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Federico Buffa racconta.... Nairo Quintana

Inviato: 28/10/2018, 13:10
da emmea90
Il 1990 è sicuramente uno degli anni d'oro per la storia d'Italia. E' l'anno dei mondiali, l'anno delle notti magiche che hanno fatto sognare una intera nazione prima della doccia fredda del San Paolo contro l'Argentina. L'Europa è stata scossa dal crollo del muro di Berlino e della Cortina di Ferro con l'unione sovietica resisterà ancora per qualche anno. Nel ciclismo è l'anno di Gianni Bugno che domina il giro d'Italia indossando la maglia rosa alla prima tappa nella cronometro di Bari. Non la perderà fino alla fine. Quello che sconvolgerà il mondo del ciclismo a breve invece accade a Zilina, dove la signora Helena mette al mondo un neonato molto promettente: si chiama Peter e ne sentiremo parlare tra 25 anni.

Forse per bilanciare questo grande campione, forse perché gli dei del ciclismo amano ripetersi, forse perché semplicemente le cose che devono accadere accadono, pochi giorni dopo, a Combita, in una terra che non conoscerà le nobilissime due ruote prima del mondiale di Duitama, dove Abraham Olano si impone davanti al Navarro, viene alla luce un bambino il cui parto finisce sulle le cronache locali.

Il parto dura 2 anni, 4 mesi e 8 giorni. Dall'utero materno esce non un neonato, ma un ragazzino già munito di capelli e barba - sembra un 16enne fatto e finito. L'infante appena esce è fermo, immobile, in attesa - non piange nemmeno. Si capisce subito che quel neonato non sarà un bambino qualunque. Quel neonato ha una storia da raccontare. E' la storia di un attendista destinato a rimanere negli annali di tutti coloro che bestemmiano per la scarsa spettacolarità delle corse. Questa è la storia del colombiano venuto da lontano. Questa è la storia del condor che ancora non aveva imparato a volare.


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Dopo soli tre mesi il piccolo Nairo è già ammesso alla scuola elementare. Il bambino è precoce. E' il secondo ad entrare in aula, si siede sempre al secondo banco, è il secondo della classe. Ogni volta che si tratta di fare qualcosa eccelle ma trova sempre qualcuno migliore di lui sulla sua strada. Il suo rendimento lo espone inevitabilmente alla piaga sociale del bullismo. Nairo è il più piccolo della classe - secondo più piccolo, dopo un certo Domenicos Pozzovivos, pluriripetente. E' spesso vittima degli screzi dei compagni che non di rado lo picchiano all'intervallo. Lui resta sempre fermo: non contrattaccherà mai - e sarà così per il resto della sua vita.

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La Carriera ciclistica di Nairo inizia nel 2009 quando da giovanissimo si fa notare alla Subida Urkiola. Il vincitore quel giorno è Igor Anton, davanti a Xavier Tondo. Quintana arriva al settimo posto, battuto solo da cinque carneadi e due cadaveri. Partecipa anche al mondiale di Mendrisio, a livello Under 23: nella prova a cronometro terminerà al 26esimo posto ad oltre 2 minuti da Jack Bobridge. E' la prima crono della sua carriera ma è già la prima di una storia di grandissime prestazioni contro il tempo che nel cuore degli appassionati richiamano alla mente un grande campione che in quegli anni si sta giocando il Tour de France.

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L'anno successivo la carriera di Quintana subisce una prima, decisiva, deviazione. Il colombiano sboccia vincendo la maglia gialla al Tour de l'Avenir, battendo - tra gli altri - Mikel Landa. Quintana succede a Bakelants e Mollema e a tutta una lista di giovani promettenti che poi non hanno mai vinto il Tour de France. Al secondo posto arriva Andrew Talansky, che dichiarerà, scottato da quel giorno "se questo non lo batto al Tour entro sette anni io col ciclismo ho chiuso". Il campo dei partenti è di quelli tostissimi: il capitano dell'Australia era Micheal Matthews che finirà in Top 10 a 15 secondi da Bardet. La vittoria gli vale l'attenzione nel World Tour, quella di una squadra alla sua altezza, una che gli permette di utilizzare il suo enorme talento. Putroppo questa non arriva - e firma per la Movistar

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Quintana rimane ancora un anno sotto la bandiera del Café Boyaca. Alla Klasika Primavera si distingue con un 18esimo posto - battuto ancora da Xavier Tondo, vincitore quel giorno. Diverrà la sua nemesi insieme alla rampa di garage. Il risultato del Tour de l'Avenir gli vale la convocazione della squadra per la Vuelta a Colombia - una ben nota competizione del circuito Sudamericano, nota per un livello di pulizia così alto da far passare Lance Armstrong per il paladino del ciclismo pulito. Leggenda narra che in tale corsa Riccardò Riccò, all'apice della sua carriera, si staccava dal gruppetto dei velocisti. La partecipazione è incolore con Quintana che si ritira al termine della settima tappa e ritorna a casa giusto il tempo per godersi il Tour de France. Il Colombiano rimane folgorato da una tappa in particolare e da una condotta di gara che gli rimarrà impressa per il resto della carriera: quella di Andy Schleck a Morzine-Avoriaz. Non partirà mai prima dei 600 metri dall'arrivo.

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La libertà e l'autonomia di Quintana in Movistar sono tra le più ampie per un corridore di tale squadra: può persino scegliere dei colori dei calzini diversi da quelli di Valverde e del resto del team. Le sue mansioni spaziano tra il portare le borracce al capitano, il portare in ammiraglia la mantellina del capitano e tenere fermo quest'ultimo mentre espleta la propria funzione idrico-urinale durante la corsa. Alla sua stagione d'esordio il colombiano si distingue nella Vuelta a Murcia dove riesce a portare a casa la sua prima vittoria. Tornerà nei ranghi alla Vuelta alla Comunidad de Madrid, bruciato da Firsanov che - manco a dirlo - troverà la vittoria più importante della propria carriera proprio quel giorno. Nairo viene quindi portato al giro del Delfinato dove solo una crono di 53 chilometri si frapporrà tra lui e la gloria. Ricordando quanto successo l'anno prima al Tour - però - non poteva non essere Morzine la prima vittoria World Tour del Colombiano.

Nonostante il successo Nairo non sarà portato al Tour de France - un Tour che vista la presenza di Wiggins porta alla strana squalifica di Contador, all'inserimento di 100 chilometri a cronometro e alla totale assenza di montagne nel percorso. Il direttore del giro d'Italia 2011 e co-organizzatore del mondiale di Firenze 2013 lo definirà "Più combinato dell'ultima partita di campionato della Juventus" affermando che "se mi avessero imposto di disegnare una totale merda del genere, mi sarei dimesso immediatamente". Al momento, si occupa della comunicazione alla Pallacanestro Cantù


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Il battesimo nei grandi giri per Nairo arriva quindi alla Vuelta 2012. Il colombiano viene usato - come era prevedibile - come scendiletto di Valverde fino all'ultimo momento. Sarà con lui dopo la celeberrima azione di Contador nella tappa di Fuente Dè - tanto che Valverde stesso dichiarerà "se avessi avuto un gregario un filo più decente, avrei vinto la Vuelta in ciabatte". Finisce 36esimo, ad un'ora e 15, dietro un vincitore del Giro d'Italia e tre volte campione del giro di Lombardia. E sappiamo tutti di chi stiamo parlando.

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Quintana sboccia definitivamente a fine stagione, al giro dell'Emilia, vinto davanti ad un assoluto parterre de roi: c'è Pellizotti, c'è Pozzovivo, ci sono Rabottini, Di Luca, Sella e Santambrogio. Evidentemente non c'erano i NAS o i Carabinieri o sarebbe venuta fuori una bellissima retata.

Il 2013 è l'anno in cui il Condor spicca letteralmente il volo. Secondo in Catalogna, vince i paesi Baschi davanti a Richie Porte e debutta al Tour. La tappa di Ax-3-Domaines sembra essere marcata come quella in cui la stella colombiana dovrebbe definitivamente sbocciare. Non sarà così


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Il colombiano viene mandato allo sbaraglio sul Port de Pailheres. Froome stravincerà la tappa e porrà lì le basi per la sua vittoria finale del Tour. Quintana si rifarà al Mont Ventoux cogliendo un secondo posto alle spalle di Froome, rimontando da dietro il gruppo degli attardati. Al traguardo, sulla sua prestazione, dichiarerà di essersi semplicemente fatto i fatti suoi senza mai attaccare un singolo metro. E' però al Mont Semnoz che la stella di Quintana nasce definitivamente. Froome viene messo in difficoltà, Contador scende dal podio e il colombiano termina il Tour al secondo posto, a 4'20'' dal Keniano Bianco ma tutti gli esperti scommettono che al prossimo giro toccherà a lui alzare le braccia al cielo sui campi Elisi

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Quintana sorprende tutti nel 2014: non tornerà in Francia, ma farà Giro e Vuelta. La sua stagione parte fortissimo: vince il Tour de San Luis, arriva secondo alla Tirreno-Adriatico dietro Alberto Contador. Al Giro però fatica, dopo Montecampione è a 2'40'' da Uran - alla vigilia di quella che da Ponte di Legno a Val Martello è descritta da tutti come la tappa decisiva. Tutti, tranne un ben noto opinionista di RAI Sport

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Il clima di quel giorno è da tregenda. Le tre salite sono avvolte nella nebbia - il gruppetto dei velocisti è presto formato con la corsa che rimane ben delimitata già in cima al Gavia. Proprio il clima in cima allo Stelvio costringe l'organizzazione a marcare con delle moto le curve della discesa. Quintana tira dritto e le supera - altri corridori non capiscono e stanno dietro. Vincerà la tappa e prenderà la maglia rosa - sbocciando definitivamente e consolidandola nella cronoscalata finale. Ad Uran rimane solo il premio di consolazione di un'altra ben nota giornalista RAI

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Sembrerebbe l'anno buono per la Movistar. Quintana non va al Tour ma Valverde va fortissimo. Contador e Froome combattono senza sosta al Delfinato e dopo l'opaca prestazione dello Spagnolo nel 2013 sembra esserci finalmente quel duello che gli appassionati di ciclismo aspettano. Entrambi abbandonano il Tour per una caduta - potrebbe essere l'anno di Valverde ma è forse la sua peggiore stagione, finendo a sette minuti. Quintana dalla TV guarda - con qualche rimpianto - Vincenzo Nibali alzare le braccia al cielo sui campi elisi

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La sfida si sposta quindi alla Vuelta dove Contador e Froome tornano reduci da infortuni e Quintana riesce ad arrivare alla cronometro in maglia di leader della generale dopo una settimana da secondo in classifica, una settimana travagliata in cui riesce a mantenere tre secondi di vantaggio su Alberto Contador. La prestazione del colombiano, però, si infrange su una normalissima curva della Navarra contro un guard-rail. Finisce lì la sua stagione e finiscono lì i suoi sogni di gloria. "Non vedevo qualcuno cadere in maniera così stupida dal 2006", dichiarerà un ex compagno di squadra di Gianluca Pessotto che ha preferito rimanere anonimo.

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E' con il 2015, però, che Quintana torna ai suoi livelli migliori. Dopo una preparazione in Sudamerica domina sul Terminillo e si porta a casa la Tirreno-Adriatico. Decide quindi di gettarsi sulle classiche del pavé in vista del Tour de France che presenterà, per il secondo anno consecutivo, tratti con settori in pietra. Finisce settantaseiesimo alla Dwaars Door Vlaanderen e non porta a termine l'E3 Harelbeke. La battuta d'arresto si fa sentire sia al Pais Vasco che alle Ardenne, dove il colombiano viene battuto. Perde anche la prima grande sfida alla Route du Sud contro Alberto Contador - il percorso prevede sostanzialmente tre tappe piatte più un arrivo in discesa dopo il Port de Bales. Il colombiano resiste agli attacchi dello spagnolo sulla salita, poi perde le ruote nella successiva discesa. Contador si dichiarerà contento di aver finalmente potuto duellare sul Bales con qualcuno che sapesse usare un cambio.

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Il Tour però sembra l'occasione giusta per Nairo. Per uno scherzo del destino, che qualcuno soprannominerà "cerchiamo un modo per far vincere Bardet a tutti i costi", la Grand Boucle 2015 presenta meno di 20 km a cronometro. Quintana si difende bene il primo giorno finendo ad un minuto dal vincitore di tappa ma limitando i danni su Froome. Butterà via tutto il giorno dopo perdendo 1'28'' nella tappa di Neelte Jans. Sconcerto in casa Movistar la sera stessa - in particolare chiunque si chiede come sia possibile portare una squadra dove il più alto è 1,73 per 50 kg in una prima settimana che prevede ventagli e pavé.

Dopo la cronosquadre Nairo ha 2 minuti da recuperare. Diventano 3 dopo Arette dove Froome vince rifilando un minuto a lui e Porte. Con un distacco di 3'09'' qualsiasi corridore sarebbe costretto ad attaccare. Due giorni dopo va in scena la tappa di Plateau de Beille - una salita che tanto ha dato al Tour e che tanta selezione ha fatto gli anni passati. La reazione della Movistar allo smacco subito due giorni prima dalla Sky è veemente: tutti dietro per due giorni, senza provare un singolo attacco, seguendo un sospetto ritmo da cicloturistica. Arrivano in otto in cima con Valverde che si prende un secondo con la sua solita volatina - si scoprirà più tardi che è il podio del Murciano il vero obiettivo della Movistar


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Il distacco tra Froome e Quintana non cambia fino alle ultime tre tappe alpine. La prima prevede un arrivo a Saint-Jean de Maurienne dopo Croix-de Fer e Lacets de Montvernier ma i Movistar rimangono fermi nelle proprie posizioni. La seconda prevede un arrivo a La Toussuire. Froome sulla Croix-de-Fer (che in maniera molto originale sarà scalata dai suoi tre versanti in tre giorni) fora. Nibali attacca ma il nostro cuor di leone non lo segue. Vincerà la tappa di 44'' su Quintana con Froome che perderà 30'' dal colombiano. L'Inglese è furioso per l'atteggiamento dell'Italiano che definirà presto "meno sportivo della Juventus Football Club". Quintana ha quindi ancora un minuto e mezzo da recuperare, si lancia all'attacco sulla Croix-De-Fer nella tappa dell'Alpe d'Huez insieme al compagno, venendo neutralizzato. Riparte poi ai piedi della salita leggendaria staccando quasi subito Froome che accuserà un minuto e 20. Non vincerà nemmeno la tappa per colpa di un Pinot irraggiungibile dalla fuga del mattino. Quel tour rimane forse il più grande cruccio di Quintana, sicuramente fece rivalutare al ciclismo le doti di attaccante di Andy Schleck. Quintana vincerà quindi la maglia bianca - rivelando una volta per tutte al mondo di aver sorprendentemente meno di 25 anni

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Nairo ci riprova quindi alla Vuelta, ma la fatica del Tour si fa sentire. Perde anche il podio in una corsa vinta da Fabio Aru su Tom Dumoulin. La vittoria del sardo fa inizialmente sognare le folle italiche che rivedono in lui il vincitore del Giro d'Italia 2013, Vincenzo Nibali la cui prima affermazione in un GT fu proprio alla Vuelta, cinque anni prima. Purtroppo per l'Italia i risultati di Aru invocavano si i paragoni con un vincitore del Giro d'Italia, ma quello di nove anni prima.

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Nairo comunque sa che tornerà in spagna per riconquistare la Vuelta. Nel 2016 arriva al Tour vincendo Vuelta a Catalogna, Tour de Romandie e Route du Sud. La Grand Boucle è una delle più impegnative di sempre: ci sono 40 km a crono, una tappa mista nel massiccio centrale, otto tappe di alta montagna più una cronoscalata. Contador è costretto subito al ritiro, Froome prende una trentina di secondi a Bagneres-de-Luchon, tutti in discesa. Per il resto è uno dei Tour de France più noiosi di sempre. Il Keniano non stacca nessuno in salita limitandosi a controllare dopo le cronometro mentre Quintana si limita a stare nel gruppo dei migliori vedendo l'un l'altro i suoi avversari cadere sotto le fatiche. Finisce terzo avendo finito una sola tappa nei dieci e non sapendo nemmeno come sia possibile essere finiti su quel podio. Qualcuno lo dà già per finito.

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La sfida tra il colombiano e il Keniano si ripropone però alla Vuelta - vero tallone d'achille di Froome. Il colombiano vince a Covadonga ma non riesce poi all'Aubisque ad incrementare il proprio vantaggio mantenendo solo 54'' prima della lunga cronometro. Sorte vuole che nella tappa successiva, quella di Aramon-Formigal, Alberto Contador provi a fare un numero dei suoi in discesa sorprendendo l'intera Sky. Quintana perderà la tappa da Gianluca Brambilla ma guadagnerà 2 minuti e 40 sul Keniano. La Movistar, invece, proverà che l'unica tappa che permette a Quintana di guadagnare tempo in abbondanza in un grande giro è quella fatta dai DS delle altre ammiraglie. Nairo vincerà la Vuelta a 1'23'' da Froome in un tripudio colombiano in quel di Madrid. Il Keniano la prenderà con il suo solito sorriso e la sua solita sportività dichiarando che se Contador si fosse fatto i cazzi suoi avrebbe vinto in ciabatte.

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Caricato dalla vittoria della Vuelta, Nairo decide di tentare il doppio impegno. Nel 2017 proverà la doppietta Giro-Tour. Al Giro parte fortissimo e sembra già averne un pezzo in tasca quando domina il Blockhaus. Il Giro, però, non è il Tour e presenta quasi 50 chilometri di cronometro. Dopo il riposo Quintana si deve trovare a recuperare 2'23'' su Dumoulin. L'olandese si rivela un osso durissimo in montagna, andando addirittura a vincere ad Oropa e dimostrando di essere probabilmente inarrestabile. Nulla può fermarlo. O così sembrava, fino al momento in cui la carovana passa per Santa Maria Val Mustair

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Quintana riesce a tornare in rosa dopo Piancavallo in un giro che presenta così pochi arrivi in salita decenti che si possono contare su una mano monca. La tappa finale è l'abominio della masturbazione mentale, l'esegesi della puttanata cosmica: una tappa con la salita di Foza dopo il Grappa e 15 chilometri di pianura, senza alcuna discesa dopo il GPM, per arrivare all'arrivo. Prudhomme dichiarerà: "io una stronzata così non l'avrei disegnata nemmeno tracciando due righe sulla mappa a caso". Quintana riesce a recuperare 15 secondi con Dumoulin che finisce fuori dal podio. In una qualsiasi giornata avrebbe vinto il giro - ma il Giro nel 2015 arriva a Milano e prevede una cronometro finale. Nairo perde il Giro per 30 secondi con l'Olandese che torna sul podio. Per lui, una vera beffa.

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Il Tour di Quintana non si rivelerà, però, nemmeno lontanamente all'altezza di coloro che lo han preceduto nei tentativi di doppietta. Nairo finirà dodicesimo a più di un quarto d'ora dal solito Froome. C'è però un pezzo di Nairo sul podio con Rigoberto Uran che con la forma della vita terminerà a 54 secondi dal Keniano non provando mai nemmeno lontanamente ad attaccarlo. Una impresa che rischia di mettere in ombra quella del condor di Combita. Nel 2018 Nairo proverà quindi il tutto per tutto sul Tour de France seguito come sempre dalla Vuelta. Nella prima tappa cade e fora perdendo già un minuto e 15. Perde un minuto da Thomas al primo arrivo in salita e non sarà mai protagonista: il ritardo anche questa volta è di 14 minuti. Va un po' meglio alla Vuelta dove è sesto fino all'ultima tappa prima di essere frenato per difendere la quarta posizione di Valverde in una di quelle logiche così perverse di casa Movistar che sono valse ad Unzue il soprannome di "Giampiero Ventura del pedale"

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Non è ancora chiaro se nel futuro di Nairo ci saranno spazi per tentare di portare a casa una maglia gialla in quel di Parigi o se sarà la Sky a continuare ad infrangerli. Ciò che è certo è che nella vita l'importante non è vincere - ma partecipare. E Nairo ha ancora una lezione da insegnare a tutto il gruppo: non puoi avere rimorsi per non aver vinto, se non ci hai mai nemmeno tentato

*** SIGLA ***

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Il Tour 2013 rivelò al mondo una sconcertante verità. Nairo Quintana si fece scoprire finendo a podio e vincendo la maglia bianca. Al momento delle premiazioni, però, il pubblico fu tentennante a riconoscere che quel giovane sul podio avesse meno di venticinque anni. Lo stesso accadde poi due anni più tardi, al Tour 2015

Durante la Vuelta 2016 si scoprì che Nairo Quintana è più giovane, seppur di pochi mesi, rispetto ad Esteban Chaves. Questo ha portato il governo colombiano ad un controllo a tappeto delle credenziali degli impiegati dei vari uffici anagrafe

Quintana e Valverde furono inseparabili al Tour 2015. Nonostante le apparenze, però, in Movistar era chiarissimo quali fossero le gerarchie e chi dei due fosse il capitano. Valverde nutriva infatti un rispetto molto alto per il colombiano, tanto che gli permetteva di portargli le ciabatte direttamente a letto tutte le mattine anziché farsele lasciare fuori dalla porta

Nei giorni di riposo del Tour de France 2015, in Movistar, Valverde aveva "ordinato" delle dame di compagnia. Nel momento in cui queste ultime vedevano che i corridori preferivano intrattenersi per brevi periodi con tutte invece di dividersele, una di queste chiese a Quintana il motivo. Nairo rispose che l'obiettivo della Movistar al Tour è sempre stato e sempre sarà la classifica a squadre