronometro a squadre: 1
Chilometri a cronometro a squadre: 32
Totale GPM: 95
Totale HC: 8
Totale 1° Categoria: 16
Totale 2° Categoria: 26
Totale 3° Categoria: 21
Totale 4° Categoria: 24

Re: Percorso 2016

Inviato: 22/11/2015, 16:54
da Andrepg
Un percorso equilibrato, chi ti ha minacciato Alessio?

Re: Percorso 2016

Inviato: 22/11/2015, 17:27
da Sauber96
André Du Pin ha scritto:Un percorso equilibrato, chi ti ha minacciato Alessio?
Non ne so niente |bersa

Re: Percorso 2016

Inviato: 22/11/2015, 19:24
da bugo96
Bel percorso ma forse troppa cronometro...gli scalatori alla Aru o Quintana faranno molta fatica. Forse potrebbero concentrarsi sul Giro.

Re: Percorso 2016

Inviato: 22/11/2015, 23:45
da alluddha
Percorso in ottica generale equilibrato, ma davvero poche le occasioni per i velocisti. Dumoulin potrebbe far bene, ma le tante tappe di montagna non lo favoriscono sicuramente.

Re: Percorso 2016

Inviato: 23/11/2015, 0:09
da zagor92
Un percorso sicuramente diverso dal solito, cosa sottolineata dall'anomalia sterrato-pavè che promette spettacolo assieme alle tappe in stile Giro 2015. Tanta crono che potrebbe far pendere la bilancia verso Froome III

Re: Percorso 2016

Inviato: 23/11/2015, 20:55
da KenianoBianco96
L'unica pecca di questo splendido percorso è la prima tappa che non mi piace, anche perchè lunghissima.
Ma già dalla seconda vogliamo mettere in chiaro le cose.

Froome entusiasta....

Re: Percorso 2016

Inviato: 23/11/2015, 23:40
da Lory94ITA
Alla luce di questa prima settimana, potremmo ritenerci delusi nel caso in cui non riuscissimo a vestirci di giallo per almeno un giorno.
Per quanto riguarda il resto del percorso, tralasciando le crono, tante tappe da imboscata che faranno gola a molti, sia a chi proverà a mettere in difficoltà i vari Froome e Van Garderen, sia a chi correrà per la vittoria di tappa...si prospetta un bel macello insomma, noi cercheremo di trarre il massimo.

Re: Percorso 2016

Inviato: 25/11/2015, 15:21
da Diego12Alpe
Come si può creare una mappa della Francia con le tappe?